IL NOSTRO DEBITO PUBBLICO IN QUESTO ISTANTE AMMONTA A:

venerdì 29 febbraio 2008

ASTENSIONISMO ATTIVO


ECCO I RIFERIMENTI LEGALI


Tutto si basa su un'uso "PUNTIGLIOSO" della legge: D.P.R. 30 marzo 1957, n. 361 - Art. 104 punto 5: Il segretario dell'Ufficio elettorale che rifiuta di inserire nel processo verbale o di allegarvi proteste o reclami di elettori è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa sino a lire 4.000.000.
Illustro nei dettagli il sistema DA USARE, che è già stato indicato anche da altri :
1) ANDARE A VOTARE, PRESENTARSI CON I DOCUMENTI + TESSERA ELETTORALE E FARSI VIDIMARE LA SCHEDA
2) ESERCITARE IL DIRITTO DI RIFIUTARE LA SCHEDA (DOPO VIDIMATA), dicendo: "Rifiuto la scheda per protesta, e chiedo che sia verbalizzato!"
3) PRETENDERE CHE VENGA VERBALIZZATO IL RIFIUTO DELLA SCHEDA
4) ESERCITARE IL PROPRIO DIRITTO DI AGGIUGERE, IN CALCE AL VERBALE, UN COMMENTO CHE GIUSTIFICHI IL RIFIUTO (ad esempio, ma ognuno decida il suo motivo: "Nessuno dei politici inseriti nelle liste mi rappresenta")
COSì FACENDO NON VOTERETE, ED EVITERETE CHE IL VOTO,NULLO O BIANCO, SIA CONTEGGIATO COME QUOTA PREMIO PER IL PARTITO CON PIU' VOTI!!

Riporto per correttezza del Testo Unico delle Leggi Elettorali D.P.R. 30 marzo 1957, n 361 e successive modifiche l'art.104
Art. 104
1. Chiunque concorre all'ammissione al voto di chi non ne ha il diritto o alla esclusione di chi lo ha o concorre a permettere a un elettore non fisicamente impedito di farsi assistere da altri nella votazione e il medico che a tale scopo abbia rilasciato un certificato non conforme al vero, sono puniti con la reclusione da sei mesi a due anni e con la multa sino a lire 2.000.000. Se il reato è commesso da coloro che appartengono all'Ufficio elettorale, i colpevoli sono puniti con la reclusione fino a tre anni e con la multa fino a lire 4.000.000.
2. Chiunque, appartenendo all'Ufficio elettorale, con atti od omissioni contrari alla legge, rende impossibile il compimento delle operazioni elettorali, o cagiona la nullità delle elezioni, o ne altera il risultato, o si astiene dalla proclamazione dell'esito delle votazioni è punito con la reclusione da tre a sette anni e con la multa da lire 2.000.000 a lire 4.000.000.
3. Chiunque, appartenendo all'Ufficio elettorale, contravviene alle disposizioni dell'articolo 68, è punito con la reclusione da tre a sei mesi. 4. Chiunque, appartenendo all'Ufficio elettorale, ostacola la trasmissione, prescritta dalla legge, di liste elettorali, di liste di candidati, carte, plichi, schede od urne, ritardandone o rifiutandone la consegna od operandone il trafugamento anche temporaneo, è punito con la reclusione da tre a sette anni e con la multa da lire due milioni a lire quattro milioni.
5. Il segretario dell'Ufficio elettorale che rifiuta di inserire nel processo verbale o di allegarvi proteste o reclami di elettori è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa sino a lire 4.000.000.
6. I rappresentanti dei candidati nei collegi uninominali e delle liste di candidati che impediscono il regolare compimento delle operazioni elettorali sono puniti con la reclusione da due a cinque anni e con la multa da lire 2.000.000 a lire 4.000.000.
7. Chiunque, al fine di votare senza averne diritto, o di votare un'altra volta, fa indebito uso del certificato elettorale è punito con la pena della reclusione da sei mesi a due anni e con la multa sino a lire 4.000.000.
8. Chiunque, al fine di impedire il libero esercizio del diritto elettorale, fa incetta di certificati elettorali è punito con la reclusione da uno a tre anni e con la multa sino a lire 4.000.000.

giovedì 28 febbraio 2008

BERLUSCONI NON E' ELEGGIBILE


Forse non tutti sanno, che Berlusconi non può essere eletto. Lo dice una legge dello Stato la n.361 del 1957 che prevede la ineleggibilità in Parlamento dei titolari di concessioni pubbliche di "rilevante interesse economico".Lo sapevano tutti. Uno che lo sapeva bene era Massimo D'Alema che alla festa dell'Unità di Bologna del 2000 disse: "Berlusconi, concessionario dello Stato, era ed è ineleggibile per incompatibilità". Ma allora perché a Berlusconi è stato permesso quello che la legge gli vietava? Semplice, perché, la Giunta per le elezioni, (* composta da parlamentari inciucioni), interpretò e sostenne che concessionario delle TV era Confalonieri e non Berlusconi. E così il nostro Paese passò da uno stato di diritto ad un Paese delle banane.In quel periodo governava ancora il centrosinistra. A D'Alema, quando adesso dice che Berlusconi è legittimato dal voto degli italiani, bisogna far sapere che sta legittimando e assicurando il profitto della vincita ad un baro. Se un centometrista, come disse Moretti, parte 200 metri più avanti degli altri, viene squalificato, anche se vince. Perfino in Thailandia, dove aveva vinto il clone di Berlusconi, la gente è andata in piazza e lo ha costretto a dimettersi.E in quel periodo governava ancora il centrosinistra. Ci sono leggi in tutto il mondo che stabiliscono un limite al possesso delle televisioni.... invece noi dobbiamo ascoltare costui che possiede tre TV e fa abusivamente politica da oltre 12 anni. La scaletta che propongo sul conflitto di interessi è:- 1) Berlusconi non può essere eletto in Parlamento in base alla legge vigente.- 2) La nuova legge sul conflitto di interessi deve stabilire che nessuno può avere più di una TV.- 3) Chi ha anche una sola quota in una concessione TV non può essere eletto in Parlamento.Tenete conto che i punti 2 e 3 facevano parte del programma dell'Ulivo nel 1996.....
Tratto da un intervento di Norberto Lenzi pubblicato sul libro"Tutte le battaglie di Beppe Grillo"

mercoledì 27 febbraio 2008

ASTENSIONISMO ATTIVO - CHIARIMENTI -


"L'astensionismo passivo non fa percentuale di media votanti e riguardo alle elezioni legislative il nostro sistema di attribuzione non prevede nessun quorum di partecipazione.
Quindi, se per assurdo nella consultazione elettorale votassero tre persone, ciò che uscirebbe dalle urne sarebbe considerata valida espressione della volontà popolare e si procederebbe quindi all'attribuzione dei seggi in base allo scrutinio di tre schede.
Altresì le schede bianche e nulle, fanno si percentuale votanti, ma vengono ripartite, dopo la verifica in sede di collegio di garanzia che ne attesti le caratteristiche di bianche o nulle, in un unico cumulo da ripartire nel cosiddetto premio di maggioranza....(per assurdo sempre votando bianca o nulla se alle prossime elezioni vincesse Berlusconi le suddette schede andrebbero attribuite nel premio di Forza
Italia).
Esiste però un METODO D’ASTENSIONE, che garantisce di essere percentuale votante (quindi nondelegante) ma consente di non far attribuire il proprio non-voto al partito di maggioranza.
E’ infatti facoltà dell'elettore recarsi al seggio e una volta fatto vidimare il certificato elettorale,AVVALERSI DEL DIRITTO DI RIFIUTARE LA SCHEDA, assicurandosi di far mettere a verbale tale opzione,è possibile inoltre ALLEGARE IN CALCE AL VERBALE, UNA BREVE DICHIARAZIONE IN CUI, SE VUOLE, L'ELETTORE HA IL DIRITTO D’ESPRIMERE LE MOTIVAZIONI DEL SUO RIFIUTO (es.: "Nessuno deglischieramenti qui riportati mi rappresenta")".

