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lunedì 3 dicembre 2007

OPUS DEI............MACCHINA D'AFFARI


85.000 membri in tutto il mondo. Una penetrazione sempre più forte negli ambienti della finanza e della politica. Un'influenza decisiva sulle posizioni del Vaticano. Una pratica di vita fatta di rinunce, penitenza, autoflagellazione. È l'Opus Dei, misteriosa come una setta e al centro dei più clamorosi scandali finanziari internazionali: il caso Calvi-Ambrosiano, il caso Ruiz Mateos in Spagna, il crac Parmalat, la recente vicenda di Bancopoli e in particolare i legami dell'Opus con il cattolicissimo Antonio Fazio. L'inchiesta di Ferruccio Pinotti sfonda un muro invisibile. Racconta cosa è l'Opus Dei, com'è nata, come ha conquistato il Vaticano: la nomina papale di Joseph Ratzinger è stata resa possibile, come rivelano alcuni recentissimi scoop, da una vera e propria "campagna elettorale" imbastita dai cardinali vicini all'Opus Dei. E non solo il Vaticano. L'Opus Dei ha amicizie e simpatizzanti praticamente ovunque. Massimo D'Alema era presente alla cerimonia di santificazione di Escrivá De Balaguer, il fondatore dell'Opus, celebratasi nel 2002. Francesco Rutelli e Cesare Salvi erano in prima fila ai festeggiamenti per il centenario della nascita di Escrivá. L'amicizia tra Silvio Berlusconi e Marcello Dell'Utri nasce proprio grazie all'Opus Dei. Una trasversalità politica inquietante. Una camera oscura fatta di ombre e di segreti, che in questo libro si cerca di svelare, alla luce anche della testimonianza diretta di alcuni ex appartenenti all'Opus.
Ferruccio Pinotti in questo libro dà voce a chi, tra mille difficoltà, è riuscito a uscirne. Persone che avevano compiuto “voto” di povertà, castità e obbedienza e che avevano ceduto tutti i propri beni all’organizzazione. Laici che dopo 10, 20, 30 anni di esistenza al servizio dell’Opera, ne escono senza una pensione, spesso senza un lavoro né una casa, private dei legami familiari e vittime di profondi sensi di colpa. Come Emanuela Provera, ex “numeraria” di Milano che racconta l’umiliante condizione della donna, l’uso del cilicio sulla coscia per due ore al giorno, la pratica del frustarsi le natiche o la schiena nuda il sabato. Soffrire, pregare, lavorare per l’Opus Dei: nella giornata di una giovane numeraria non c’è posto per altro. Spesso sono le adolescenti a venire arruolate, ragazze fragili che entrano nell’istituzione per la mancanza di una figura paterna. Coscienze deboli e immature, come quella di Amina Mazzali, di Firenze, che racconta nel libro la sua esperienza di quindicenne nell’Opus Dei, la mortificazione corporale, l’instillazione del senso di colpa, l’autoannientamento psicologico e il proselitismo esasperato che tutte le “numerarie” dovevano effettuare per reclutarne di nuove. Storie incredibili ma vere, da tutta Europa e anche dagli Stati Uniti e dal Sud America. Esperienze umane che Ferruccio Pinotti ha raccolto in queste pagine e che si aggiungono alle ricostruzioni dei legami strettissimi tra l’Opera e gli ambienti della politica, dell’alta finanza e del Vaticano, portandoci dentro una delle più potenti e controverse organizzazioni della Chiesa di oggi.

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