IL NOSTRO DEBITO PUBBLICO IN QUESTO ISTANTE AMMONTA A:

martedì 29 aprile 2008

L'ALTRA .........CASTA



Fatturati miliardari. Bilanci segreti. Uno sterminato patrimonio immobiliare. E organici colossali, con migliaia di dipendenti pagati dallo Stato. I sindacati italiani sono una macchina di potere e di denaro. Temuta perfino dai partiti.
Quasi dieci anni fa, alla fine del 1998, un ingenuo deputato di Forza Italia, ex magistrato del lavoro, convinse 160 colleghi a firmare tutti insieme appassionatamente un provvedimento che obbligava i sindacati a fare chiarezza sui loro conti. Dev'essere che nessuno gli aveva ricordato come solo pochi anni prima, nel 1990, Cgil, Cisl e Uil fossero state capaci di ottenere dal parlamento una legge che concede loro addirittura la possibilità di licenziare i propri dipendenti senza rischiarne poi il reintegro, con buona pace dello Statuto dei lavoratori. Fatto sta che, puntuale, la controffensiva di Cgil, Cisl e Uil scattò dopo l'approvazione del primo articolo con soli quattro voti di scarto. "È antisindacale", tuonò con involontario umorismo l'ex capo cislino Sergio D'Antoni, oggi vice ministro per lo Sviluppo economico. Lesti i deputati del centro-sinistra azzopparono la legge, mettendosi di traverso alle sanzioni (tra i 50 e i 100 milioni) previste in caso di violazioni. Alla fine la proposta di legge è rimasta tale, così come tutte quelle presentate in seguito, anche in questa legislatura. "È il sindacato che detta tempi e modalità", titolava del resto nei giorni scorsi il confindustriale 'Sole 24 Ore', all'indomani dell'accordo sullo scalone pensionistico.
Il risultato è che i bilanci dei sindacati, quelli veri, non sono mai usciti dai cassetti dei loro segretari. "Il giro d'affari di Cgil, Cisl e Uil ammonta a 3 mila e 500 miliardi di vecchie lire", sparò nell'ottobre del 2002 il radicale Daniele Capezzone, "e il nostro è un calcolo al ribasso". Non ci deve essere andato molto lontano, se è vero che oggi Lodovico Sgritta, amministratore della Cgil, si limita a non confermare che il fatturato consolidato di corso d'Italia abbia raggiunto il tetto del miliardo di euro. E ancora: se è vero che quello del sistema Uil, non paragonabile per dimensioni, metteva insieme 116 milioni già nel 2004, esclusi Caf, patronati e quant'altro. Fare i conti in tasca alle organizzazioni sindacali, che hanno ormai raggiunto un organico-monstre dell'ordine dei 20 mila dipendenti, è difficile, anche perchè le loro fonti di guadagno sono le più disparate. Ma ecco quali sono i principali meccanismi di finanziamento. E le cifre in ballo.
Il sostituto d'incasso ; la maggiore risorsa economica di Cgil, Cisl e Uil ("I tre porcellini", come ama chiamarli in privato il vice premier Massimo D'Alema) sono le quote pagate ogni anno dagli iscritti: in media l'1 per cento della paga-base; di meno per i pensionati, che danno un contributo intorno ai 30-40 euro all'anno. Un esperto della materia come Giuliano Cazzola, già sindacalista di lungo corso della Cgil ed ex presidente dei sindaci dell'Inps, parla di almeno un miliardo l'anno. Secondo quanto risulta a 'L'espresso', il solo sistema Cgil ha incassato nel 2006 qualcosa come 331 milioni. Una bella cifra, per la quale il sindacato non deve fare neanche la fatica dell'esattore: se ne incaricano altri; gratuitamente s'intende.
Lo strapotere dei Caf : centri di assistenza fiscale rappresentano per i sindacati un formidabile business. Per le dichiarazioni dei redditi dei pensionati vengono pagati dagli enti previdenziali. Solo l'Inps per il 2006 verserà ai 74 caf convenzionati 120 milioni. A fare la parte del leone saranno le strutture di Cgil, Cisl e Uil, che insieme totalizzeranno circa 90 milioni. Non basta. Per i lavoratori in attività i Caf incasseranno dal Fisco 15,7 euro per ognuna delle 12.261.701 dichiarazioni inviate agli uffici nel 2006. Il ministero sborserà dunque 186 milioni e spicci.
Intoccabili patronati: se il monopolio dei Caf è sotto assedio, resiste saldo quello dei patronati, le strutture (quelle convenzionate con l'Inps sono 25) che assistono i cittadini nelle pratiche previdenziali (ma anche, per esempio, per la cassa integrazione e i sussidi di disoccupazione): una rete capillare, dall'Africa al Nordamerica passando per l'Australia, che alcuni sospettano abbia un ruolo non indifferente anche nell'indirizzare il voto degli italiani all'estero. Nel 2000 i radicali hanno lanciato l'ennesimo referendum abrogativo, ma si sono visti chiudere la porta in faccia dalla Consulta. Più di recente Forza Italia ha cercato, con un emendamento al decreto Bersani, di liberalizzare il settore. Se l'armata berlusconiana non fosse stata respinta con perdite, per il sindacato sarebbe stato un colpo mortale.
Forza lavoro gratuita: è quella distaccata presso il sindacato dalla pubblica amministrazione, che continua graziosamente a pagarle lo stipendio. Compresi, e vai a capire perché, i premi di produttività e i buoni pasto. Oggi i dipendenti statali dati in omaggio al sindacato sono 3.077 e costano al contribuente (Irap e oneri sociali compresi) 116 milioni di euro. Ai quali vanno sommati 9,2 milioni per 420 mila ore di permessi retribuiti.
Business formazione: dall'Europa piove ogni anno sull'Italia circa un miliardo e mezzo di euro per il finanziamento della formazione professionale. In più ci sono i circa 700 milioni dell'ex fondo di rotazione, alimentato dallo 0,30 per cento del monte-contributi che le aziende versano agli enti previdenziali. Un tempo, non meno del 40-50 per cento di queste somme passava attraverso enti di emanazione sindacale, che non incassavano direttamente un euro ma gestivano comunque le assunzioni e la distribuzione degli incarichi.
Casa mia, casa mia: l'assenza di bilanci consolidati non consente di far luce sull'immenso patrimonio immobiliare accumulato negli anni dai tre sindacati confederali, cui lo Stato a un certo punto ha pure regalato i beni delle corporazioni dell'epoca fascista. Fino a pochi anni fa i sindacati non potevano possedere direttamente gli immobili: li intestavano a società controllate. La legge che ha consentito loro il controllo diretto ha garantito anche un passaggio di proprietà al riparo dalle pretese del fisco. Oggi la Cgil dichiara di avere, sparse per tutto il Paese, qualcosa come 3 mila sedi, tutte di proprietà delle strutture territoriali o di categoria.

