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sabato 15 dicembre 2007

PREMIO NOBEL PER LA PACE



VISITA IN ITALIA DEL DALAI LAMA
Tenzin Gyatso, il XIV Dalai Lama del Tibet, è stato in Italia dal 7 al 9 Dicembre, in occasione delle celebrazioni per il diciottesimo anniversario del Premio Nobel per la pace, conferitogli nel 1989. Promossa dall’Istituto Studi di Buddhismo Tibetano Ghe Pel Ling, l’iniziativa include una serie di conferenze organizzate presso il Palasharp di Milano, il cui programma è disponibile online.
Ricevuto alla Casa Bianca lo scorso 17 Ottobre dal presidente Bush e insignito della massima onorificenza della Repubblica davanti al Congresso degli Stati Uniti, il leader religioso buddhista non troverà analoga accoglienza in Italia, dove Fausto Bertinotti ha escluso che Sua Santità possa essere salutato dal parlamento Italiano nell’aula della Camera dei Deputati. Nell’emiciclo si svolgono solo lavori parlamentari, non celebrazioni, è stato il commento del portavoce di Montecitorio. Non che questo costituisse un problema fino a qualche tempo fa, quando papa Giovanni Paolo II fu ricevuto e acclamato in pompa magna dalle Camere riunite nella stessa aula, Bertinotti presente e plaudente.
Anche la presidenza del Consiglio dei Ministri da parte sua ha confermato che Romano Prodi non incontrerà lo scomodo monaco, idem con patate il ministro degli Esteri, Massimo D’Alema. Il nostro ineffabile Primo Ministro si diede per disperso ancora lo scorso anno, quando l’Università di Roma Tre invitò il Dalai Lama in Italia per conferirgli una laurea honoris causa. Palazzo Chigi teme la reazione della Cina, che in occasione della medaglia d’oro del Congresso tuonò contro gli Stati Uniti, ricavandone per tutta risposta una sonora pernacchia. Incuranti del piagnisteo cinese anche Canada e Germania, dove Tenzin Gyatso è stato recentemente ricevuto con tutti gli onori.
Indignati per l’incredibile atteggiamento delle nostre autorità, poco meno di duecento parlamentari di entrambi gli schieramenti hanno già sottoscritto una petizione presentata da Benedetto Della Vedova (Forza Italia), affinchè lo sconvolgente e pecorino servilismo del nostro Governo nei confronti del regime cinese non impedisca ad uno dei più stimati esponenti della lotta non violenta per i diritti umani di accedere all’aula di Montecitorio.
Da cosa mai dipenda il sacro terrore che la diplomazia Italiana di centrosinistra nutre nei confronti dell’untuoso e criminale governo cinese è tuttora un enigma indecifrabile, considerato che la bilancia commerciale con la Cina è in deficit per nove miliardi di Euro, mentre le nostre esportazioni dirette al mercato con gli occhi a mandorla raggiungono a stento l’1,6% del volume totale. Tradotto in soldoni, acquistiamo spazzatura scadente fabbricata da schiavi per un valore di quattordici miliardi all’anno, mentre esportiamo spiccioli nella speranza che un bel giorno le nostre aziende facciano breccia nel cuore (e nel portafogli) dei nuovi ricchi locali.
Attualmente, tutto ciò che propiniamo ai 1321 milioni di cinesi è a malapena il doppio di quanto vendiamo in Portogallo, che di consumatori ne ha dieci milioni e mezzo, vale a dire centoventisei volte di meno. Eppure dubito francamente che qualcuno da queste parti se la farebbe addosso, qualora Lisbona avesse qualcosa da obiettare a proposito delle personalità in visita ufficiale in Italia.
fonte:Stefano Nurchi

2 commenti:

Stefano Nurchi ha detto...

La speranza di far nascere un Paese migliore comincia con il rispetto delle regole, caro Mimmo. Sono lieto che il post sulla visita del Dalai Lama sia stato di tuo gradimento... nel Nuovo Paese Migliore, dopo averlo copiato parola per parola dall'originale, sarebbe stato elegante citare la fonte. Ma ho idea che il Nuovo Paese Migliore, e anche i Nuovi Italiani Migliori, siano come e peggio di quelli vecchi.

Mimmo ha detto...

CHIEDO SCUSA E STATA UNA SVISTA ALLA QUALE HO IMMEDIATAMENTE PROVVEDUTO