IL PRIMO CANDIDATO A SINDACO......CON L'APPOGGIO DI BEPPE GRILLO


Sarà lei a tentare di competere con politici, molto più noti e con molta più esperienza.
Ma l'elezione del sindaco di Roma sarà anche un'occasione per misurare il peso elettorale della protesta del popolo di Beppe Grillo. È Serenetta Monti la candidata a sindaco di Roma che sarà presentata dalla lista civica legata a Beppe Grillo. Lo ha deciso il gruppo che fa capo al comico genovese, che ha svolto le primarie tra 5 candidati. Monti ne è risultata la vincitrice, ed ora si candiderà al Campidoglio.
Appena raccolte le 2000 firme necessarie alla sua candidatura a sindaco di Roma , spero che Serenetta pubblichi sul suo sito:
Attuale incarico - fedina penale - stato patrimoniale - programma e nome cognome dei collaboratori- blog aperto a tutti i cittadini ,secondo quanto riportato su questo link di Beppe Grillo: http://www.beppegrillo.it/2007/10/liste_civiche1.html
Se lo farà credo avrà tutto l'appoggio dei cittadini di Roma


martedì 26 febbraio 2008

PD: FACCE NUOVE........AMICI VECCHI


Veltroni annuncia ufficialmente il capolista per il Partito Democratico alla Camera nella circoscrizione Lazio 1, che include la citta’ di Roma: Marianna Madia. Chi? Marianna Madia, ho detto. E chi e’? Domanda difficile; perche’ Marianna Madia, in pratica, non e’, apparentemente, nessuno. Nella sua disperata rincorsa dell’antipolitica, Veltroni, dopo aver imbarcato Di Pietro, cerca di contrastare il risentimento contro ‘i soliti noti’ candidando una ragazza qualunque, ventisettenne, sconosciuta: alla quale non potremo cosi’ contestare di scaldare gli scranni del parlamento da una vita; fuori i Ciriaco De Mita, dentro le Marianna Madia. Perche’ avere una storia, in Italia, significa essere compromessi, quale che sia la propria storia. Il Partito Democratico e’ il partito del cambiamento, dei giovani, delle donne: allora ecco una giovane donna senza una storia, for a change. La strategia, fin troppo ovvia: la qualita’, come dimostrano le presidenziali americane, e’ molto piu’ difficile da comunicare della novita’.Peccato pero’ che Marianna Madia Veltroni non l’abbia trovata in fila al supermercato: no, Marianna Madia e’ la figlia di Stefano Madia, attore (“Caro papa’”, “Il miele del diavolo”) prestato alla politica, consigliere comunale a Roma con una lista civica per Veltroni, fino alla morte, nel Dicembre del 2004. Insomma Marianna Madia e’ l’orfana di un amico di Veltroni. Non sorprende che il buon Walter si sia sentito in dovere di prendersi cura della figlia dell’amico morto - quando poi c'e' di mezzo il cinema... Tutto questo, se avete la pazienza di un political junkie, potete trovarlo su internet. Dove potete anche scoprire che la bella Marianna lavora alla Presidenza del Consiglio: apparentemente alla segreteria tecnica dell’Osservatorio per la piccola e media impresa, con un contratto di consulenza – quelli che si usano per le assunzioni politiche; in realta’ mi dicono che la Dr.ssa Madia lavori alla segreteria di Enrico Letta – cui e’ legata anche attraverso l’Arel, l’Agenzia Ricerche E Legislazione, fondata da Nino Andreatta, che adesso e’, appunto, nell'orbita di Letta – ed e’ proprio grazie a questa non meglio precisata collaborazione con l’Arel che i media potranno presentarla come ‘giovane economista’. Sul web potrete anche scoprire che Marianna Madia collabora con Minoli a Rai Educational, conducendo, all’una di notte, una trasmissione su questioni ecologiche ed energetiche, eCubo. Quello che non troverete da nessuna altra parte e’ questo: Marianna Madia non e’ solo giovane, donna, figlia di un amico morto di Veltroni, e collaboratrice di Enrico Letta (a proposito: dalle parti di Letta fanno sapere che la Madia non sara’ un loro candidato: ci tengono a dire che e’ in quota Veltroni); Marianna Madia e’ anche la ex del figlio del Presidente della Repubblica: sembra infatti che la storia tra la ventisettenne Marianna e Giulio Napolitano, quarantenne professore di diritto pubblico all’Universita’ della Tuscia, sia finita.

lunedì 25 febbraio 2008

IL PROGRAMMA DI VELTRONI SCRITTO PER BERLUSCONI





DAL PROGRAMMA DEL PARTITO DEMOCRATICO:
Quarto punto: Intercettazioni sì, violazione dei diritti individuali no .Lo strumento delle intercettazioni di comunicazioni telefoniche, informatiche e telematiche è essenziale al fine di contrastare la criminalità organizzata ed assicurare alla giustizia chi compie i delitti di maggiore allarme sociale, quali la pedofilia e la corruzione.Bisogna conciliare tali finalità con diritti fondamentali come quello all’informazione e quelli alla riservatezza e alla tutela della persona.Il divieto assoluto di pubblicazione di tutta la documentazione relativa alle intercettazioni e delle richieste e delle ordinanze emesse in materia di misura cautelare fino al termine dell’udienza preliminare, e delle indagini, serve a tutelare i diritti fondamentali del cittadino e le stesse indagini, che risultano spesso compromesse dalla divulgazione indebita di atti processuali.E’ necessario individuare nel Pubblico Ministero il responsabile della custodia degli atti, ridurre drasticamente il numero dei centri di ascolto e determinare sanzioni penali e amministrative molto più severe delle attuali, per renderle tali da essere un’efficace deterrenza alla violazione di diritti costituzionalmente tutelati.
Undicesimo punto: La normativa introdotta nel 1990 sulla ineleggibilità e la sospensione degli eletti condannati per reati gravissimi, come quelli connessi alla mafia, alle varie forme di criminalità organizzata, corruzione, concussione e così via - oggi limitata a Regioni e Enti locali - va estesa senza indugio anche ai parlamentari.
Dodicesimo punto: superare il duopolio televisivo ed approdare alla tv nell’era digitale. Di qui al 2012 deve essere applicata l’assegnazione delle frequenze secondo le direttive europee e il rispetto delle sentenze della Corte costituzionale. Va messa subito mano alle nuove regole per il Governo della RAI, con l’introduzione di una Fondazione e un Amministratore unico. Occorre, infine, stabilire un fondo per la qualità dei programmi, destinando il 2% dell’intero fatturato pubblicitario al finanziamento di produzioni di qualità.
CONSIDERAZIONI PERSONALI:
quarto punto: bavaglio alla magistraura
undicesimo punto: non parla del grado di giudizio dell'imputato cioe il pd puo candidare imputati fino alla condanna passata in giudicato?.
dodicesimo punto: conflitto di interesse? aspettiamo il 2012 alla faccia delle sentenze della Comunitò Europea


venerdì 22 febbraio 2008

STRANI ........AMORI PRIMA..........AMANTI DOPO




Alla fine, i radicali accettano la proposta del Pd di far confluire loro candidati nelle liste del partito di Veltroni. La decisione è stata annunciata dalla segretaria del partito dei radicali italiani Rita Bernardini e dal segretario dell'Associazione Luca Coscioni, Marco Cappato, al termine di una riunione durata sette ore, con Goffredo Bettini, coordinatore del Partito Democratico. La controproposta del Pd era arrivata per voce proprio del braccio destro di Veltroni, Bettini. Ad Emma Bonino e colleghi si propone un’alleanza dove, in cambio della rinuncia al simbolo dei Radicali, ci sarebbero un ministero per la stessa Bonino e altri nove posti in lista «in collocazioni sicure». Il tutto condito dal «riconoscimento di una parte del finanziamento pubblico in rapporto al numero dei parlamentari concordato», dal «10% degli spazi di informazione spettanti al Pd» e dalla «garanzia della presenza dei Radicali nelle trasmissioni di confronto politico più popolari».




