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domenica 10 febbraio 2008

LA SVIZZERA.........NON SOLO FORMAGGIO




Decisa a scrollarsi di dosso la vecchia immagine di lavanderia mondiale del denaro sporco, la Svizzera è diventata una specie di Croce rossa internazionale della lotta alla corruzione. È l'unico Stato che non indaga solo a proprio vantaggio, ma sequestra i profitti illeciti, accumulati da politici stranieri, per restituirli interamente alle popolazioni danneggiate. I dati raccolti da 'L'espresso' tra gli uffici giudiziari e governativi di Berna, Zurigo e Ginevra sono impressionanti: la Confederazione elvetica ha confiscato e già restituito ai Paesi d'origine più di 1.700 milioni di dollari. Altri 1.100 milioni sono tuttora sotto sequestro in Svizzera, in qualche caso da più di dieci anni, in attesa che all'estero si chiudano decine di processi per le più colossali corruzioni della storia contemporanea. Enormi fortune accumulate da dittatori ormai deposti. Ma anche casi di scottante attualità, come gli 11 milioni di dollari sequestrati sui conti svizzeri di Benazir Bhutto, l'ex premier pakistana uccisa il 27 dicembre in un attentato politico, e di suo marito Asif Alì Zardari, che oggi continua a dominare il principale partito che sfiderà Musharraf nelle elezioni del 18 febbraio.Le autorità elvetiche avvertono che la cifra totale di 2.800 milioni di dollari è "significativamente inferiore al dato reale su confische e sequestri". I conteggi ufficiali, infatti, tengono conto solo delle "inchieste principali". E non comprendono le indagini considerate ancora segrete, almeno in Svizzera: dalle nuove tangenti Siemens all'affare Total/Iran, che chiama in causa l'ex premier Rafsanjani. I dati inoltre riguardano solo i 'Pep' ('Personaggi esposti politicamente'), ma non le tangenti dei burocrati, spesso altrettanto voraci. Dopo tante stime approssimative e studi sulla "percezione" di ipotetiche ruberie, queste cifre offrono un primo bilancio obiettivo del peso e della diffusione della corruzione, certificata da giudici indipendenti di uno Stato da sempre neutrale. Un impegno in linea con una tradizione culturale umanitaria, pacifista e legalista. "C'è un rapporto diretto tra democrazia, equilibrio dei poteri, giustizia e pace", spiega l'ambasciatore Paul Seger, responsabile della Direzione di diritto internazionale del ministero degli Esteri, che gestisce la restituzione dei patrimoni confiscati. "La nostra esperienza conferma che i dittatori sono i primi beneficiari delle corruzioni più gravi. Ma i loro regimi sono molto spesso responsabili anche delle guerre e delle più sanguinose repressioni interne". E un altro nemico della lotta alla corruzione è il nazionalismo, sbandierato da autocrati impuniti per fermare la giustizia internazionale.
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