IL NOSTRO DEBITO PUBBLICO IN QUESTO ISTANTE AMMONTA A:

venerdì 11 gennaio 2008

IL PUPAZZO CHE RIDE



Che debba dimettersi è pacifico Ma la questione è che Alfonso Pecoraro Scanio non avrebbe mai dovuto essere nominato ministro.Era il 4 maggio del 2006, Prodi stava ancora compilando la lista dei componenti del suo esecutivo, e il leader dei Verdi-Il sole che ride era stato immortalato mentre sghignazzava in chiesa durante i funerali di tre militari italiani uccisi a Nassirya. «Uno spettacolo indecente» che lo rende indegno di entrare nel prossimo governo».
«Atto indegno e basso», tuonò lo stesso Pecoraro. Ma si riferiva al fatto che la testata giornalistica " IL Giornale" aveva osato pubblicare quella foto in prima pagina. «Un fotogramma carpito», aggiunse il leader ambientalista. Non voleva dire nulla, ma Prodi fece finta che fosse una spiegazione, accreditò la tesi dell’incidente di percorso e lo inflisse agli italiani: titolare del dicastero dell’Ambiente.
Purtroppo non s’era trattato di una sfortunata circostanza. Pecoraro Scanio è proprio così, «un intreccio vertiginoso di estremismo e futilità», lo definì l’ex segretario dei Verdi Luigi Manconi; «la quintessenza dell’inutilità», lo folgorò il giornalista de il "Giornale" Giancarlo Perna in un memorabile ritratto nel quale ricordava alcune delle sue prodezze: la proposta di proclamare la pizza patrimonio dell’umanità, il suggerimento di adottare in blocco le pecore sarde per salvarle dall’estinzione, l’iniziativa per la creazione del museo del mandolino, la campagna contro gli alberi di Natale, la nomina del cantante partenopeo Gigi D’Alessio «patrono del pesce azzurro». Folclore, si dirà. Da ministro tuttavia la sua possibilità di fare disastri è aumentata in modo esponenziale, come dimostra lo la sua terra, la Campania, sommersa dalle immondizie. Una crisi di cui lui porta grandissime responsabilità, essendosi opposto in tutti i modi alle uniche soluzioni possibili (discariche e termovalorizzatori), in cambio delle quali offriva utopie e vacue parole. Pecoraro Scanio con i rifiuti è disposto a fare praticamente di tutto, tranne che la sola cosa che può venire in mente a una persona sensata: smaltirli.
La triste verità è che questo ministro è un incompetente. E non solo in materia di rifiuti. Passi che scambi un toro per una mucca, ma vogliamo parlare della monumentale figuraccia fatta nel settembre scorso alla conclusione della Conferenza nazionale sul clima? «La temperatura in Italia è aumentata quattro volte più che nel resto del mondo», annunciò davanti a scienziati e studiosi allibiti. Quattro volte! Il Corriere della Sera abboccò e ci aprì la prima pagina: peccato che fosse una delle tante bufale del nostro campano. Il giorno dopo il Cnr smentì. E anche l’illustre climatologo Franco Prodi, fratello del premier, sbugiardò Pecoraro, accusandolo di manipolare la scienza.
Il sospetto è che l’allarmismo fosse destinato a forzare la mano per ottenere 7 miliardi di euro per le «politiche climatiche». Non ci sarebbe da meravigliarsi. Di soldi il ministero è avido, essendone prodigo: con l’attuale gestione i consulenti, che all’epoca di De Castro erano otto, sono passati a 344. Quasi tutti «verdi», ovviamente. Tanto, chi sorveglia? Basta un esempio: l’Agenzia protezione per l’ambiente e i servizi tecnici è commissariata, ma il commissario è il capo di Gabinetto di Pecoraro. Ergo: si danno gli ordini, li eseguono e poi controllano da soli se e come li hanno eseguiti. Fantastico. In quale altro Paese occidentale ci si terrebbe un simile ministro? Uno che l’11 maggio scorso, a proposito di una qualche presunta decisione del Cdm sull’ennesima emergenza rifiuti in Campania, scriveva: «Subisco questo decreto che porta la firma del premier ma non la mia. Il ministero dell’Ambiente non è stato coinvolto, non è concertante di questo decreto (che ci volete fare, scrive così...). Sono contrario». Se fosse serio, Prodi avrebbe cacciato il suo ministro ridens allora. Adesso ha un’altra occasione, ma vedrete che purtroppo perderà anche questa.

ECCO CHI SONO E QUANTO CI COSTANO I CONSULENTI DI PECORARO SCANIO PER LEGGERLI CLICCATE QUI
http://www.tuttoggi.info/articolo-393.php

NB A SUO TEMPO QUESTA INFORMAZIONE ERA STATA CENSURATA

1 commento:

Anonimo ha detto...

Dovrebbero veramente dimettersi il ministro per l'ambiente, il presidente della regione, il presidente della provincia, il sindaco di napoli... questore e prefetto e presidente del tribunale e procuratore capo della repubblica. Via tutti.

Perche' non andiamo a vedere quante case abusive ci sono a Napoli e dintorni? E quante discariche abusive? Se non si paga l'Ici e la tassa sui rifiuti, come fanno i comuni a organizzare la raccolta della munnezza???

L'esercito di Prodi avrebbe dovuto sorvegliare col mitra spianato i netturbini, pagati per un lavoro che NON fanno, invece che fare il lavoro dei netturbini.

Quindi: siano licenziati i netturbini. E Prodi.