LE CONDANNE EUROPEE ALL'ITALIA PARTE 2^


Ecco il secondo elenco dei deferimenti dell'Italia alla corte suprema europea:
Il 28 febbraio 2008 la Commissione ha deciso di deferire l’Italia alla Corte di giustizia a causa delle restrizioni nazionali in materia di apertura di stazioni di servizio. Le norme in questione, imposte a livello sia statale che regionale nel settore della distribuzione di carburanti al dettaglio, impongono una serie di restrizioni che rendono impossibile o per lo meno estremamente difficile l’ingresso sul mercato italiano di nuovi concorrenti provenienti da altri Stati membri dell’UE.Leggi il comunicato della Commissione
Con la decisione dell'11 marzo 2008 la Commissione ha formalmente richiesto all’Italia di adoperarsi affinché i prestiti da essa concessi nel quadro della legge n. 808/85 a favore di attività di R&S nel settore aeronautico siano rimborsati integralmente. L’indagine approfondita della Commissione, avviata nel 2003 in seguito ad una denuncia (cfr. IP/03/1319), ha permesso di concludere che i prestiti, per un valore superiore a 450 milioni di euro, concessi a 17 progetti individuali di ricerca e sviluppo (R&S) non sono conformi alle norme vigenti in materia di aiuti di Stato alla ricerca e sviluppo e devono essere modificati. Le condizioni imposte dalla Commissione e accettate dall’Italia garantiranno il rimborso integrale dei prestiti entro due mesi dalla data di adozione della decisione. I principali beneficiari dei prestiti sono il gruppo Finmeccanica e la società italiana Avio.Leggi il comunicato della Commissione
Il 12 marzo 2008 la Commissione ha deciso di deferire l'Italia alla Corte di giustizia per il mancato recupero degli aiuti di stato consistenti in incentivi fiscali alle imprese italiane partecipanti ad esposizioni all'estero. La decisione della Commissione con cui si dichiaravano illegittimi gli aiuti e se ne ordinava il recupero risale al dicembre 2004.Leggi il comunicato della Commissione
Infine, per ora, sempre il 12 marzo 2008 la Commissione ha adottato una decisione con cui ordina all'Italia di recuperare 123 milioni di euro dalle nove banche privatizzate che avevano beneficiato di agevolazioni fiscali ingiustificate (ossia di aiuti di stato illegittimi) previste dalla legge finanziaria del 2004.Leggi il comunicato della Commissione
Tutte questi deferimenti hanno un costo che noi contribuenti dobbiamo pagare per inefficienza, collusione, e incapacità dei noi amministratori TUTTI, di qualsiasi schieramento politico.

