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giovedì 27 marzo 2008

ALITALIA.......DUE OLIVE IN MENO CONTRO LO SFASCIO

La cosa eclatante del caso Alitalia è che Giancarlo Cimoli, ex amministratore delegato percepiva qualcosa come 395 mila euro al mese e si era si era segnalato per aver affossato Ferrovie. E' stato in predicato per una buonuscita di 5 milioni di euro, poi tra proteste e insabbiamenti ha fatto perdere le tracce.
All'epoca Alitalia perdeva circa un milione di euro al giorno e gli addetti percepivano uno stipendio due volte e mezza più alto di quello di altre compagnie. Questo è accaduto dopo che la tragedia del 2001 delle Torri Gemelle obbligò le compagnie aeree ad adottare drastiche misure. Quasi tutte tranne Alitalia, a quei tempi nella mani del governo Berlusconi che addossava la colpa della malagestione proprio alle conseguenze dell'attacco.
Si poteva fare qualcosa. La paga di un pilota Alitalia era di 10.000 euro mensili, quelli della Lufthansa benchè tra i più pagati in Europa prendevano 4 mila euro. Bastava ridurre gli stipendi per ridurre le perdite. E bastava fare quello che hanno attuato le compagnie americane: con due olive in meno dal pasto si risparmiava una cifra non esigua.
Non dimentichiamo che Alitalia è di proprieta dello stato e cioè dei cittadini che pagano le tasse e che in definitiva oltre a sostenerla con le tasse indirette la sostengono anche direttamente visto che sono quasi gli unici a pagare i biglietti, perchè controllori e politici non li pagano ma viaggiano in prima classe. L'incapacità di prendere decisioni insieme a notizie scarse e parziali, poche domande dei giornalisti scomode ai dirigenti sono le cause del tracollo.
Vogliamo farci del bene? Spegniamo la tv per un mese, durante la campagna elettorale, e il castello di menzogne cadrà su se stesso.
Comincialitalia.

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