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mercoledì 23 aprile 2008

COME TRUFFARE ED ESSERE NULLATENENTI

Da Ciarrapico a Tanzi, da Cragnotti alla dark lady Gucci, da Previti a Fiorani. Fanno la bella vita, abitano in ville da sogno ma risultano non possedere nulla. E da anni evitano di risarcire le vittime dei loro misfatti.
Licio Gelli, il burattinaio della loggia P2, principale beneficiario della montagna di soldi rubati al Banco. I pm milanesi hanno dimostrato che li aveva nascosti in Svizzera insieme a 250 chili d'oro. Eppure anche lui ne è uscito ricco. Già nel '96 il Nuovo Ambrosiano, pur di riavere il grosso del maltolto, si è rassegnato a lasciare a Gelli 12,5 milioni di franchi svizzeri e le due ville di Villefranche sur Mer, in Costa Azzurra, e di Castiglion Fibocchi, la splendida residenza aretina dove ha scontato la pena. Qui i creditori hanno potuto pignorargli solo gli ultimi lingotti occultati nelle fioriere. Ora i civilisti Cristina Mordiglia, Gianfranco Lenzini e Alberto D'Aguanno, che rappresentano gli azionisti irriducibili dell'Ambrosiano, stanno reclamando risarcimenti da altri cinque pregiudicati. Ciarrapico è il primo della lista nera. Condannato anche per un'altra bancarotta (Casina Valadier), ha evitato il carcere grazie a due indulti. E continua a sfuggire ai pignoramenti.
Il tribunale civile di Roma, il 5 febbraio, ha condannato Cragnotti a un risarcimento immediato di oltre 300 milioni di euro per l'affare Eurolat: un bidone rifilato alla Parmalat con la presunta regia della Banca di Roma guidata da Cesare Geronzi, che dopo due rinvii a giudizio e una condanna in primo grado per bancarotta è diventato presidente di Mediobanca.
Anche Calisto Tanzi è uno strano nullatenente, con villa e moglie milionaria.
Calisto Tanzi nella sua villa di ParmaAll'ex patron della Parmalat va riconosciuto di aver confessato le sue colpe nella storica bancarotta da 15,5 miliardi di euro, sacrificando subito le società personali, la sua flotta di jet privati, due yacht e una tenuta agricola. La Guardia di finanza gli ha sequestrato altri 816 mila euro su 12 conti italiani, 9,3 milioni in titoli alla Popolare di Lodi, 129 mila dollari alle Isole Cayman, due Balilla e una Range Rover, che Calisto però conserva come «custode».
Come mandante è stata condannata a 26 anni (ridotti a 23 dall'indulto) Patrizia Reggiani, la moglie separata di Gucci. Nella sentenza il giudice Ferdinando Pincioni dimostra che la signora decise di far uccidere «il padre delle sue figlie» anche per un «movente economico». «La stessa Reggiani non ha negato né il particolare attaccamento ad alcuni beni dell'ex marito, come il panfilo Creole e la villa di Sankt Moritz, né il risentimento e l'esasperazione per la somma che le veniva corrisposta da Maurizio Gucci: 160-170 milioni di lire al mese

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