IL NOSTRO DEBITO PUBBLICO IN QUESTO ISTANTE AMMONTA A:

venerdì 8 febbraio 2008

LA CASTA COLPISCE ANCORA.....QUANTO GUADAGNANO DALLE URNE


Prendiamo i deputati, per i quali è in vigore un regolamento del 1997. Gli onorevoli, il cui mandato parlamentare è iniziato dopo la XIII legislatura del 1996, acquisiscono il diritto alla pensione a 65 anni di età e con 5 anni (una legislatura) di contributi.Ma questo trattamento, simil cittadino comune, nasconde il trucco. Il diritto alla pensione è fissato al 65esimo anno di età, peccato che tale limite si abbassa di un anno per ogni ulteriore anno di mandato oltre i cinque. Sino a raggiungere il traguardo dei 60 anni.
Se vi state arrabbiando? Aspettate. Perché c’è dell’altro. Gran parte dei deputati è stata eletta prima del 1996, cioè prima della riforma. Ciò significa che si ha diritto alla pensione a 60 anni di età, riducibili a 50 utilizzando gli anni di mandato oltre i cinque minimi richiesti. E così con oltre tre legislature – e 20 anni di contributi – è possibile accedere alla pensione con meno di 50 anni! Non sono da meno i senatori. Anche qui c’è stata una riforma, in base alla quale a partire dalla XIV legislatura del 2001 questi servi Patriae hanno diritto alla pensione a 65 anni e a condizione di aver svolto un mandato di cinque anni.
Ma dietro l’apparenza si cela l’inganno. Ed ecco, infatti, che fioccano le deroghe. Per chi è stato eletto prima del 2001, il cui diritto al vitalizio scatta a 60 anni con una sola legislatura (5 anni), a 55 con due (10 anni) e a 50 con tre mandati (15 anni). Per gli eletti dal 2001, che possono andare in pensione a 60 se hanno conquistato un secondo mandato.
Due anni e sei mesi sono meglio di 35, ovvero via libera alle baby pensioni. Un cittadino per godere della pensione di anzianità deve avere 57 anni, 60 dal 2008, e aver versato contributi per 35. Troppi per deputati e senatori che hanno abbassato il limite contributivo a una legislatura: 5 anni.Inoltre i parlamentari, per evitare i rischi dell’instabilità politica, con il rischio di chiusura anticipata delle Camere, hanno deciso che sono sufficienti, per aver diritto al vitalizio, due anni e sei mesi. Basta, poi, pagare contributi volontari per i due anni e mezzo mancanti, ma con calma. Onorevoli e senatori possono saldare il debito a fine mandato e in 60 comode rate. Lavorate gente, lavorate.
Alla faccia del riduzione dei costi della politica. La casta colpisce ancora. Andare al voto anticipato farà guadagnare ai partiti circa 300 milioni di euro in tre anni. Questo è l'ammontare del finanziamento pubblico che sarebbe arrivato nelle casse dei partiti fino al termine della legislatura. Sciolte le camere, tutti al voto, si potrebbe pensare che i soldi per i prossimi tre anni non verranno pagati e invece .... invece i partiti incasseranno 100 milioni di euro per ognuno dei prossimi 3 anni come rimborsi elettorali relativi alle elezioni del 2006. Per capirci: ad Aprile si va a votare ? I partiti dopo le elezioni anticipate prenderanno il doppio dei soldi: quelli relativi alle elezioni del 2006 e quelli per le nuove elezioni del 2008.
Per le elezioni di aprile 2006 gli aventi diritto al voto erano precisamente 50.098.305(47.258.305 gli aventi diritto al voto in Italia e 2.840.000 quelli all'estero). Da questo fondo ad ogni partito è attribuita una quota sulla base delle percentuali di voto ottenute.Bene, si sciolgono le Camere. Ma credete che i nostri dipendenti (ovvero i politici) rinuncino ai privilegi? Pare di no.
Una leggina ad hoc approvata con voto bipartisan a inizio 2006, poco prima di andare a votare, sancì il diritto dei partiti a continuare ad incassare i rimborsi anche in caso di voto anticipato. Da qui l'affare: se la legislatura si esaurisce prima della sua naturale scadenza lo Stato deve comunque pagare le somme già maturate per tutti e cinque gli anni. Proprio in base a questa leggina Forza Italia ha potuto cartolarizzare i contributi che deve ancora riscuotere.
Ed anche il Partito Democratico avrebbe la sua convenienza: Ds e Margherita continueranno a incassare le risorse relative alla XV legislatura; il PD avrà i fondi della XVI.Che dire, sembra proprio che non la capiscano e che non vogliano mai cambiare.
Poveri e ingenui elettori.
Irene Antoniazzi

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