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domenica 6 gennaio 2008

ESSERE AMICI DI BERLUSCONI



Berlusconi s'inventa "Antigua 2"
E’ partito col suo aereo privato direttamente dalla Sardegna, insieme all’amico e vecchio sodale Gianni Gamondi, l’architetto paesaggista specializzato in complessi turistici, resort e ville da vip sparse per il mondo che lo ha introdotto in Costa Smeralda, ha realizzato per lui La Certosa e lo consiglia su tutto quel che riguarda le case: dagli investimenti alle piante da sistemare qua e là nei numerosi giardini. Loro due, senza Veronica né altri che una pattuglia di scorta ridotta a tre uomini. Destinazione, le Piccole Antille, quella scia di isolette da sogno che corrono a Sud di Miami fin quasi al Venezuela. E’ andato a dare gli ultimi ritocchi alla sua villa di Antigua, l’ultima nata della serie, è stato detto. Il giardiniere avrebbe sbagliato appunto a scegliere certe piante, e lui voleva controllare di persona, si è addirittura precisato. Magari è andata proprio così. Ma l’impellente necessità di Silvio Berlusconi di correre fin laggiù, scavalcando l’oceano, per soli quattro giorni, potrebbe nascondere anche altri interessi, più corposi. Perché in realtà in quel meraviglioso Eden caraibico il Cav possiede non una ma ben sette ville. Un numero ragguardevole che fa praticamente raddoppiare la sue residenze, ormai arrivate praticamente a 14. Le sei originarie, Macherio, Arcore, Portofino, La Certosa, unica sopravvissuta al patrimonio di 7-8 case vendute ad americani e russi negli anni scorsi. Più le due ville alle Bermuda, sempre lì nel Caribe, una delle quali per la figlia. Più la villona lacustre a Cernobbio, comprata di recente, che sta ristrutturando. Più queste sette di Antigua. E se il Cav dicesse di sì alla proposta dell’amico Vladimir Putin di acquistare una villa nel nuovo compound che sta sorgendo sul Mar Baltico, non lontano da San Pietroburgo (ci sta pensando) si arriverebbe a 15. Perché sette ville ad Antigua? «Per i parenti e i tanti amici» è la spiegazione che dà uno che lo conosce bene e lo frequenta spesso, lì non è ancora stato ma assicura che si tratta di costruzioni basse, ben mimetizzate nella rigogliosa vegetazione di palme, mangrovie, buganvillee: nessun pugno nell’occhio (e ci mancherebbe). Certo, bisogna tener conto sia della famiglia che si va espandendo, tra figli e nipoti, sia della propensione del Cav per le ospitate, meglio se grandiose. Infatti, quando qualche anno fa aveva cominciato a guardarsi intorno ad Antigua, Berlusconi avrebbe messo gli occhi su una villona faraonica bella e pronta, ma nel gioco al rialzo (pare che la cifra si avvicinasse a 40 milioni di dollari) avrebbe poi avuto la meglio un gruppo americano. Di qui la scelta di costruire ville multiple. Che è anche un bell’investimento nel comprensorio di superlusso che Gamondi - già autore ad Antigua di un resort per Krizia che oggi la stilista starebbe vendendo, e di un altra casa di un famoso calciatore - sta lanciando nel luogo più affascinante dell’isola: la Nonsuch bay di Emerald Cove. Una baia color smeraldo ad anfiteatro che si apre fra promontori, insenature, cale e calette. «Duemilaottocento chilometri di coste da sogno, una penisola collinare protesa verso il reef», la barriera corallina, recita il sito che reclamizza questa nuova Costa Smeralda dei Caraibi. Un sogno che Gamondi, il settantenne architetto dai baffetti candidi e dall’occhio sornione, coltiva dai primi Anni Novanta. Lui che la Costa Smeralda contribuì a costruirla (Porto Rotondo è una sua invenzione) era attratto da qualcosa di nuovo e ancor più internazionale. Un luogo superappartato ed esclusivo, dove i ricchi del pianeta possono venire a svernare, a ritirarsi alle soglie della pensione sottraendosi alle sempre più invivibili metropoli o semplicemente a godersi il sole, la brezza dell’oceano e il mare di cristallo. Senza neppure le odiose tasse sul lusso care al governatore sardo Renato Soru. Anzi, Antigua è da sempre uno dei tanti paradisi fiscali segnalati dall’Ocse.Il «paradiso nel pieno rispetto della terra», comprende naturalmente campo da golf con clubhouse con vista da urlo sulla baia, «Sailing Club» cioè club velico, Tennis Club, Club bar con piscina galattica. Le case immerse nel verde sono ariose, articolate da terrazze aperte sul mare, pareti mobili, patii interni, e usano molto i materiali autoctoni come il legno dei tetti a capanna coperti di shingles, tavole di sequoia disposte a doppio strato, come vuole la tradizione caraibica, che Gamondi alleggerisce usando molto il bianco, tessuti locali e arredi italiani. O schiarendo i preziosi legni locali sul bordo delle piscine a sfioro.
da: la stampa MARIA GRAZIA BRUZZONE

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