lunedì 28 aprile 2008

LE CONDANNE EUROPEE ALL'ITALIA PARTE 1


Forse non tutti sanno che quasi settimanalmente la corte europea sanziona l'italia per mancati adeguamenti legislativi alle norme europee.
Queste sanzioni costano ai contribuenti, cioè a noi cittadini, milioni se non miliardi di euro, alla faccia dei nostri politici che per silenzio, compromessi politici e affari sotto banco, se ne fregano se queste sanzioni ricadranno su tutti noi.
Vediamone alcune:
L'8 aprile 2008 iI Governo ha emanato il decreto legge n. 59 con il quale si adegua ad alcune sentenze della Corte di giustizia che hanno condannato l'Italia per l'inadempimento di obblighi comunitari (recupero di aiuti di stato, ambiente, attività stragiudiziale di recupero crediti, servizio pubblico europeo, rifiuti, pesca e veicoli fuori uso). Il decreto è in vigore dal 9 aprile 2008, ma dovrà essere convertito in legge per non decadere.Leggi il decreto legge n. 59/08
Il 10 aprile 2008: la Corte di giustizia condanna l'Italia per la diciplina 2003-2005 delle discariche.La sentenza C-442/06 della Corte ha stabilito che, come sostenuto dalla Commissione, la trasposizione italiana delle norme comunitarie in materia di discariche non è stata corretta. La direttiva di riferimento è entrata in vigore nel 1999 e doveva essere recepita entro il 16 luglio 2001. L'Italia l'ha recepita, in parte e non correttamente, solo dal 2003.Riassumendo, il decreto legislativo del 2003, poi modificato dal decreto legge n.203/2005, ha escluso dal regime delle regole comunitarie le discariche italiane già esistenti al momento dell'entrata in vigore del decreto e non ha trasferito nella legge italiana il termine breve di applicazione della direttiva alle discariche di rifiuti pericolosi già esistenti.Di conseguenza, "avendo adottato e mantenuto in vigore il decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36, così come modificato, che traspone nell’ordinamento nazionale le disposizioni della direttiva 1999/31/CE, relativa alle discariche di rifiuti", ma "non prevede l’applicazione degli artt. 2-13 della direttiva 1999/31 alle discariche autorizzate dopo la data di scadenza del termine di trasposizione di tale direttiva e prima di quella dell’entrata in vigore del detto decreto legislativo" e "non provvede alla trasposizione dell’art. 14, lett. d), i), della detta direttiva, la Repubblica italiana è venuta meno agli obblighi che ad essa incombono" ed è anche stata condannata alle spese. Leggi la sentenza sul sito della Corte di giustizia
L'8 aprile 2008 la Corte ha pronunciato la sentenza C-337/05 con cui ha condannato l'Italia per aver affidato gli le forniture di elicotteri civili e militari Agusta e Agusta Bell senza seguire le norme e le procedure previste per gli appalti. In particolare "avendo posto in essere una prassi, esistente da lungo tempo e tuttora seguita, di attribuzione diretta all’Agusta degli appalti per l’acquisto di elicotteri di fabbricazione Agusta
e Agusta Bell, destinati a sopperire alle esigenze di diversi corpi militari e civili, al di fuori di qualsiasi procedura di gara" l'Italia "è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti" in forza delle norme comunitarie ed è stata condannata anche alle spese.Leggi la sentenza sul sito della Corte di giustizia
Il primo aprile 2008 la Corte europea dei diritti umani ha condannato l'Italia per violazione dell'art. 6 della Convenzione a causa dell' eccessiva durata delle procedure di esproprio di un terreno (ricorso n. 10557/03). Lo stato italiano dovrà risarcire la società di Jesi che ha vinto la causa davanti alla Corte versandole 500.000 € per danno materiale, 9.676 € per danno morale e 10.000 € per le spese. Una volta trascorsi i termini perchè la decisione della Corte diventi definitiva, l'Italia avrà tre mesi di tempo per pagare il risarcimento evitando che siano conteggiati anche gli interessi di mora.
Il 13 febbraio 2008 la Commissione ha deciso di deferire l'Italia alla Corte di giustizia per non aver recuperato i 98,36 milioni di euro concessi illegittimamente come aiuti di stato alla Nuova mineraria Silius s.p.a. dalla Regione Sardegna. La decisione della Commissione che imponeva all'Italia il recupero degli aiuti risale al febbraio 2007.Leggi il comunicato della Commissione
L'elenco è lunghissimo e credo che queste sentenze bastino a capire a quali rischi stiamo andando incontro per l'inneficienza dei nostri amministratori.

sabato 26 aprile 2008

25 APRILE V2DAY ROMA LARGO AGOSTA ORGANIZZATO DAL GRUPPO V-DAY











Anche questa volta il V2day di Largo Agosta organizzato dal nostro gruppo v-day( http://www.v-day.it/) non ha tradito le attese.
Dalle 8 di mattina alle 23 non ce stato un attimo di sosta nel raccogliere le firme che alla fine della giornata erano quasi 4000. E in totale abbiamo raccolto 450.000 firme in tutta italia in un solo giorno!!!!!(http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200804articoli/32278girata.asp)
Abbiamo organizzato 5 gazebo per la raccolta delle adesioni ai tre referendum, ma in alcuni momenti della giornata non sono stati sufficienti alla ricezione delle persone!
File pazienti, spesso allegre fatte di risate battute un esplosione di colori ragazzi,giovani,anziani,carrozzine, cani, biciclette pattini c'era di tutto ed è stata come sempre una festa!
la festa della DEMOCRAZIA POPOLARE
DATI DEFINITIVI
I dati definitiva di Largo Agosta Roma
1. Abolizione dei finanziamenti pubblici all'editoria 3317 firme
2. Abolizione dell'ordine dei giornalisti 3380 firme
3. Abolizione delle Legge Gasparri 3262 firme



giovedì 24 aprile 2008

TROMBATI? SI MA DI LUSSO


Il portafoglio dei perdenti è molto ricco. Dal numero de L'espresso in edicola questa settimana ecco uno stralcio del testo di Francesca Schianchi sulle indennità che consoleranno, a spese dei contribuenti, i parlamentari sconfitti di destra, sinistra e centro.Pensione e liquidazione Oltre 6 mila euro al mese più altri 131.068 una tantum: sono il vitalizio e il tfr del rifondarolo Fausto Bertinotti che, lasciato lo scranno più alto di Montecitorio, si consola con un bell’ufficio e il diritto a quattro collaboratori e in più la presidenza della Fondazione Camera dei deputati (senza stipendio). Generosi vitalizi e assegni di fine mandato (“reinserimento nella vita sociale”) sono però la consolazione anche di altri illustri esclusi. Come Ciriaco De Mita: per 43 anni di Parlamento (prima con la Dc, poi con la Margherita, infine candidato ma non eletto con l’Udc) 9.947 euro al mese di pensione e 112.344 di tfr, solo per gli ultimi 12 anni consecutivamente in carica. Stessa pensione per Angelo Sanza (anche lui ex Dc, Fi, non rieletto con l’Udc), 36 anni tra i banchi e buonuscita di 337.032 euro. Ottomila 828 euro al mese per Francesco D’Onofrio (22 anni, prima con la Dc poi con l’Udc) e fine mandato di 168.516 euro, solo per gli ultimi 18 anni. Per Gavino Angius (ex Ds, non rieletto con i socialisti), 21 anni, vitalizio di 8.641 e liquidazione di 196.602. Sedici anni di carriera per Alfonso Pecoraro Scanio (Verdi) e Teodoro Buontempo (La Destra): 6.963 euro di pensione e 149.792 di liquidazione. Stesso assegno mensile per Cesare Salvi (Sinistra democratica) e 153.664 euro di tfr. Con 14 anni Oliviero Diliberto (Pdci) ed Enrico Boselli (partito Socialista) hanno diritto a 6.217 euro al mese e 131.068 di fine mandato, come Bertinotti. Per Franco Giordano (Prc) e Paolo Cento (Verdi) 12 anni di Montecitorio significano 5.471 euro di vitalizio e 112.344 di buonuscita. Otto anni per Francesco Storace (La Destra): 3.978 euro e 19.208 di fine mandato, per gli ultimi due anni. Infine, Daniela Santanché (candidata premier per La Destra) che, con sette anni, accumula 3.605 euro di pensione e 65.534 di tfr.