In vista delle prossime elezioni, ora è sicuro che l'Italia dei Valori sarà l'unica lista che correrà a fianco del Pd. Walter Veltroni, intervistato dal Tg5, ribadisce che «se a Idv è stata concessa la possibilità di presentare il proprio simbolo è solo perché c'è un accordo che prevede che Idv entrerà in un gruppo unico col Pd in Parlamento, lo sottoscrizione del programma e progressivamente anche l'incontro col Partito Democratico. Con i radicali, ma anche con i socialisti, questa seconda parte è più complessa».
Succedera quello che ho azzardato il nel post di sabato 16 febbraio 2008 dal titolo " CONTI ALLA MANO" si sta passando da un sistema bipolaristico ad un sistema bipartitico.
VALTERBERLUSCA & BERLUSCOWALTER
RAGAZZI CI STANNO INFINNOCCHIANDO UN ALTRA VOLTA




martedì 19 febbraio 2008

IMPRESENTABILI


Non c'è primaria o gazebo della libertà che tenga. Con le famigerate liste bloccate del 'Porcellum', ancora una volta avranno l'elezione sicura quelli che non potrebbero mettere facilmente la propria faccia sui manifesti. Un pattuglione di assenteisti, trasformisti, dinosauri, pregiudicati, indagati o, più semplicemente, sputtanati. Ecco il catalogo dei nomi pronti a infilarsi alle spalle dei leader.

BOCCIATI "Il dado è tratto: Rivoluzione Italiana confluisce nel Popolo delle libertà". Con queste parole, il 9 febbraio, il senatore Paolo Guzzanti ha annunciato ai seguaci del suo blog (Rivoluzione Italiana, 'www.paologuzzanti.it') il fidanzamento con il movimento dell'altra rosso-crinuta Michela Brambilla. Un aggancio che imbarazza la super-nuovista Brambilla, preoccupata dall'effetto muffa dell'ex presidente della Commissione Mitrokhin, simbolo di una stagione tutta bufale e complotti-spazzatura. La spazzatura vera, invece, è quella che ha distrutto la credibilità di Antonio Bassolino e Alfonso Pecoraro Scanio. Le immagini della maxi-pattumiera napoletana hanno fatto il giro del mondo, ma nessuno dei due politici campani è stato sfiorato dall'idea delle dimissioni. Così, tanto il presidente della Regione quanto l'ex ministro dell'Ambiente sono pronti a regalarsi un nuovo giro in Parlamento. Stessa scelta per un altro eletto che ha fatto parlare di sé in tutto il globo, il mastelliano Tommaso Barbato. Il filmato della sua tentata aggressione al compagno di partito Nuccio Cusumano, 'colpevole' di non revocare la fiducia a Prodi, spopola ancora su Internet e il suo presunto sputo è un giallo insoluto. Il fotogramma in cui senatori e questori tentano di placcare Barbato è diventato l'ultima pubblicità di Ryanair, sotto lo slogan 'Calma! Calma! C'è posto per tutti'. Barbato compreso. Un comodo seggio senatoriale aspetta anche il sindaco azzurro di Catania Umberto Scapagnini. L'ex medico di Berlusconi è ansioso di abbandonare la città prima che venga certificato lo stato d'insolvenza del Comune. Mentre il più fido scudiero di Massimo D'Alema, Nicola Latorre, non vede motivi per abbandonare il Palazzo, nonostante le sue telefonate pro-Unipol abbiano sconcertato migliaia di elettori del centrosinistra durante la folle estate delle scalate bancarie.

GIURASSICI José Luis Rodríguez Zapatero non aveva compiuto tre anni, Barack Obama era nato da appena 20 mesi quando Luigi Ciriaco De Mita entrò per la prima volta alla Camera. Salvo una breve interruzione tra il 1994 e il 1996, non ha più trovato l'uscita. Classe 1928, la stessa di Ernesto Che Guevara, da 45 anni trascina giornalisti e colleghi deputati sottobraccio per il Transatlantico, manco fosse la Selva Lacandona. Ma guai a fargli notare l'età: "Ieri, per la prima volta, mi sono sentito vecchio", ha confessato al compimento degli ottant'anni. E ora è in corsa per la dodicesima ricandidatura, questa volta nel Pd. Il segretario campano Tino Iannuzzi ha già annunciato di voler chiedere la deroga per il suo maestro politico. Lo stesso vuole fare il segretario provinciale di Avellino: Giuseppe De Mita, il nipote. Sembra un'anomalia, ma non lo è. Spera di rientrare, ancora una volta, il senatore Francesco D'Onofrio, capogruppo dell'Udc. Una ex giovane promessa: a lanciarlo fu proprio De Mita, un quarto di secolo fa. C'è il neo-Udc Angelo Sanza (ex demitiano, ex cossighiano, ex buttiglioniano, ex berlusconiano), deputato dal 1972, lo stesso anno che vide l'esordio in Parlamento di Giuseppe Pisanu. C'è il forzista Alfredo Biondi, eletto la prima volta nel 1968. C'è il socialista Valdo Spini, simpaticamente parlamentare da quasi trent'anni, come il verde ex Lotta Continua Marco Boato (salvo un'interruzione negli anni Ottanta) che tenta il ripescaggio nella Cosa rossa. Lì, nell'area della sinistra radicale, si gioca il futuro di un'autentica istituzione come Armando Cossutta e di un veterano delle aule come Cesare Salvi. In fondo, il candidato premier Fausto Bertinotti, imbalsamato nella carica di leader dal 1994, è ormai anche lui un monumento vivente. A se stesso.

PUNTO 10 DEL PROGRAMMA DI PIETRO " COSTI DELLO STATO"


