IL NOSTRO DEBITO PUBBLICO IN QUESTO ISTANTE AMMONTA A:

mercoledì 13 febbraio 2008

63 EURO AL SECONDO


Lo sforamento delle emissioni di Co2 rispetto all'obiettivo previsto dal Protocollo di Kyoto costa all'Italia 63 euro al secondo dal primo gennaio di quest'anno, pari a piu' di cinque milioni di euro. Dopo sei settimane abbiamo ampiamente superato i 200 milioni di euro e a fine anno il debito tocchera' quota due miliardi. Il calcolo e' stato fornito da Gianni Silvestrini, direttore scientifico del Kyoto Club al convegno "Le Regioni e gli Enti locali verso Kyoto" tenuto in Campidoglio.
Dagli obiettivi di Kyoto ci separa un divario di oltre 90 milioni di tonnellate di Co2 e per questo ora il Paese e' in una emergenza gravosa in termini economici ed ogni ritardo comportera' costi crescenti. La crisi di Governo in atto cade - secondo Silvestrini - nel momento meno opportuno, dal momento che altri Paesi europei stanno attuando misure di intervento da noi a lungo rinviate.
La Finanziaria 2008 mette al centro delle politiche per la riduzione delle emissioni dei gas serra gli Enti locali, ma un quarto delle Regioni non ha ancora approvato in via definitiva il proprio piano energetico ambientale, uno strumento previsto da piu' di 15 anni.
La Finanziaria prevede che entro 90 giorni vengano definiti i target nazionali sulla produzione da fonti rinnovabili e che nei successivi 90 giorni le Regioni adeguino i propri piani energetici."Le Regioni hanno un ruolo indispensabile - ha osservato il ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio - perche' non e' possibile raggiungere un obiettivo nazionale se introduciamo finalmente dei target regionali e non diamo la possibilita' a Regioni, Comuni, Province di ridurre le proprie emissioni di Co2".
(fonte Rai News 24)
RISPOSTA AL POST DI FRANCA RAME:
Per Domenico Dorazio da redazione
Caro Domenico,sempre favoloso nel postare le notizie!Vorrei però aggiungere una precisazione: non si tratta del costo del respiro.Si tratta del costo della disatrose politiche ambientali del nostro Paese: inceneritori, centrali elettriche, cementifici ovunque senza neppure considerare gli effetti devastanti sull'abiente oltre che sull'economia (vedi quote CO2).Nota bene: questi tre elementi sono molto più devastanti rispetto all'inquinamento prodotto dalle auto, solo che è assai più facile organizzare una domenica a piedi piuttosto che imporre limiti severi alle emissioni industriali!redazione
By Franca Rame at 2008-02-14 10:50

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