GOVERNO NUOVO............ EVASORI GARANTITI

Aspettando Tremonti. Dopo due anni di risultati senza precedenti nella lotta all'evasione fiscale (più 23 miliardi di euro solo nel 2007), i vertici dell'Agenzia delle entrate si preparano a fare le valigie. Al ministero dell'Economia sta per tornare Giulio Tremonti, che ha promesso agli italiani di far dimenticare la politica fiscale del governo Prodi. Più che sui nomi dei singoli dirigenti da rimuovere o da salvare, la sfida si gioca sulle direttive di struttura, che investono anche la Guardia di Finanza: di fronte alla crisi finanziaria mondiale, fino a che punto il neoprotezionista Tremonti potrà rinunciare ai tesoretti finora assicurati dalla caccia agli evasori? E cosa farà il ministro di quei sistemi di controllo che lo Stato italiano ha appena varato per stroncare, oltre al nero aziendale o familiare, soprattutto il riciclaggio di denaro sporco? UNA COSA E CERTA IN ITALIA CHI EVADE E' PREMIATO

mercoledì 23 aprile 2008

BUCO DA 720 MILIONI DI EURO

Lo sapevate che lo Stato subisce ogni anno una perdita di almeno 720 milioni di euro a causa dell'incapacità di recuperare le spese di giustizia, cioè i costi dei processi e le sanzioni pecuniarie che i condannati in teoria dovrebbero rimborsare subito: nell'ultimo decennio, oltre 7 miliardi. «Le spese di giustizia concretamente recuperabili sono stimate in 800 milioni all'anno, ma gli incassi effettivi non superano gli 80», spiega Attilio Befera, amministratore delegato di Equitalia, la società pubblica che è tornata a gestire le riscossioni dopo la fallita privatizzazione. Tra i recuperi effettivi, più di metà sono pagamenti volontari. «Le riscossioni coattive non superano il 4 per cento», precisa il manager di Equitalia. Come dire che, in 96 casi su 100, il colpevole non risarcisce nemmeno le spese pagate dallo Stato per farlo condannare.

COME TRUFFARE ED ESSERE NULLATENENTI

Da Ciarrapico a Tanzi, da Cragnotti alla dark lady Gucci, da Previti a Fiorani. Fanno la bella vita, abitano in ville da sogno ma risultano non possedere nulla. E da anni evitano di risarcire le vittime dei loro misfatti.
Licio Gelli, il burattinaio della loggia P2, principale beneficiario della montagna di soldi rubati al Banco. I pm milanesi hanno dimostrato che li aveva nascosti in Svizzera insieme a 250 chili d'oro. Eppure anche lui ne è uscito ricco. Già nel '96 il Nuovo Ambrosiano, pur di riavere il grosso del maltolto, si è rassegnato a lasciare a Gelli 12,5 milioni di franchi svizzeri e le due ville di Villefranche sur Mer, in Costa Azzurra, e di Castiglion Fibocchi, la splendida residenza aretina dove ha scontato la pena. Qui i creditori hanno potuto pignorargli solo gli ultimi lingotti occultati nelle fioriere. Ora i civilisti Cristina Mordiglia, Gianfranco Lenzini e Alberto D'Aguanno, che rappresentano gli azionisti irriducibili dell'Ambrosiano, stanno reclamando risarcimenti da altri cinque pregiudicati. Ciarrapico è il primo della lista nera. Condannato anche per un'altra bancarotta (Casina Valadier), ha evitato il carcere grazie a due indulti. E continua a sfuggire ai pignoramenti.
Il tribunale civile di Roma, il 5 febbraio, ha condannato Cragnotti a un risarcimento immediato di oltre 300 milioni di euro per l'affare Eurolat: un bidone rifilato alla Parmalat con la presunta regia della Banca di Roma guidata da Cesare Geronzi, che dopo due rinvii a giudizio e una condanna in primo grado per bancarotta è diventato presidente di Mediobanca.
Anche Calisto Tanzi è uno strano nullatenente, con villa e moglie milionaria.
Calisto Tanzi nella sua villa di ParmaAll'ex patron della Parmalat va riconosciuto di aver confessato le sue colpe nella storica bancarotta da 15,5 miliardi di euro, sacrificando subito le società personali, la sua flotta di jet privati, due yacht e una tenuta agricola. La Guardia di finanza gli ha sequestrato altri 816 mila euro su 12 conti italiani, 9,3 milioni in titoli alla Popolare di Lodi, 129 mila dollari alle Isole Cayman, due Balilla e una Range Rover, che Calisto però conserva come «custode».
Come mandante è stata condannata a 26 anni (ridotti a 23 dall'indulto) Patrizia Reggiani, la moglie separata di Gucci. Nella sentenza il giudice Ferdinando Pincioni dimostra che la signora decise di far uccidere «il padre delle sue figlie» anche per un «movente economico». «La stessa Reggiani non ha negato né il particolare attaccamento ad alcuni beni dell'ex marito, come il panfilo Creole e la villa di Sankt Moritz, né il risentimento e l'esasperazione per la somma che le veniva corrisposta da Maurizio Gucci: 160-170 milioni di lire al mese

