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venerdì 26 ottobre 2007

INCHIESTA " WHY NOT"

CHIAREZZA


L’inchiesta denominata “Why Not”, è relativa ad un presunto utilizzo illecito di finanziamenti comunitari e statali destinati alla Calabria, condotta dal sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro, Luigi De Magistris.
L’indagine di De Magistris, che vede coinvolti anche il presidente del Consiglio Prodi e il ministro della Giustizia Mastella, ha provocato un vivace confronto politico, mettendo a rischio la stessa tenuta del Governo e suscitando l’intervento del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Pubblico un’agenzia di stampa AGI di giovedì 25 ottobre.
“I poteri occulti ci sono e agiscono” e in molti casi, specie nelle regioni del meridione, “molti magistrati hanno troppe contiguità con centri di potere politico e affaristico, e magari alcune fratellanze, invece che mantenere le giuste distanze”. Lo ha detto Vittorio Grevi, giurista, nel corso di “Annozero”. Grevi ha tenuto a sottolineare che “questo non è ovviamente il caso di De Magistris, che è agli antipodi di questo sistema”, ed ha quindi aggiunto che i magistrati cui si riferiva “si fanno coinvolgere e non riescono più ad esercitare con il dovuto rigore e la dovuta imparzialità il proprio mestiere”. Di “poteri occulti” in azione ha parlato anche Antonio Ingroia, sostituto procuratore a Palermo, che ha ricordato come Giovanni Falcone avesse appunto alzato il velo su questo sistema. (AGI)
Roma, 25 ottobre 2007
UN PAESE CHE VUOLE DIVENTARE NORMALE LA PAROLA AI MAGISTRATI

Ci piacerebbe che l’Italia fosse un paese normale, lo diceva anche un noto politico italiano, ma di questi tempi la politica fa ben poco per far uscire questo Paese dallo stato confusionale in cui versa. E la confusione è massima sotto il cielo dei rapporti tra magistratura e politica. Molti dicono che i magistrati dovrebbero astenersi dall’intervenire in pubblico, in nome di non si sa bene quale principio. Altri dicono che i magistrati devono esprimersi solo con le proprie sentenze. (Ma i pubblici ministeri, che sono magistrati a tutti gli effetti, com’è noto non emettono sentenze.). Altri parlano di "opportunità", di "galateo istituzionale", di "rispetto dei ruoli", di "moderazione" e tante altre perifrasi inconcludenti la cui paradossale conclusione sarebbe che è meglio non parlare, è meglio non sentire, è meglio non vedere. Un colossale sbadiglio di "politicamente corretto" il cui risultato è semplicemente quello di lasciare le cose come stanno, di impedire che questo diventi un Paese normale, dove i politici fanno Politica e i giudici amministrano la Giustizia.

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