Purtroppo e mi piace navigare nei siti dei Ministeri,degli uffici pubblici e perché no nel sito dell’Agenzia delle Entrate.Sapete cos’è l’agenzia delle entrate vero? Loro dicono:
CHI SIAMO
L’Agenzia delle Entrate, operativa dal 1° gennaio 2001, è una delle quattro agenzie fiscali, nate dalla riorganizzazione dell’Amministrazione finanziaria a seguito del Decreto legislativo n. 300 del 1999 - pdf, alla quale sono state attribuite funzioni riguardanti le entrate tributarie erariali, non assegnate alle competenze di altre agenzie.
Le sue principali attività sono:
INFORMAZIONE E L’ASSISTENZA AI CONTRIBUENTI, ANCHE TRAMITE SERVIZI TELEMATICI AL FINE DI SEMPLIFICARE IL RAPPORTO CON GLI STESSI E DI AGEVOLARE GLI ADEMPIMENTI FISCALI; L’ACCERTAMENTO, IL CONTROLLO DI ERRORI O DI EVASIONI FISCALI MIRATO AL CONTRASTO ALL’EVASIONE (CORE BUSINESS DELL’AGENZIA) ANCHE CON IL SUPPORTO DELLA GUARDIA DI FINANZA; LA GESTIONE DEL CONTENZIOSO TRIBUTARIO DINANZI ALLE COMMISSIONI TRIBUTARIE.
COSA FANNO FRA LE ALTRE COSE?
Servizi offerti dall’Agenzia delle Entrate in materia tributaria per gestire, in modo più efficiente ed economico, i tributi degli Enti locali.
ORA UNO SI ASPETTA CHE L’AGENZIA DELLE ENTRATE E I SUOI DIPENDENTI SIANO FRA MAGGIORI ESPERTI IN MATERIA FISCALE VISTO CHE SONO INVITATI A SEMINARI E SONO RICHIESTI PER COLLABORAZIONI E VISTO CHE I DIRIGENTI DEVONO ESSERE ESPERTISSIMI BASTA LEGGERE I CONTRATTI PER LE LORO ASSUNZIONI ,SUL SITO CI SONO.MA…C’E’ UN MA
Nel sito dell’agenzia delle entrate alla voce consulenze(nota che le consulenze dovrebbero darle loro) fra le altre ce ne sono di veramente strane: http://www.agenziaentrate.it/ilwwcm/resources/file/eb95534824b3758/consulenza_collaborazione_soggetti_esterni.pdf
TIPO: Consulenza per indagine sul clima organizzativo interno costo euro 24.000,00 (praticamente un’indagine per vedere se i dipendenti si trovano bene fra di loro)
Studio di congruità di costi durata 15 giorni costo euro 9.600,00 (Notare che la congruità dei costi viene fatta per gli studi di settore e l’agenzia delle entrate nel contratto stipulato con il consulente dice che a seguito di reale ricognizione è stata accertata l’inesistenza all’interno dell’agenzia di una figura professionale idonea a svolgere l’incarico. (basta un commercialista per questo) e poi loro insegnano come si fanno gli studi di settore: Studi di settore: La sezione contiene tutti gli strumenti utili per la compilazione e trasmissione dei modelli per l’annotazione separata e degli studi settore (modelli, software, normativa), i questionari, i cluster (studi in lavorazione), ecc.
Per agevolare i contribuenti è disponibile una guida che illustra cosa sono e come si applicano gli studi di settore.
Ma se sono loro a insegnare come si fanno gli studi di settore hanno bisogno di un consulente esterno? http://www.agenziaentrate.it/ilwwcm/resources/file/eba4b545a707edd/ElencoConsulenti8gen08.pdf
Questo è il contratto originale fatto al consulente : http://www.agenziaentrate.it/ilwwcm/resources/file/eba4a945a679f9e/Contratto_%20LAGHI.pdf
Ma quanti sono all’agenzia delle entrate?
Organigramma : http://www.agenziaentrate.it/ilwwcm/connect/Nsi/Agenzia/Chi+siamo/Organizzazione/Organigramma+centrale/ Organizzazione territoriale : l’Agenzia è organizzata a livello territoriale in 19 Direzioni regionali (una per ciascuna delle regioni), 2 Direzioni provinciali (Trento e Bolzano) e 386 uffici locali.Le Direzioni regionali e provinciali svolgono funzioni di programmazione, indirizzo, coordinamento e controllo nei confronti degli uffici locali che sono le strutture operative al servizio dei contribuenti ai quali forniscono servizi di informazione, assistenza, gestione dei tributi, accertamento e trattazione del contenziosoIn più ci sono le Direzioni Regionali e provinciali.
E allora la domanda nasce spontanea:Fra tutti questi uffici e ufficetti non c’è nessuno in grado di fare uno studio di congruità? No.Un paio di migliaia di euro qui,un paio di migliaia di euro là e così lavorano pure i consulenti. E chi paga?

lunedì 18 febbraio 2008

IL NUOVO CHE AVANZA: RUTELLI SINDACO DI ROMA


Dopo anni di "veltronismo", con Veltroni sindaco di Roma, si appresta a entrare in lista un nome nuovo come candidato a successore: Francesco Rutelli. L'ironia è d'obbligo, non riusciamo a restare seri.
Rutelli lascia il posto da vice premier e da ministro della Cultura, vorrebbe fare il sindaco. Cadono sempre in piedi, se non è una poltrona è una poltronissima. Normale? I cittadini devono avere stima di loro?
Nullafacenti certo non sono, precari neppure. Non restano mai dissoccupati, si prodigano tutti i giorni per occupare le poltrone lasciate libere, se le passano l'un con l'altro. Chissà perchè? Difenderanno qualcosa, le malefatte?
Ma il paradosso è che si presentano come il nuovo, scordando che il loro cammino politico è fatto da passaggi di sigle. PC,PDS, DS,PD (questo vale per tutti partiti) che in queste sigle hanno occupato posti di governo, o da sindaco, sempre con risultati inconcludenti che hanno portato l'Italia a essere il fanalino di coda in Europa. Ma non demordono, perseverano. La Casta è dura a scomparire. Pertanto sta a noi, se ne abbiamo la volontà, a cambiare questa malapolitica.
Come? Scegliendo il male minore.
So che è difficile ma non impossibile.
Comincialitalia.net

sabato 16 febbraio 2008

SOLO CONTI ALLA MANO


Il quadro politico è ormai tracciato, anche se i giochi e giochini dell’ultimo minuto, sembrano depistare gli elettori che il 13 1 4 aprile non faranno altro che mettere una x su una scheda inutile.
Il PDL – popolo delle liberta – si presenta al popolo elettorale con due simboli quello suo PDL e quello della lega nord che porterà alle casse della coalizione un buon 4 % ; dicasi la stessa cosa del PD partito democratico che correrà con il suo simbolo aggregato con quello del IDV Italia dei valori dell’ex pm Di Pietro con una dota stimata anch’ essa nell’ordine del 4 %.
E dopo? Il dopo è semplice…… le due forze minori del sistema bipartitico PDL & PD –lega nord e Italia dei valori confluiranno nei due gruppi parlamentari maggiori e finiranno lì la loro storia.
Questo perché i due schieramenti bipartitici PDL & PD sanno benissimo che se l’Italia dei valori IDV e lega nord confluissero adesso all’interno dei due partiti, molti dei loro elettori non li voterebbero più e quindi conti alla mano, i due partiti PDL & PD non possono rinunciare al rispettivo 4% che portano in dote al loro interno.
Alla fine dei giochi una volta insediate le camere, indipendentemente di chi avrà vinto, i due partiti maggiori PDL & PD blinderanno il sistema bipartitico , con le cosiddette Larghe Intese, con una leggina ad hoc e cosi tutte le forze eventualmente presenti spariranno alla fine della legislatura.
Et voilà addio referendum – una volta governa il PDL una volta il PD e come dicevano i latini: mal comune mezzo gaudio.
Risposta di Franca Rame al mio post:
Per Domenico Dorazio da redazione
Perfetto!E noi cosa perdiamo? La possibilità di parlare di conflitto d'interessi, falso in bilancio, leggi vergogna...." La libertà, non è star sopra un albero, non è neanche il volo di un moscone, la libertà non è uno spazio libero, LIBERTA' E' PARTECIPAZIONE" ... diceva il grande Gaber...
By Franca Rame at 2008-02-18

mercoledì 13 febbraio 2008

63 EURO AL SECONDO


Lo sforamento delle emissioni di Co2 rispetto all'obiettivo previsto dal Protocollo di Kyoto costa all'Italia 63 euro al secondo dal primo gennaio di quest'anno, pari a piu' di cinque milioni di euro. Dopo sei settimane abbiamo ampiamente superato i 200 milioni di euro e a fine anno il debito tocchera' quota due miliardi. Il calcolo e' stato fornito da Gianni Silvestrini, direttore scientifico del Kyoto Club al convegno "Le Regioni e gli Enti locali verso Kyoto" tenuto in Campidoglio.
Dagli obiettivi di Kyoto ci separa un divario di oltre 90 milioni di tonnellate di Co2 e per questo ora il Paese e' in una emergenza gravosa in termini economici ed ogni ritardo comportera' costi crescenti. La crisi di Governo in atto cade - secondo Silvestrini - nel momento meno opportuno, dal momento che altri Paesi europei stanno attuando misure di intervento da noi a lungo rinviate.
La Finanziaria 2008 mette al centro delle politiche per la riduzione delle emissioni dei gas serra gli Enti locali, ma un quarto delle Regioni non ha ancora approvato in via definitiva il proprio piano energetico ambientale, uno strumento previsto da piu' di 15 anni.
La Finanziaria prevede che entro 90 giorni vengano definiti i target nazionali sulla produzione da fonti rinnovabili e che nei successivi 90 giorni le Regioni adeguino i propri piani energetici."Le Regioni hanno un ruolo indispensabile - ha osservato il ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio - perche' non e' possibile raggiungere un obiettivo nazionale se introduciamo finalmente dei target regionali e non diamo la possibilita' a Regioni, Comuni, Province di ridurre le proprie emissioni di Co2".
(fonte Rai News 24)
RISPOSTA AL POST DI FRANCA RAME:
Per Domenico Dorazio da redazione
Caro Domenico,sempre favoloso nel postare le notizie!Vorrei però aggiungere una precisazione: non si tratta del costo del respiro.Si tratta del costo della disatrose politiche ambientali del nostro Paese: inceneritori, centrali elettriche, cementifici ovunque senza neppure considerare gli effetti devastanti sull'abiente oltre che sull'economia (vedi quote CO2).Nota bene: questi tre elementi sono molto più devastanti rispetto all'inquinamento prodotto dalle auto, solo che è assai più facile organizzare una domenica a piedi piuttosto che imporre limiti severi alle emissioni industriali!redazione
By Franca Rame at 2008-02-14 10:50

martedì 12 febbraio 2008

QUANDO IL FISCO E UMANO............CON GLI EVASORI


IN AMERICA GLI AVREBBERO DATO L'ERGASTOLO INVECE IN ITALIA:

Il campione di MotoGp Valentino Rossi dovrà pagare al fisco un totale di 35 milioni di euro per gli anni dal 2001 al 2006, mentre dalla prossima dichiarazione dei redditi il pilota pagherà come contribuente italiano, dopo anni di residenza a Londra.
E' quanto ha annunciato oggi da Rossi, insieme ai vertici dell'Agenzia delle entrate, in una conferenza stampa tenuta a Pesaro, dopo che l'estate scorsa il fisco gli aveva contestato una sanzione di oltre 100 milioni di euro per evasione fiscale.
"Sono contento di come si sta risolvendo la vicenda", ha detto Rossi. "E' una cifra alta ma è più importante essere tranquilli, sereni e felici", ha aggiunto il pilota che è apparso di ottimo umore e molto poco pentito.
"Sia io che l'Agenzia delle entrate avevamo lo stesso obiettivo: farmi tornare in Italia", ha detto il pilota, anticipando la sua decisione di trasferire la sua residenza da Londra all'Italia. Dove, esattamente, il pilota vincitore di sette mondiali non lo sa ancora. "Di sicuro non a casa della mamma. Ormai sono grande", ha scherzato.
Per l'anno 2007 Rossi presenterà, quindi, una dichiarazione fiscale come contribuente italiano a tutti gli effetti.
L'accordo raggiunto tra l'ex campione e gli agenti del fisco prevede una quota di 19 milioni di euro per gli anni dal 2001 al 2004. La cifra restante è invece relativa al biennio 2005-2006.
"Le tasse sono così, bisogna pagarle", ha detto ancora Rossi. Di sconto da parte del fisco, però, non ha voluto sentire parlare, preferendo definire l'accordo un "percorso tecnico".
"Avevo già deciso di tornare in Italia. Non potevo tornare ed avere problemi con il fisco italiano", ha detto, ammettendo che la vicenda ha avuto un notevole effetto negativo sulla sua concentrazione e sul suo morale. Di un vero pentimento, però, alla fine neanche l'ombra.
"Non mi pento delle scelte passate ... mi sento pulito con me stesso e con la mia coscienza".
PRIMA RATA IN PAGAMENTO ENTRO IL 19 FEBBRAIO
Il fisco aveva contestato una multa di 112 milioni di euro al mago delle due ruote di Tavullia, che oggi ha però definito la sanzione prospettata "una provocazione per cominciare a trattare".
Lo Stato aveva intentato un procedimento nei confronti di Rossi per l'evasione di 60 milioni di euro di guadagni, non dichiarati tra il 2000 e il 2004 grazie alla decisione di Rossi di spostare la sua residenza nella capitale britannica. Tra Irpef, Irap e Iva sarebbero state evase imposte per 43,7 milioni di euro che, sommate alle sanzioni e agli interessi, portavano l'ammontare complessivo ai 112 milioni richiesti dal fisco.
Quello di Valentino Rossi è il maggior accertamento con adesione relativo a persone fisiche concluso dall'Agenzia delle Entrate. Relativamente agli anni dal 2001 al 2004, il pilota verserà la somma complessiva di 18,9 milioni di cui 13,71 di maggior imposta, 4,18 di sanzioni e 1,35 di interessi.
Il pagamento avverrà in 12 rate trimestrali di 1,57 milioni di euro l'una, aumentate degli interessi di rateazione. La prima rata sarà pagata entro il 19 febbraio.
AGENZIA DELLE ENTRATE RINGRAZIA IL PILOTA
Nonostante la cifra dell'accordo annunciato sia quindi di gran lunga inferiore a quella richiesta inizialmente, il direttore dell'agenzia delle Entrate Massimo Romano ha negato che questo possa inviare un segnale negativo nei confronti dei contribuenti che ogni anno pagano quanto dovuto. Al contrario, ha ringraziato apertamente il motociclista.
"Voglio ringraziare Rossi per la linearità e la correttezza delle sue scelte. E' importante instaurare un sistema collaborativo con i contribuenti", ha detto Romano, sottolineando che la procedura adottata nei confronti del pilota è identica a quella usata nei confronti di qualsiasi cittadino.
"Lo sconto sulle sanzioni (ottenuto da Rossi) è previsto dalla legge", gli ha fatto eco il direttore centrale dell'unità accertamenti del fisco Villiam Rossi, che ha dovuto più volte interrompere il suo intervento a causa di una rumorosa protesta organizzata da alcuni dipendenti della Agenzia delle entrate fuori della sala conferenza per manifestare per il rinnovo del contratto.
Invece delle solite bandiere di sostegno, infatti, il pilota ha trovato ad attenderlo fuori dalla sede del fisco di Pesaro striscioni dei dipendenti che hanno un contratto ormai scaduto da tempo e hanno colto l'occasione per esporre le proprie ragioni davanti alla selva di giornalisti presenti
RISPOSTA AL POST DI FRANCA RAME:
Per Domenico Dorazio da redazione
Caro Domenico,grazie per la segnalazione. La notizia fa venire i brividi...Un simbolo (sic!) dell'Italia all'estero prima evade il fisco e poi lo sbeffeggia, perchè in Italia si può fare!redazione
By Franca Rame at 2008-02-13 11:03

domenica 10 febbraio 2008

LA SVIZZERA.........NON SOLO FORMAGGIO




Decisa a scrollarsi di dosso la vecchia immagine di lavanderia mondiale del denaro sporco, la Svizzera è diventata una specie di Croce rossa internazionale della lotta alla corruzione. È l'unico Stato che non indaga solo a proprio vantaggio, ma sequestra i profitti illeciti, accumulati da politici stranieri, per restituirli interamente alle popolazioni danneggiate. I dati raccolti da 'L'espresso' tra gli uffici giudiziari e governativi di Berna, Zurigo e Ginevra sono impressionanti: la Confederazione elvetica ha confiscato e già restituito ai Paesi d'origine più di 1.700 milioni di dollari. Altri 1.100 milioni sono tuttora sotto sequestro in Svizzera, in qualche caso da più di dieci anni, in attesa che all'estero si chiudano decine di processi per le più colossali corruzioni della storia contemporanea. Enormi fortune accumulate da dittatori ormai deposti. Ma anche casi di scottante attualità, come gli 11 milioni di dollari sequestrati sui conti svizzeri di Benazir Bhutto, l'ex premier pakistana uccisa il 27 dicembre in un attentato politico, e di suo marito Asif Alì Zardari, che oggi continua a dominare il principale partito che sfiderà Musharraf nelle elezioni del 18 febbraio.Le autorità elvetiche avvertono che la cifra totale di 2.800 milioni di dollari è "significativamente inferiore al dato reale su confische e sequestri". I conteggi ufficiali, infatti, tengono conto solo delle "inchieste principali". E non comprendono le indagini considerate ancora segrete, almeno in Svizzera: dalle nuove tangenti Siemens all'affare Total/Iran, che chiama in causa l'ex premier Rafsanjani. I dati inoltre riguardano solo i 'Pep' ('Personaggi esposti politicamente'), ma non le tangenti dei burocrati, spesso altrettanto voraci. Dopo tante stime approssimative e studi sulla "percezione" di ipotetiche ruberie, queste cifre offrono un primo bilancio obiettivo del peso e della diffusione della corruzione, certificata da giudici indipendenti di uno Stato da sempre neutrale. Un impegno in linea con una tradizione culturale umanitaria, pacifista e legalista. "C'è un rapporto diretto tra democrazia, equilibrio dei poteri, giustizia e pace", spiega l'ambasciatore Paul Seger, responsabile della Direzione di diritto internazionale del ministero degli Esteri, che gestisce la restituzione dei patrimoni confiscati. "La nostra esperienza conferma che i dittatori sono i primi beneficiari delle corruzioni più gravi. Ma i loro regimi sono molto spesso responsabili anche delle guerre e delle più sanguinose repressioni interne". E un altro nemico della lotta alla corruzione è il nazionalismo, sbandierato da autocrati impuniti per fermare la giustizia internazionale.
Cliccate sulla tabella e guardate il posto dell'italia..........la 6 potenza industriale...........