martedì 22 aprile 2008

PRESTITO PONTE? IO DIREI FURTO DA 300 MILIONI DI EURO


Oggi il Consiglio dei ministri, al gran completo, ha approvato in serata un prestito per Allitalia un prestito da 300 milioni da rimborsare entro la fine dell'anno e da erogare nel rispetto della disciplina comunitaria.
I fondi, che saranno presi dal bilancio del ministero dello Sviluppo Economico, dovrebbero consentire, secondo quanto hanno riferito il presidente del Consiglio, Prodi e il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, al nuovo governo di trovare una soluzione ai guai della compagnia aerea italiana dopo il fallimento della trattativa con Air France-Klm.
Questa e la versione ufficiale le versione reale e che questi 300 milioni di euro non verrano mai restituiti, che l'alitalia verrà commissariata e sarebbe quasi ora, e questo scherzetto ci costa ad ognuno di noi:
prestito ponte: 300.000.000
italiani residenti: 56.995.774
300.000.000 : 56.995.744 = 5.264 euro a persona compresi lattanti e centenari.
Intanto Cimoli se cuccato una liquidazione di 6 milioni di ,gli assistenti di volo alitalia guadagnano 3.400 euro al mese lordi contro i 2.050 dei colleghi della compagnia "Volare" e i 2.200 degli assistenti di Air One. Dei piloti alitalia non ne parlo perchè mi vergogno di scrivere i loro stipendi ma lascio alla vostra immaginazione quanto portano a casa questi soggetti.
Facciamola finita con questa pagliacciata, hanno navigato anzi volato nell'oro tutti e dico tutti adesso a terra a sudare come fa tanta gente onesta.

lunedì 21 aprile 2008

25 APRILE 2008 V2DAY

PER TUTTI I CITTADINI DI ROMA
LARGO AGOSTA ( zona prenestina) E' PRONTA PER LA RACCOLTA DELLE FIRME PER I REFERENDUM PROPOSTI DA GRILLO:
Abolizione dei finanziamenti pubblici all'editoria
Abolizione dell'ordine dei giornalisti
Abolizione della legge Gasparri
CHIUNQUE FOSSE INTERESSATO A DARMI UNA MANO PER LA RACCOLTA DELLE FIRME SUI MODULI E PREGATO DI CONTATTARMI CON UNA E MAIL : ddroma2001@yahoo.it
RIPRENDIAMOCI L'ITALIA

I MIRACOLI ESISTONO


L'ex ministro della Sanità del governo Berlusconi,Girolamo Sirchia, è stato condannato a tre anni di reclusione e alll’interdizione dai pubblici uffici, come pena accessoria, nell’ambito di un processo per tangenti nel mondo della sanità milanese. Sirchia è stato condannato insieme ad altre sette persone e ad una società, accusati a vario titolo di corruzione, turbativa d'asta e appropriazione indebita. Ma nessuno abbia timore: Sirchia non farà un solo giorno di prigione.
Per tre imputati la condanna è coperta da indulto. Anche i tre capi di imputazione per cui Sirchia è stato condannato non sono lontani dalla prescrizione, per cui può darsi che non si arrivi nemmeno al processo di appello. Assistiamo all’ennesimo caso di un “potente” colto con le mani nel sacco, che, come già in passato si è verificato per altri, non pagherà il suo debito con la giustizia, grazie all’indulto voluto da Berlusconi e da una larga parte dell’Unione. La morale tuttavia è che l’episodio di un ex ministro del Centro-Destra condannato per accuse infamanti -spiacevole di per sé – rappresenta un’ulteriore dimostrazione del fatto che dietro le sbarre rimangono, o ci sono tornati, i ladri di polli, mentre finanzieri di assalto, evasori fiscali, politici e potenti in genere restano in libertà grazie a questo assurdo provvedimento di condono della pena.

domenica 20 aprile 2008

ABBASSIAMO LE TASSE?


Il nuovo governo che il leader del popolo delle libertà, vincitore delle elezioni politiche 2008, sta per varare ha come priorità l’abbassamento delle aliquote IPER.
Bene!!!!,sento tanta gente dire in giro, ma vediamo che succede realmente quando si abbassa di un punto l’aliquota IPER mettendo a confronto uno stipendio annuo di un impiegato dello stato e quello dichiarato da Silvio Berlusconi per l’anno 2006.

Signor Rossi: dichiarazione annua anno 2006 € 34.000
Silvio Berlusconi: dichiarazione annua anno 2006 € 28.033.122

(http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2007/04_Aprile/17/redditi_deputati_camera.shtml)
Bene che aliquote si applicavano nel 2006 ?: basta leggere di seguito:
Con la Finanziaria 2007 (Legge 27/12/06 n. 296 in S.O. n. 244 a G.U. n. 299 del 27/12/06) cambiano le aliquote iperf dall'1.1. 2007.
Le nuove aliquote sono le seguenti:
23% fino a 15.000 euro
27% da 15.000 a 28.000 euro
38% da 28.000 a 55.000 euro
41% da 55.000 a 75.000 euro
43% per redditi superiori a 75.000 euro
Limite di reddito sotto il quale non si pagano le tasse(senza persone a carico)sotto 8.000 euro per i lavoratori dipendenti
sotto 7.000 per i pensionati
Adesso abbiamo tutto per vedere quanto hanno pagato di tasse il Sig. Rossi e Berlusconi:

Sig. Rossi imponibile:
€ 34.000 aliquota applicata 38% tasse da pagare pari a € 12.920
Sig Silvio Berlusconi imponibile:
€ 28.033.122 aliquota applicata 43% tasse da pagare pari a € 12.054.242

ADESSO ABBASSIAMO L'ALIQUOTa IPERF DI UN SOLO PUNTO PERCENTUALE
Sig. Rossi imponibile:
€ 34.000 aliquota applicata 37% tasse da pagare pari a € 12.580
Sig Silvio Berlusconi imponibile:
€ 28.033.122 aliquota applicata 42% tasse da pagare pari a € 11.773.911
Adesso vediamo quanto risparmiano per effetto dell'abbassamento dell'aliquota IPERF e quindi possono spendere il Sig. Rossi e il Sig Berlusconi
Sig Rossi: € 340
Sig . Berlusconi: € 280.331

Adesso domando a voi due cose:
1) a chi giova l’abbassamento delle aliquote IPERF fatto in modo uguale per tutti?
2) come spenderanno il risparmio conseguito il sig Rossi e il Sig. Berlusconi?
3) Non sarebbe più giusto alzare le aliquote IPERF ai ricchi e abbassarle per il tutti gli altri?
A voi l'ardua sentenza............io mi sono gia incazzato!
p.s. ho abbassato le aliquote di un solo punto!!!!!!!! immaginate con 2...3....4 ecc ecc.

sabato 19 aprile 2008

LEZIONE DI STILE BRITANNICO


Niente aerei speciali per la Regina e per il governo britannico. Alla luce della situazione economica, Gordon Brown ha deciso di rinunciare ai due nuovi jet governativi destinati ai voli internazionali. Per ridurre la spesa, si era deciso di prendere in leasing un paio di Airbus con un costo di circa 125 milioni di euro. Questo per evitare il ripetersi di situazioni giudicate non consone all'immagine dell'esecutivo, come l'arrivo al summit Ue a bordo di un jumbo con la pubblicità del turismo austriaco sulle fiancate. Ma la crisi bancaria, che ha già colpito pesantemente la Gran Bretagna, ha convinto Brown a una scelta parsimoniosa.
Così ai ministri viene ribadito il consiglio di usare quanto più possibile voli di linea. L'unica concessione riguarda la Corona, a cui è stato permesso l'acquisto di un piccolo jet da 10-15 posti per i voli a corto-medio raggio.
E visto che in Italia le squadriglie vip dell'Aeronautica sono rimaste senza lavoro, forse potremmo offrire noi la vendita di un modernissimo Falcon. Le nuove regole introdotte da Palazzo Chigi dopo la "gita di Stato" di Mastella e Rutelli al Gran Premio di Monza hanno lasciato a terra ministri e sottosegretari. Così al 31mo stormo ci sono un paio di velivoli praticamente nuovi, con comfort regali, che ormai sono diventati surplus. A meno che il nuovo governo Berlusconi non voglia riprendere a moltiplicare i decolli a spese del contribuente. E ripristini quel via vai a sbafo nei cieli italiani che era la regola fino a un paio di anni fa.

giovedì 17 aprile 2008

LETTERA APERTA AI LETTORI DEL BLOG


Io non mi stancherò mai di lottare contro questo sistema politico,dove quello che conta è il bene personale,la proprietà privata, i privilegi ……NO! io per mio figlio voglio un mondo fatto di solidarietà di giustizia sociale, del rispetto delle regole e della legge dove chi sbaglia paga e chi decide di rappresentare i cittadini deve essere il primo ad essere sottoposto al controllo, proprio perchè mi rappresenta.
Questa arroganza, questo menefreghismo nei confronti del popolo mi da ancora più forza per combattere questi pseudo rappresentanti politici.
70! sono 70 i nuovi parlamentari inquisiti a vario titolo che siederanno in parlamento; io se non pago una cartella esattoriale o una multa mi pignorano casa, mi applicano il fermo amministrativo. 70 di loro, che io non ho votato e che decideranno per me, hanno condanne o pendenze con la legge. NO! Io voglio anzi pretendo di essere rappresentato da persone pulite, che per una legislatura dedicano la loro professionalità al servizio del paese finito il loro mandato tornano a lavorare come facevano prima.
A tutti i amici lettori del blog. Non arrendiamoci! Non ipotechiamo il futuro dei nostri figli! Il paese deve essere gestito dai cittadini non da inquisiti. Ognuno di noi nel proprio piccolo può fare tanto a cominciare proprio dai nostri figli ….spiegando il rispetto delle regole,della legge e del bene comune.
Dalle piccole cose si può sperare il un miglioramento generale.
Scusate dello sfogo, ma questa volta la vedo proprio brutta, 5 anni di vero ladrocinio di stato i cui interessi ricadranno sui nostri figli.

mercoledì 16 aprile 2008

QUANDO NON SI PUO' DECIDERE CHI CI GOVERNA


I parlamentari condannati, prescritti, indagati, imputati e rinviati a giudizio (*) eletti in Parlamento sono settanta . Ne avevano candidati 100. I 70 noi non li abbiamo votati. Sono stati scelti dai segretari di partito. Dai secondini di partito. Reclutati nei tribunali e all’uscita delle carceri.
I 70 neo eletti sono così ripartiti:
PDL 45 (proposti 56)-
PD 13 (proposti 18)
Lega Nord 7 (proposti 8)
UDC – Rosa Bianca 5 (proposti 9)
Ecco l'elenco completo di chi ci governerà per i prossimi 5 anni
* fonte "Se li conosci li eviti” di Marco Travaglio e Peter Gomez"

martedì 15 aprile 2008


PRIMO REGALO DELLO SPICONANO SILVIO ......... LA PRIMA SEDUTA DEL NUOVO PARLAMENTO SARA' FISSATA NELLL'ULTIMO GIORNO UTILE STABILITO DALLA COSTITUZIONE PER L'INSEDIAMENTO DELLA NUOVA CAMERA.
QUESTO PER FARE IN MODO CHE GLI ATTUALI PARLAMENTARI USCENTI, POSSANO MATURARE IL DIRITTO ALLA PENSIONE DOPO DUE ANNI DI DURO LAVORO

ALLA FACCIA DI NOI LAVORATORI CHE SPUTIAMO SANGUE PER ARRIVARE ALLA PENSIONE

lunedì 14 aprile 2008

ELEZIONI POLITICHE 2008


Ci sono dei momenti in cui non hai speranza, ci sono dei momenti in cui il mondo ti crolla addosso, ci sono dei momenti in cui tu crolli, ci sono dei momenti in cui la sofferenza oltrepassa un limite, ci sono dei momenti in cui dentro hai il buio. Questo è uno di quei momenti …
ma io voglio la luce !

domenica 13 aprile 2008

ONOREVOLI CONDANNATI


Beppe Grillo nel suo blog pubblica oggi l’elenco dei condannati, indagati, prescritti e rinviati a giudizio candidati per il Parlamento. L’elenco è tratto dal libro “Se li conosci li eviti” di Marco Travaglio e Peter Gomez. Dobbiamo riprenderci l'Italia i condannati non devono rappresentare i cittadini in parlamento questi "ONOREVOLI" verranno eletti in parlamento, in un qualsiasi paese democratico queste persone verrebbero messe alla pubblica gogna .......in Italia sono elette in parlamento stipendiati dal popolo:



R I P R E N D I A M O C I L'I T A L I A

sabato 12 aprile 2008

FRODI ALIMENTARI


ECCO L'ELENCO DELLE SENTENZA PASSATE IN GIUDICATO PER FRODI ALIMENTARI DAL 2000 AL 2005


venerdì 11 aprile 2008

CHI PAGA I PARTITI


I milioni di Forza Italia a Dc, Mussolini e De Gregorio. I fondi ai ministri di Prodi. Le lobby trasversali e le coop. Tutta la politica euro per euro.
Le tabelle con la documentazione relativa ai finanziamenti concessi da privati e aziende a uomini politici e partiti negli anni 2006 e 2007. Alcuni dei finanziamenti citati nell'articolo e riportati nelle dichiarazioni spese elettorali dei singoli parlamentari non sono inclusi negli elenchi. Il Parlamento non ha saputo spiegare il perchéEcco gli elenchi in ordine alfabetico dei partiti e degli uomini politici che hanno ricevuto finanziamenti neigli ultimi due anni:




IMPUNITA' DI FRODE

COME ATTENTARE ALLA SALUTE PUBBLICA E NON FARE UN ORA DI CARCERE
I soliti sospetti della frode alimentare hanno la vita facile. Perché l'impunità è sostanzialmente garantita: basta patteggiare per tornare in fabbrica, nella stalla o in cantina e ricominciare con i trucchi. Nessuno finisce in carcere e quasi mai gli italiani vengono informati sulla malafede di chi produce, confeziona, custodisce o cucina quello che mangiano e bevono. Lo Stato è di manica larga con chi mette a rischio la salute dei cittadini o inganna la fiducia dei consumatori: sconti di pena o libertà condizionale per tutti, fedine sbiancate con la "non menzione" delle condanne. Eppure lo choc per le 19 persone uccise dal metanolo, con il blocco delle esportazioni e la crisi dei vini italiani, aveva impartito una lezione unica: pochi criminali erano riusciti a distruggere la credibilità di un'intera categoria. Subito venne varata una legislazione severissima, che introduceva anche la gogna per i banditi del cibo. Sì, la legge metteva al primo posto la salute rispetto alla tutela di marchi, aziende, ristoranti e negozi. Un principio fondamentale, che poi è stato costantemente disatteso anche di fronte a situazioni di grande allarme sociale: i nomi delle ditte coinvolte diventano sempre una sorta di segreto di Stato, esponendo così l'intero settore alla psicosi e i consumatori al pericolo di bocconi indigesti. Dopo il metanolo, il Parlamento aveva scelto una strada diversa. Dal 1986 per legge il ministero della Sanità è stato incaricato di rendere noto ogni anno "l'elenco pubblico" dei condannati per frode o sofisticazione. Una lista nera che però i governi si sono guardati bene dal propagandare. Finora si è trattato di un documento introvabile: veniva inserito nella "Gazzetta ufficiale", senza scadenze fisse. Con un aspetto beffardo: i dati risalivano in genere a cinque anni prima. Nel 2003, per esempio, sono state rese note le sentenze diventate definitive del 1998. Nel frattempo le ditte potevano avere cambiato nome, logo, titolare. Per tornare a colpire come e più di prima.

domenica 6 aprile 2008

CASE POPOLARI PADANE

LA CASTA DEL SENATUR
Case a prezzi popolari? Sì, ma ai leghisti che le hanno gestite. Quello che è accaduto nella Treviso del boom mostra che non ci sono grandi differenze tra nord e sud nella malagestione pubblica. Per il "Progetto casa", un piano finanziato dall'Ater (l'ente che ha ereditato la gestione delle case popolari), politici e loro familiari si sono insediati in pole position. Il piano riguarda la costruzione di 30 appartamenti a prezzo convenzionato: poco più di 100 metri quadrati per 160 mila euro. Palazzine eleganti di tre piani che sorgeranno nella prima periferia della Marca in un quartiere destinato a un grande sviluppo: vi è prevista la nascita della "cittadella delle istituzioni" disegnata da Mario Botta. Ma le graduatorie delle assegnazioni si sono rivelate sorprendenti. Chi si è classificato secondo per ottenere l'alloggio a prezzo agevolato? Pierantonio Fanton, presidente proprio di Progetto casa, consigliere dell'Ater e consigliere comunale leghista nel municipio del celebre Giancarlo Gentilini. Fanton è stato tra i primissimi a depositare la domanda nel giorno stesso dell'apertura del bando. Anche il primo nella graduatoria di assegnazione è un nome noto in città. Si tratta di Giobatta Zampese: è il padre del consigliere comunale leghista Sandro, che presiede anche l'azienda pubblica di trasporto locale. Volete una chicca finale? Fanton e Zampese Junior sono soci nello stesso studio professionale di architettura. Il Carroccio si è difeso: le domande sono state valutate da una commissione. Ma in città la sinistra parla di "Casta padana". Ed è difficile darle torto.

