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giovedì 6 marzo 2008

MENO UNO


"Sconfitto, prima ancora di essere probabilmente sconfitto sul campo, rinuncio a candidarmi", afferma Clemente Mastella e irrompe di nuovo sulla scena. "Sconfitto per una costante e manipolata disiformazione con la pubblica opinione, determinata da una scientifica operazione di linciaggio morale contro di me, costruita mediaticamente, politicamente e giudiziariamente: per queste ragioni". E' un urlo, del leone ferito. "Sono diventato una sorta di uomo nero, di cui liberarsi e sul quale scaricare tutte le responsabilità del sistema politico". E prosegue: "Stretto nella tenaglia ho retto fino a quando ho potuto sapendo di avere subito ingiustizie clamorose e ben cosciente della mia onestà e innocenza. Mentre ringrazio quanti, anche in queste ore, mi spingono a restare sul terreno di gioco, ho deciso di non candidarmi al parlamento italiano per le prossime elezioni politiche. Spero così di essere anche più libero e di ritrovare finalmente una serenità che con violenza e ad arte mi è stata tolta.Confesso che un po' di amarezza in tutto questo c'è, ma forte anche della cultura e della saggezza contadina del mio sud, non mi arrendo e se, e qualora ci saranno condizioni diverse, do l'arrivederci a quegli amici che generosamente e in modo solidale mi sono stati vicino".
Subito il leader dell'Udc, Pierferdinando Casini, rilascia una dichiarazione ruvida: "Fa schifo chi ha abbandonato Mastella dopo aver utilizzato i suoi servigi", ha detto in un'intervista a Telenorba. "Coloro che gli danno il calcio dell'asino - ha aggiunto Casini - mi fanno schifo. Bisognerebbe avere più rispetto per le persone. Chi ritiene che Mastella sia la causa di tutti i guai del Paese non doveva firmargli dei fogli che gli garantivano la presenza in Parlamento di diversi parlamentari".
Dopo aver sostenuto che "il partito del Popolo della Libertà non è un partito ma una accozzaglia di persone", Casini, in relazione al futuro governo, ha detto che "se Veltroni e Berlusconi aspettano i miei voti si mettano l'animo in pace, le alleanze si fanno prima del voto, dunque questo pateracchio tra Berlusconi e Veltroni ci vedrà all'opposizione senza complicità". "La governabilità - ha insistito - si garantisce votando i provvedimenti necessari al Paese e non certo votando fiducie a governi che hanno progetti politici diversi dal nostro". Comincialitalia.

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