CAMPAGNA CANDIDATURE.............PULITE



INVITO TUTTI I LETTORI DI QUESTO BLOG HA CHIEDERE A TUTTI I PARTITI, NEI LORO BLOG, CHE VENGA MESSA IN RETE LA PROPRIA LISTA DEI CANDIDATI SPECIFICANDO:






NOME E COGNOME

PROFESSIONE

INCARICHI ATTUALI

FEDINA PENALE

STATO PATRIMONIALE



VEDIAMO CHI HA IL CORAGGIO DI SPOSARE QUESTA INIZIATIVA

venerdì 8 febbraio 2008

LA CASTA COLPISCE ANCORA.....QUANTO GUADAGNANO DALLE URNE


Prendiamo i deputati, per i quali è in vigore un regolamento del 1997. Gli onorevoli, il cui mandato parlamentare è iniziato dopo la XIII legislatura del 1996, acquisiscono il diritto alla pensione a 65 anni di età e con 5 anni (una legislatura) di contributi.Ma questo trattamento, simil cittadino comune, nasconde il trucco. Il diritto alla pensione è fissato al 65esimo anno di età, peccato che tale limite si abbassa di un anno per ogni ulteriore anno di mandato oltre i cinque. Sino a raggiungere il traguardo dei 60 anni.
Se vi state arrabbiando? Aspettate. Perché c’è dell’altro. Gran parte dei deputati è stata eletta prima del 1996, cioè prima della riforma. Ciò significa che si ha diritto alla pensione a 60 anni di età, riducibili a 50 utilizzando gli anni di mandato oltre i cinque minimi richiesti. E così con oltre tre legislature – e 20 anni di contributi – è possibile accedere alla pensione con meno di 50 anni! Non sono da meno i senatori. Anche qui c’è stata una riforma, in base alla quale a partire dalla XIV legislatura del 2001 questi servi Patriae hanno diritto alla pensione a 65 anni e a condizione di aver svolto un mandato di cinque anni.
Ma dietro l’apparenza si cela l’inganno. Ed ecco, infatti, che fioccano le deroghe. Per chi è stato eletto prima del 2001, il cui diritto al vitalizio scatta a 60 anni con una sola legislatura (5 anni), a 55 con due (10 anni) e a 50 con tre mandati (15 anni). Per gli eletti dal 2001, che possono andare in pensione a 60 se hanno conquistato un secondo mandato.
Due anni e sei mesi sono meglio di 35, ovvero via libera alle baby pensioni. Un cittadino per godere della pensione di anzianità deve avere 57 anni, 60 dal 2008, e aver versato contributi per 35. Troppi per deputati e senatori che hanno abbassato il limite contributivo a una legislatura: 5 anni.Inoltre i parlamentari, per evitare i rischi dell’instabilità politica, con il rischio di chiusura anticipata delle Camere, hanno deciso che sono sufficienti, per aver diritto al vitalizio, due anni e sei mesi. Basta, poi, pagare contributi volontari per i due anni e mezzo mancanti, ma con calma. Onorevoli e senatori possono saldare il debito a fine mandato e in 60 comode rate. Lavorate gente, lavorate.
Alla faccia del riduzione dei costi della politica. La casta colpisce ancora. Andare al voto anticipato farà guadagnare ai partiti circa 300 milioni di euro in tre anni. Questo è l'ammontare del finanziamento pubblico che sarebbe arrivato nelle casse dei partiti fino al termine della legislatura. Sciolte le camere, tutti al voto, si potrebbe pensare che i soldi per i prossimi tre anni non verranno pagati e invece .... invece i partiti incasseranno 100 milioni di euro per ognuno dei prossimi 3 anni come rimborsi elettorali relativi alle elezioni del 2006. Per capirci: ad Aprile si va a votare ? I partiti dopo le elezioni anticipate prenderanno il doppio dei soldi: quelli relativi alle elezioni del 2006 e quelli per le nuove elezioni del 2008.
Per le elezioni di aprile 2006 gli aventi diritto al voto erano precisamente 50.098.305(47.258.305 gli aventi diritto al voto in Italia e 2.840.000 quelli all'estero). Da questo fondo ad ogni partito è attribuita una quota sulla base delle percentuali di voto ottenute.Bene, si sciolgono le Camere. Ma credete che i nostri dipendenti (ovvero i politici) rinuncino ai privilegi? Pare di no.
Una leggina ad hoc approvata con voto bipartisan a inizio 2006, poco prima di andare a votare, sancì il diritto dei partiti a continuare ad incassare i rimborsi anche in caso di voto anticipato. Da qui l'affare: se la legislatura si esaurisce prima della sua naturale scadenza lo Stato deve comunque pagare le somme già maturate per tutti e cinque gli anni. Proprio in base a questa leggina Forza Italia ha potuto cartolarizzare i contributi che deve ancora riscuotere.
Ed anche il Partito Democratico avrebbe la sua convenienza: Ds e Margherita continueranno a incassare le risorse relative alla XV legislatura; il PD avrà i fondi della XVI.Che dire, sembra proprio che non la capiscano e che non vogliano mai cambiare.
Poveri e ingenui elettori.
Irene Antoniazzi

FACCIAMOCI SENTIRE



STIAMO ORGANIZZANDO UNA PETIZIONE POPOLARE ON- LINE PER CHIEDERE ALLA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA L'ANNULLAMENTO DELLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE ITALIANE DEL 13 E 14 APRILE PER MANIFESTA ILLEGGITIMITA'
CHI VUOLE DARE IL SUO CONTRIBUTO CON SUGGERIMENTI LASCI UN COMMENTO SU QUESTO POST.

giovedì 7 febbraio 2008

ECCO COSA CI HANNO SCIPPATO..............LA LIBERTA' DI SCELGLIERE





ECCO I PARTITI E/O MOVIMENTI CHE SI DIVIDERANNO IL POTERE ALLE PROSSIME ELEZIONI GRAZIE ALLA LEGGE ELETTORALE IN VIGORE DETTA "PORCELLUM"


CENTRO DESTRA:


Forza Italia
Alleanza Nazionale
Lega Nord
UDC
Nuovo PSI
Partito Repubblicano Italiano
Democrazia Cristiana per le autonomie
Alternativa Sociale
Fiamma Tricolore
Riformatori Liberali
Movimento per l'Autonomia
La Destra
Partito Liberale Italiano
Pensionati Uniti
Verdi Verdi ( non e un doppione e un movimento politico)
No Euro
SOS Italia
Italia di Nuovo
Partito Sardo d'Azione
Riformatori Sardi
Patto per la Sicilia
Nuova Sicilia
Patto Cristiano Esteso
Liberal Sgarbi
Partito Pensionati