IL BOTTINO LEGALE DEGLI AVVOCATI DI STATO

MA QUANTE CASTE CI SONO?
Non basta la mesata, c'è pure "il quadrimestre". In una campagna elettorale dove sbocciano promesse di regali e sussidi, non sorprende che sia stata fatta passare in silenzio l'inchiesta di Primo Di Nicola sugli avvocati di Stato. Eppure l'articolo pubblicato su L'espresso mostrava una situazione in cui sarebbe stato facile intervenire per recuperare milioni di euro. Oltre a un ricco stipendio, oltre alla possibilità di ottenere incarichi esterni, docenze e arbitrati, questi dipendenti dello Stato si spartiscono un bottino senza precedenti. Sono pochi: 370 in tutta Italia. Devono rappresentare e difendere l'amministrazione statale in tutti i tribunali. Ma quando vincono le cause, incassano in prima persona le spese legali che le loro controparti devono versare. Incassano personalmente un rimborso per svolgere il compito per cui vengono già pagati con lo stipendio. Una somma enorme: nel 2006 42 milioni e 405 mila euro, che poi vengono divisi secondo criteri territoriali. Questa gratifica viene chiamata "quadrimestre", perchè calcoli e spartizioni avvengono ogni quattro mesi. In media, nel 2006 ogni toga pubblica romana ha intascatoto 91 mila euro, che diventano 244 mila a Bari, 247 mila a Potenza, 261 mila a Venezia e ben 296 mila a Messina: sempre oltre allo stipendio. Il capo di questa avvocatura a Messina nel 2006 ha ricevuto 222 mila euro di stipendio e quasi 300 mila dal bingo dei "quadrimestri"- Viste le condizioni disastrose in cui versa l'amministrazione della giustizia, che ha tempi vergognosi e lamenta carenze di fondi, non sarebbe meglio usare i 42 milioni del "quadrimestre" per fare qualcosa che aiuti tutti i cittadini? Non sembra una riforma così difficile da realizzare

giovedì 3 aprile 2008

L'ITALIA ...IL PAESE DEL VINO................QUELLO TOSSICO

Concimi, sostanze cancerogene, acqua, zucchero, acido muriatico e solo un quinto di mosto. Con questo miscuglio sono stati prodotti 70 milioni di litri di vino a basso costo.
Di vino ne contengono poco: un terzo al massimo, spesso di meno. Il resto è un miscuglio micidiale: una pozione di acqua, sostanze chimiche, concimi, fertilizzanti e persino una spruzzata di acido muriatico. Veleni a effetto lento: all'inizio non fanno male e ingannano i controlli, poi nell'organismo con il tempo si trasformano in killer cancerogeni. Secondo i magistrati di due procure e la task force che da sei mesi indagano sulla vicenda, questo cocktail infernale è il protagonista della più grande sofisticazione alimentare mai scoperta in Italia. Perché con la miscela tossica sono state confezionate quantità mostruose di vino. Gli inquirenti ritengono che si tratti di almeno 700 mila ettolitri: sì, 70 milioni di litri messi in vendita nei negozi e nei supermercati come vino a basso costo anche dai marchi più pubblicizzati del settore. Un distillato criminale che ha riempito circa 40 milioni di bottiglie, fiaschi e confezioni di tetrapack d'ogni volume, offerte a un prezzo modestissimo: da 70 centesimi a 2 euro al litro.
A Veronella uno degli investigatori è svenuto per i vapori e sono stati chiamati i pompieri per rimuovere le scorte. Il titolare della cantina è stato arrestato per il reato di sofisticazione alimentare con pericolo della salute pubblica: di quel liquido ad alto rischio ne avevano ancora migliaia di litri. Ma il fascicolo aperto dal pubblico ministero di Verona Francesco Rombaldoni poco alla volta si è gonfiato di reati pesantissimi: l'associazione a delinquere per gli imprenditori vinicoli del Nord. Che diventa addirittura associazione mafiosa per i loro referenti meridionali.

martedì 1 aprile 2008

UNA OCCASIONE PERSA

LETTERA APERTA A BEPPE GRILLO
Peccato Grillo. Peccato perchè hai perso fascino, credibilità, attenzione. Peccato perchè inciti solo alla violenza senza dare soluzioni .Peccato perchè ti sei trasformato nella parodia di se stesso. Peccato perchè la tua campagna per distruzione della politica e finita. E' finita nel momento in cui hai detto " io sono solo il detonatore" e finita nel momento in cui hai detto " adesso fate le liste civiche".
Peccato perchè, nel tuo lanciare pietre, non ti sei accorto di aver colpito tanta gente che ha creduto in te , che ha appoggiato le tue battaglie e che adesso si chiede chi sia quell'uomo urlante, delirante e incredibilmente più ricco (da quand'è sceso in campo) che ci dice com'è giusto votare, pensare, vivere. ... Non si può scendere in campo a metà. Il tuo dire che destra, centro e sinistra sono tutti uguali non convince più . Si può non essere d'accordo con Veltroni o Bertinotti o Berlusconi ma allora si abbia il coraggio di presentarsi in prima persona. .......peccato davvero.
Io continuerò ad appoggiare le tue battaglie come il v-day del 25 aprile come ho fatto per quello del 8 settembre 2007 ma ho capito una cosa .....hai perso, anzi abbiamo perso una grande occasione.......