IL NOSTRO DEBITO PUBBLICO IN QUESTO ISTANTE AMMONTA A:

venerdì 11 aprile 2008

IMPUNITA' DI FRODE

COME ATTENTARE ALLA SALUTE PUBBLICA E NON FARE UN ORA DI CARCERE
I soliti sospetti della frode alimentare hanno la vita facile. Perché l'impunità è sostanzialmente garantita: basta patteggiare per tornare in fabbrica, nella stalla o in cantina e ricominciare con i trucchi. Nessuno finisce in carcere e quasi mai gli italiani vengono informati sulla malafede di chi produce, confeziona, custodisce o cucina quello che mangiano e bevono. Lo Stato è di manica larga con chi mette a rischio la salute dei cittadini o inganna la fiducia dei consumatori: sconti di pena o libertà condizionale per tutti, fedine sbiancate con la "non menzione" delle condanne. Eppure lo choc per le 19 persone uccise dal metanolo, con il blocco delle esportazioni e la crisi dei vini italiani, aveva impartito una lezione unica: pochi criminali erano riusciti a distruggere la credibilità di un'intera categoria. Subito venne varata una legislazione severissima, che introduceva anche la gogna per i banditi del cibo. Sì, la legge metteva al primo posto la salute rispetto alla tutela di marchi, aziende, ristoranti e negozi. Un principio fondamentale, che poi è stato costantemente disatteso anche di fronte a situazioni di grande allarme sociale: i nomi delle ditte coinvolte diventano sempre una sorta di segreto di Stato, esponendo così l'intero settore alla psicosi e i consumatori al pericolo di bocconi indigesti. Dopo il metanolo, il Parlamento aveva scelto una strada diversa. Dal 1986 per legge il ministero della Sanità è stato incaricato di rendere noto ogni anno "l'elenco pubblico" dei condannati per frode o sofisticazione. Una lista nera che però i governi si sono guardati bene dal propagandare. Finora si è trattato di un documento introvabile: veniva inserito nella "Gazzetta ufficiale", senza scadenze fisse. Con un aspetto beffardo: i dati risalivano in genere a cinque anni prima. Nel 2003, per esempio, sono state rese note le sentenze diventate definitive del 1998. Nel frattempo le ditte potevano avere cambiato nome, logo, titolare. Per tornare a colpire come e più di prima.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Mimmo sei forte!!
Grazie di esserci!
Gianni

Anonimo ha detto...

che schifo di paese se si mette in pericolo la salute pubblica senza esitazione L'ERGASTOLO

Anonimo ha detto...

Meglio la repubblica islamica che la democrazia tajana. Almeno apre le porte del paradiso ad almeno il 90% dei suoi cittadini, noi invece siamo stati condannati anche all'inferno, con tutte le bestemmie che ci costringono a sparare ogni giorno.
Che je corghi un furmine a tutti.
fracatz@splinder.com