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mercoledì 23 gennaio 2008

PRESSING SUL QUIRINALE


Ci vuole poco a capire dove è il marcio. Va da Mastella a Berlusconi. Passando per tutti i loro canali. Da una parte Prodi e i logori Amato, Dini, Parisi e tutti quelli che hanno campato sulle poltrone dei Palazzi da una vita, portando il Paese a questo sfascio, prendendo lauti stipendi, segretarie, amanti, prostitute e autoblù, facendo affari, riducendo il Paese a una calzetta.
Poi ci sono quelli che collegano. Il vicepremier Enrico Letta, anche Rutelli...e il campione dei campioni, Mastella. Lui sta con un piede di qua e uno di là, sempre pronto a saltare da una parte e dall'altra. Il suo risultato è la Campania. Mica solo colpa di Bassolino. Dove lo mettete Mastella?
Ecco l'Italia divisa in due uscita dai brogli elettorali. Una parte di Andreotti e una di Cossiga. E da lì tutta la colata di monnezza e le sorti di una nazione impigliata per un voto a questa ciurma di sconsiderati.
Poi ci sono gli errori da mangiarsi il fegato. Il Partito Democratico, la peggior scelta che la storia repubblicana ricorderà. Una adunata di arrivisti che ha cancellato in un colpo solo la tradizione riformista post comunista: i Ds. Anzi, non i Ds che fanno affari a gogò, ma Fassino. Mi stupisco che nessuno parli del primo segretario italiano. E lui stia zitto, in nome di Dio stavolta, non si metta a correre sull'orlo del burrone. Che non ce lo chiama nessuno. Si renda consapevole che è stato commesso un omicidio nei suoi confronti. OMICIDIO di persona, di leader, di piazza, di storia. E quella pagina strappata, ecco che torna, come un boomerang. Altrochè spedire Fassino in Birmania. Torna la verità sotto forma di ingovernabilità. Totale.
E di qua. Fini e Casini che tentano, ci provano, ma non hanno il coraggio di scalzare il danno d'Italia, il Cavaliere. Che dice: "Mastella? Ben venga". Oppure: "Cuffaro, 5 anni di galera? Deve restare al suo posto". Che dona pacchi di pasta, illusioni e sberle al Paese mentre naviga sulla plancia delle tv, delle sue ville, delle sue illimitate ricchezze. E' lui che ha portato il Paese a questo, con il contributo finale del Pd. Di D'Alema, di Veltroni e di Rutelli.
Casini ha un po' più di orgoglio, di dignità. Fini, Fini? Che dire di lui? Il Padreterno gli aveva regalato una piazza storica, un 13 ottobre di 500 mila persone, che non rivedrà mai più. Era un testimone. Quel giorno è stata una grazia, una misericordia, ma non credono in niente. Da lì ripartire, costruire, rinnovare, cambiare. Da destra anche. Che ha fatto Fini, si è messo a giocare al papà e alla mamma. Lui, che poteva dare una svolta al centrodestra dalla discesa in campo di Berlusconi, lui che dietro di sè ha vite da salvare.
Poi chi c'è? Chi rimane? Di Pietro. Da mesi e mesi gli diciamo salga al Colle, chieda un governo di garanzia per lo stato della giustizia. Non può continuare a stare tra i banchi di Montecitorio così, fa una brutta fine, lui e il suo partito. Non basta farsi la sponda con Grillo, sbattere una volta a destra e un'altra a sinistra.
Infine, il Presidente. Non voglio usare il tono della corte degli editorialisti. Ma far giungere al Presidente Napolitano, che dice che la società civile è la risorsa del Paese, il brutto modo della gente che soffre.
Signor Presidente, se lei non nomina immediatamente un governo di responsabilità, garanzia, salute pubblica, dica quello che le pare...lei si ritroverà sulla coscienza il peso di aver distrutto l'Italia. Presidente, siamo lì a sbatterle il pugno sul tavolo e a un palmo dal naso...Mette in garanzia questo Paese! In mano non a politici, ma a tecnici di economia, salute, scuola, sicurezza, difesa ed esteri! Dia tempo a questa classe politica di riprendersi, di fare una legge elettorale severa che non sia la solita compravendita. Ma porti a un radicale ricambio della classe politica. Radicalmente, non che adesso si apre il gioco a sinistra coi radicali. Rifletta sulla gravità della libera espressione in Italia, che è arrivata anche alla peggiore e più grave intolleranza religiosa. Mandi a casa tutti questi, sia severo con i suoi amici, come farebbe un uomo per bene, un vecchio uomo della Repubblica italiana. Risolva rapidamente le emergenze ambientali, in mano a tecnici, non verdi, rossi e neri. Garantisca la vita ai lavoratori, ai cittadini. Mandi a casa lei, il Presidente italiano della Repubblica, la Casta degli impostori.
Donatella Papi

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