IL NOSTRO DEBITO PUBBLICO IN QUESTO ISTANTE AMMONTA A:

sabato 15 marzo 2008

GIUSTIZIA ..................INCAPACE


La notizia ha dell’incredibile. Due mafiosi condannati otto anni fa a 24 anni di reclusione dal Tribunale di Gela sono liberi da 6 anni perché il giudice che emise la sentenza, Edi Pinatto, non ne ha ancora scritto le motivazioni. E’ uno scandalo che lascia senza fiato.
Ho sempre difeso l’indipendenza della magistratura e continuerò a farlo: in uno stato democratico ciò è la più grande garanzia per i cittadini. Ma anche la magistratura è al servizio dello Stato è deve assicurare che il denaro pubblico destinato all’amministrazione della giustizia sia speso secondo criteri di efficienza e di efficacia. Un giudice che non trova il tempo di scrivere una sentenza otto anni dopo averla pronunciata deve essere cacciato. Pinatto nel frattempo trasferitosi dal Tribunale di Gela alla procura di Milano anche qui si è fatto la fama di fannullone tanto da essere stato censurato dal capo del suo ufficio per il suo "basso rendimento" nelle inchieste milanesi di cui è titolare. Il presidente del Tribunale di Gela aveva segnalato da tempo il caso al Csm (Consiglio Superiore della Magistratura, organi di autogoverno dei giudici) ed al ministero della Giustizia. Nel 2004 il Csm lo condannò alla perdita di due anni di anzianità. Poiché non accadde nulla l'accusa chiese alla sezione disciplinare del Csm di erogare la massima sanzione prima della rimozione, ma Pinatto se la cavò con altri due mesi di perdita di anzianità. Ora io mi domando: come è possibile che in otto anni nessuno sia intervenuto? Il Presidente del tribunale di Gela lo ha fatto dopo ben quattro anni (!) E il capo del suo ufficio dov’era? E i Ministri della Giustizia che si sono succeduti dove erano? Come mai capi degli uffici, Ministro della Giustizia, Csm sono stati tutti invece così rapidi quando si è trattato di accusare De Magistris e la Forleo che avevano messo sotto accusa i politici e poteri forti? Anche ai Magistrati vanno applicate regole ferree in termini di produttività del lavoro e meccanismi terzi di valutazione che determinino sanzioni automatiche, compresa la loro rimozione e licenziamento. E il Csm sia veramente organo di autogoverno della Magistratura e non organo di fatto votato alla difesa dei giudici “a prescindere”.

Nessun commento: