IL NOSTRO DEBITO PUBBLICO IN QUESTO ISTANTE AMMONTA A:

mercoledì 26 settembre 2007

I DUE POLI SEMPRE DIVISI........SI UNISCONO SOLO PER FARE DANNI

Privacy sotto scacco. La tutela dei nostri dati personali è a rischio: parlamentari di entrambi gli schieramenti starebbero infatti cercando di svuotare la legge che protegge la riservatezza. Come? Con semplici emendamenti al ddl Bersani sulle liberalizzazioni. A denunciarlo sono Stefano Rodotà, Fiorello Cortiana, Carlo Formenti e Arturo Di Corinto, che giovedì scorso hanno lanciato un appello sul web (www.adunanzadigitale.org/privacy/)Cosa c’entrano con la riservatezza? “È in corso al Senato - spiegano i promotori dell’appello - un nuovo tentativo di svuotare la legge sulla protezione dei dati personali, a danno dei cittadini e dei lavoratori e a favore delle imprese. In seguito alle pressioni di forti organizzazioni imprenditoriali, alcuni parlamentari di entrambe gli schieramenti hanno infatti proposto che tutte le imprese siano esonerate dal predisporre le misure minime di sicurezza a tutela dei dati personali. Prima dell’estate la Camera aveva già introdotto questo esonero per le imprese con meno di 15 dipendenti”.[repubblica.it]
A volte mi sembra di vivere in un incubo. I nostri politici non fanno altro che insultarsi e delegittimarsi a vicenda continuamente. Sembra sempre che non ci sia un solo punto in comune in nessun campo o materia. E questo è di per se piuttosto desolante, quando il paese avrebbe bisogno di politici seri e responsabili, volti solamente a quell’unico interesse che devono servire, l’interesse dello Stato e quindi dei cittadini. Poi però su qualche provvedimento sporadicamente ecco l’accordo bipartisan o meglio bipolare. Come sull’indulto e gli aumenti di stipendio (per loro ovviamente), ecco che i nostri zelanti parlamentari preparano un’altra bella inchiappettata agli italiani: sgravare le aziende dalla responsabilità della custodia dei nostri dati sensibili e personali. Renderle sostanzialmente non perseguibili di fronte a una fuga di dati dei dipendenti anche se non hanno predisposto nessuna misura cautelativa. Complimenti!Firma l’appello sul web e leggi tutto l’articolo su Repubblica.

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