CENTRO SINISTRA:
Partito Democratico
Partito della Rifondazione Comunista
Partito dei Comunisti Italiani
Italia dei Valori
Socialisti Democratici Italiani
Federazione dei Verdi
Movimento Repubblicano Europei
Radicali Italiani-Rosa nel Pugno
INDECISI:
Popolari UDEUR
Che dire siamo alle comiche, la corte Costituzionale ha dichiarato ammissibili i referendum che la casta ci ha scippato per paura di perdere pezzi di potere e di un sistema di clientele radicato.
Non arrendiamoci l'Italia e nostra non della Casta




mercoledì 6 febbraio 2008

CITTADINI IN CAMPO..............TOCCA A NOI CAMBIARE LA CASTA


Pubblico un interessante analisi di Stefano Angelo corrispondente de Comincialitalia.net,sull'importanza di non perdere questa occasione per sdradicare la casta

Qualche risultato questo Governo lo ha conseguito. Ma la contentezza per la sua caduta deriva dalla sua lentezza e dalla sua scarsa capacità di saper pubblicizzare il suo operato. Il Governo è apparso litigioso e incapace di rispondere ai bisogni della gente. Oltre ad occuparsi di conti pubblici ci si deve occupare anche della qualità della vita dei cittadini.Grillo ha indicato un percorso per il rinnovo della classe politica. La proposta è sensata ma richiede un certo tempo. Liste civiche che partono dalle comunali per passare alle regionali per poi, finalmente, partecipare alle elezioni politiche per il Parlamento.
Intanto però noi cittadini ci dovremmo riunire in comitati per creare gruppi di pressione che vigilino sull’attuale classe politica. Se rimaniamo inermi, alle prossime elezioni non cambierà molto. Vincerà molto probabilmente il centro destra. Ma questa classe politica che ha smarrito la via, avallando un sistema di potere che crea clientele e non meritocrazia, va marcata stretta, controllata.
La cosa che dispiace di più è che i cittadini di Ceppaloni, ma non solo loro, sono convinti che il sistema è così, immutabile, sono rassegnati. Le raccomandazioni sono sempre esistite, hanno detto. Quindi qualche politico ha ragione a dire che il Parlamento è lo specchio della società. Ma non di tutta la società. Quindi chi non si rispecchia è bene che trovi il modo per far sentire la sua voce.
Comincialitalia.it è una occasione, un luogo in cui dibattere, ma anche un luogo di aggregazione. Speriamo di poter rilanciare il progetto di “Federazione delle associazioni, movimenti, partiti e blog”, dialogando con chi ha intenti simili ai nostri. Solo creando una grande rete possiamo far sentire la nostra voce. Trovare una piattaforma comune è difficile ma non impossibile. L’importante è tentare di fare un passo alla volta…

martedì 5 febbraio 2008

LIBERTA DI INFORMARE


Dopo la vicenda Mastella e Cuffaro e dopo una loro difesa a spada tratta da parte dei vari Berlusconi e Casini una nuova ondata di protesta si è abbattuta contro i giornalisti che fanno informazione. La Casta ancora una volta si lancia alla difesa dei suoi privilegi e del suo “diritto” ad essere intoccabile e al di fuori delle regole che valgono per tutti.
E così Corrado Calabrò, zelante Presidente dell’Agicom, autorità di controllo sulla comunicazione, di nomina politica, con la scusa dei casi Cogne, Erba, Garlasco e Perugia introduce una vera e propria censura perché – a suo dire – la Tv non può assumere il carattere di gogna mediatica. Tutti i cittadini ben vedono come le due situazioni siano molto diverse tra di loro. La spettacolarizzazione di processi così efferati deve essere evitata, perché altrimenti crea eroi negativi, che possono solo danneggiare la formazione soprattutto degli adolescenti. Vi è inoltre il dovere di proteggere la privacy delle persone per le quali quegli eventi sono stati momenti di sofferenza inenarrabile. Ben diversa è la situazione quando abbiamo a che fare con i politici, che per definizione sono persone pubbliche. Per loro anche la Corte Europea ha riconosciuto che il diritto all’informazione prevale su quello alla tutela della privacy. E poi che cosa c’è di più educativo che mettere di fronte alle loro responsabilità uomini che esercitano poteri grandissimi. Fermo restando il loro diritto di intervenire. E chi se ne importa se poi, sul piano giuridico-penale, saranno magari assolti. Forse che c’è qualcuno che pensa che incontrare mafiosi nel retrobottega di un negozio (come ha fatto Cuffaro) sia eticamente lecito? Forse c’è qualcuno che pensa che imporre con ricatti nomine politiche (come ha fatto Mastella) sia eticamente lecito? Forse che qualcuno pensa che Berlusconi non sapesse nulla quando le sue aziende versarono 400 milioni a Previti perché li versasse al giudice per corromperlo? Forse che qualcuno pensa che Berlusconi non sapesse nulla quando Galliani ha falsificato il bilancio del Milan per l’operazione di compra-vendita del calciatore Lentini? Ed allora diciamo basta! Cosa aspetta Beppe Grillo, con il suo potere mediatico, a lanciare una grande raccolta di firme per la libertà dell’informazione?

domenica 3 febbraio 2008


Il Ministro della Giustizia, Clemente Mastella e sua moglie Sandra Lonardo hanno due figli, Elio e Pellegrino.
Pellegrino è sposato a sua volta con Alessia Camilleri.
Una bella famiglia come le altre, ma con qualcosa in più.
Per sapere cosa, partiamo dal partito di Clemente che, come i più informatisanno, si chiama Udeur. L'Udeur, in quanto partito votato dall'1,4% degli italiani adulti, ha diritto ad un giornale finanziato con denaro pubblico.Si chiama "Il Campanile", con sede a Roma, in Largo Arenula 34. Il giornaletira circa 5.000 copie, ne distribuisce 1.500, che in realtà vanno quasi sempre buttate. Lo testimoniano il collega Marco Lillo dell'Espresso, che ha fatto un'inchiesta specifica, sia un edicolante di San Lorenzo in Lucina, a due passi dal parlamento, sia un'altro nei pressi di Largo Arenula.Dice ad esempio il primo:"Da anni ne ricevo qualche copia. Non ne ho mai venduta una, vanno tutte nella spazzatura!".A che serve allora -direte voi- un giornale come quello?Serve soprattutto a prendere contributi per la stampa.Ogni anno Il Campanile incassa 1.331.000 euro. E che fara' di tutti quei soldi, che una persona normale non vede in una vita intera di lavoro?Insisterete ancora voi. Che fara'?Anzitutto l'editore, Clemente Mastella, farà un contratto robusto con un giornalista di grido, un giornalista con le palle, uno di quelli capace di dare una direzione vigorosa al giornale, un opinionista, insomma. E così hafatto. Un contratto da 40.000 euro all'anno. Sapete con chi? Con Mastella Clemente, iscritto regolarmente all'Ordine dei Giornalisti, opinionista e anche segretario del partito. Ma è sempre lui, penserete! Che c'entra? Se è bravo! Non vogliamo mica fare discriminazioni antidemocratiche.Ma andiamo avanti.Dunque, se si vuol fare del giornalismo serio, bisognerà essere presenti dove si svolgono i fatti, nel territorio, vicini alla gente. Quindi sarà necessario spendere qualcosa per i viaggi. Infatti Il Campanile ha speso, nel 2005, 98.000 euro per viaggi aerei e trasferte. Hanno volato soprattutto Sandra Lonardo Mastella, Elio Mastella e Pellegrino Mastella, nell'ordine.Tra l'altro, Elio Mastella è appassionato di voli. Era quello che fu beccato mentre volava su un aereo di Stato al gran premio di F1 di Monza, insieme al padre, Clemente Mastella, nella sua veste di amico del vicepresidente del Consiglio, Francesco Rutelli. Ed Elio Mastella, che ci faceva sull'aereo di Stato?L'esperto di pubbliche relazioni di Rutelli, quello ci faceva!Quindi, tornando al giornale. Le destinazioni. Dove andranno a fare il lorolavoro i collaboratori de Il Campanile? Gli ultimi biglietti d'aereo (con allegato soggiorno) l'editore li ha finanziati per Pellegrino Mastellae sua moglie Alessia Camilleri Mastella, che andavano a raggiungere papà e mamma a Cortina, alla festa sulla neve dell'Udeur.Siamo nell'aprile del 2006. Da allora -assicura l'editore- non ci sono più stati viaggi a carico del giornale. Forse anche perché è cominciata la curiosità del magistrato Luigi De Magistris, sostituto procuratore della Repubblica a Catanzaro, il quale, con le inchieste Poseidon e Why Not, si avvicinava ai conti de Il Campanile.Ve lo ricordate il magistrato De Magistris? Quello a cui il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, mandava tutti quei controlli, uno ogni settimana, fino a togliergli l'inchiesta? Ve lo ricordate? Bene, proprio lui!Infine, un giornale tanto rappresentativo deve curare la propria immagine.Infatti Il Campanile ha speso 141.000euro per rappresentanza e 22.000euro per liberalità, che vuol dire regali ai conoscenti. Gli ordini sono andati tra gli altri alla Dolciaria Serio e al Torronificio del Casale, aziende di Summonte, il paese dei cognati del ministro:Antonietta Lonardo (sorella di Sandra) e suo marito, il deputato Udeur Pasquale Giuditta.Ma torniamo un attimo agli spostamenti. La Porsche Cayenne (4000 dicilindrata)di proprietà di Pellegrino Mastella fa benzina per 2.000euro al mese, cioè una volta e mezzo quello che guadagna un metalmeccanico.Sapete dove? Al distributore di San Giovanni di Ceppaloni, vicino a Benevento, che sta proprio dietro l'angolo della villa del Ministro, quella con il parco intorno e con la piscina a forma di cozza. E sapete a chi va il conto?Al giornale Il Campanile, che sta a Roma. Miracoli dell'ubiquità.La prossima volta vi racconto la favola della compravendita della sede del giornale.A quanto è stata comprata dal vecchio proprietario, l'Inail, e a quanto è stata affittata all'editore, Clemente Mastella. Chi l'ha comprata, chiedete? Due giovani immobiliaristi d'assalto: Pellegrino ed Elio Mastella.

Mauro Montanari-Corriere d'Italia/News ITALIA PRESS

sabato 2 febbraio 2008

VOTO ANTICIPATO? E' SEMPRE UN AFFARE PER I PARTITI



Sciogliere adesso le Camere e andare a votare significa regalare 300 milioni di euro ai partiti, cento milioni all'anno per i prossimi tre anni, fino al 2011, scadenza naturale della XV legislatura. Viene in mente "Lascia o raddoppia?", il gioco a quiz con cui gli italiani cominciarono a vincere soldi in tv nella seconda metà degli anni Cinquanta. Solo che stavolta i beneficiari sono i partiti e chi ci rimette è lo Stato, cioè i cittadini. Il gioco, se così si può chiamare, è molto semplice: ogni anno i partiti si dividono, a seconda dei voti che hanno ricevuto, una torta di circa 50 milioni di euro che vanno sotto la voce rimborsi elettorali. Cinquanta milioni per ognuno dei cinque anni di legislatura. Una volta, secondo logica, se la legislatura finiva il rimborso veniva interrotto per lasciare il posto a quello nuovo che comunque sarebbe arrivato. Invece nel febbraio 2006, ancora in sella il governo Berlusconi, interviene una piccolissima modifica che garantisce "l'erogazione del rimborso elettorale anche in caso di scioglimento delle Camere". Significa che i partiti rappresentati nel prossimo Parlamento - molti dei quali assolutamente identici - prenderanno due volte il rimborso elettorale. Succederà sicuramente a Forza Italia e al Pd che sommerà i rimborsi "vecchi" dell'Ulivo e quelli "nuovi" del Partito democratico. Forse anche in questo banalissimo calcolo di cassa sta una delle ragioni della volontà di tornare al voto. Votare conviene. Da 800 lire a 1 euro. La "guida" in questo viaggio nello spreco è Silvana Mura, deputata dell'Italia dei Valori e tesoriera del partito che per ben due volte, nella Finanziaria votata nel dicembre 2006 e in quella approvata a dicembre scorso, ha provato a cambiare le cose. Rimbalzando nel muro di gomma degli stessi partiti. Mani pulite e il successivo referendum avevano abolito nel 1993 il finanziamento pubblico ai partiti che nel 1999 rispunta fuori sotto la dizione "rimborso elettorale". Fin qui niente di strano. Anzi, civilmente corretto visto che i partiti sono al servizio dei cittadini ed è giusto che abbiamo un rimborso per le loro spese.
Il rimborso viene quantificato in 800 lire per ogni voto ogni anno. L'arrivo dell'euro fa raddoppiare i prezzi di frutta e pane ma anche il rimborso ai partiti che nel 2002 - governo Berlusconi - da 800 lire passa a 1 euro tondo per ogni voto. Nessuno dice niente. I rimborsi scattano per le elezioni europee, Camera e Senato e regionali. Con i ritmi elettorali che ci sono in Italia praticamente è un rimborso continuo che puntuale compare ogni anno nei bilanci di Camera e Senato. Doppio scandalo. Gli "scandali", così li chiama l'onorevole Mura, in questa pratica tutta italiana sono almeno due. Il primo: "Il fondo dei rimborsi elettorali è una cifra fissa calcolata non in base a chi va effettivamente alle urne ma sul numero degli aventi diritto". Uno spreco nello spreco che vale qualche milione di euro. Il fondo annuale, tanto per la Camera tanto per il Senato, è pari a 49 milioni e 964 mila 574 euro. Ma il numero delle persone che vota non corrisponde mai agli aventi diritto e il numero degli aventi diritto per il Senato è inferiore a quello della Camera. Qualche esempio. Nel 2006 per la Camera ha votato l'83% degli aventi diritto. Se il rimborso fosse reale, cioè solo per chi ha votato, sarebbe stato pari a 41 milioni e 789 mila euro, "un risparmio", secondo i conti di Silvana Mura, di "otto milioni di euro all'anno". Per il Senato ha votato il 76% degli aventi diritto, pari a 38 milioni di euro circa con un risparmio di 11 milioni all'anno. Il secondo scandalo. E' quello che scatta nel caso di scioglimento anticipato delle camere. Fino al 2006 il rimborso veniva interrotto se si andava al voto. Più che logico visto che con la nuova legislatura scatta quello nuovo. Nel febbraio 2006, secondo governo Berlusconi, la norma viene così modificata: "In caso di scioglimento della Camere l'erogazione del rimborso è comunque effettuata". Una riga che vale qualche centinaia di milioni di euro. "Abbiamo provato - spiega Silvana Mura - a cambiare e a sostituire la parola "effettuata" con "interrotta" ma non ci siamo riusciti". E' impossibile perché il credito è vincolato. Come se uno accendesse un mutuo su quel rimborso: poi non puoi più rinunciarci perché vincolato. Così vanno le cose. "Una generosa liquidazione dovuta a una norma scandalosa che incentiva la fine anticipata della legislatura" dice Silvana Mura. Che accusa: "I partiti hanno trovato il modo di guadagnare anche sulle crisi di governo". Il resoconto della Gazzetta Ufficiale documenta che Forza Italia prenderà comunque 12 milioni l'anno fino al 2011 oltre a quelli che incasserà per il rimborso della XVI legislatura, la prossima. L'Ulivo ne prenderà circa 16 a cui potrà aggiungere i milioni che riceverà il neonato Pd. Chissà se nelle consultazioni si è parlato di questo inedito "Lascia o raddoppia?".