IL NOSTRO DEBITO PUBBLICO IN QUESTO ISTANTE AMMONTA A:

lunedì 28 aprile 2008

LE CONDANNE EUROPEE ALL'ITALIA PARTE 1


Forse non tutti sanno che quasi settimanalmente la corte europea sanziona l'italia per mancati adeguamenti legislativi alle norme europee.
Queste sanzioni costano ai contribuenti, cioè a noi cittadini, milioni se non miliardi di euro, alla faccia dei nostri politici che per silenzio, compromessi politici e affari sotto banco, se ne fregano se queste sanzioni ricadranno su tutti noi.
Vediamone alcune:
L'8 aprile 2008 iI Governo ha emanato il decreto legge n. 59 con il quale si adegua ad alcune sentenze della Corte di giustizia che hanno condannato l'Italia per l'inadempimento di obblighi comunitari (recupero di aiuti di stato, ambiente, attività stragiudiziale di recupero crediti, servizio pubblico europeo, rifiuti, pesca e veicoli fuori uso). Il decreto è in vigore dal 9 aprile 2008, ma dovrà essere convertito in legge per non decadere.Leggi il decreto legge n. 59/08
Il 10 aprile 2008: la Corte di giustizia condanna l'Italia per la diciplina 2003-2005 delle discariche.La sentenza C-442/06 della Corte ha stabilito che, come sostenuto dalla Commissione, la trasposizione italiana delle norme comunitarie in materia di discariche non è stata corretta. La direttiva di riferimento è entrata in vigore nel 1999 e doveva essere recepita entro il 16 luglio 2001. L'Italia l'ha recepita, in parte e non correttamente, solo dal 2003.Riassumendo, il decreto legislativo del 2003, poi modificato dal decreto legge n.203/2005, ha escluso dal regime delle regole comunitarie le discariche italiane già esistenti al momento dell'entrata in vigore del decreto e non ha trasferito nella legge italiana il termine breve di applicazione della direttiva alle discariche di rifiuti pericolosi già esistenti.Di conseguenza, "avendo adottato e mantenuto in vigore il decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36, così come modificato, che traspone nell’ordinamento nazionale le disposizioni della direttiva 1999/31/CE, relativa alle discariche di rifiuti", ma "non prevede l’applicazione degli artt. 2-13 della direttiva 1999/31 alle discariche autorizzate dopo la data di scadenza del termine di trasposizione di tale direttiva e prima di quella dell’entrata in vigore del detto decreto legislativo" e "non provvede alla trasposizione dell’art. 14, lett. d), i), della detta direttiva, la Repubblica italiana è venuta meno agli obblighi che ad essa incombono" ed è anche stata condannata alle spese. Leggi la sentenza sul sito della Corte di giustizia
L'8 aprile 2008 la Corte ha pronunciato la sentenza C-337/05 con cui ha condannato l'Italia per aver affidato gli le forniture di elicotteri civili e militari Agusta e Agusta Bell senza seguire le norme e le procedure previste per gli appalti. In particolare "avendo posto in essere una prassi, esistente da lungo tempo e tuttora seguita, di attribuzione diretta all’Agusta degli appalti per l’acquisto di elicotteri di fabbricazione Agusta
e Agusta Bell, destinati a sopperire alle esigenze di diversi corpi militari e civili, al di fuori di qualsiasi procedura di gara" l'Italia "è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti" in forza delle norme comunitarie ed è stata condannata anche alle spese.Leggi la sentenza sul sito della Corte di giustizia
Il primo aprile 2008 la Corte europea dei diritti umani ha condannato l'Italia per violazione dell'art. 6 della Convenzione a causa dell' eccessiva durata delle procedure di esproprio di un terreno (ricorso n. 10557/03). Lo stato italiano dovrà risarcire la società di Jesi che ha vinto la causa davanti alla Corte versandole 500.000 € per danno materiale, 9.676 € per danno morale e 10.000 € per le spese. Una volta trascorsi i termini perchè la decisione della Corte diventi definitiva, l'Italia avrà tre mesi di tempo per pagare il risarcimento evitando che siano conteggiati anche gli interessi di mora.
Il 13 febbraio 2008 la Commissione ha deciso di deferire l'Italia alla Corte di giustizia per non aver recuperato i 98,36 milioni di euro concessi illegittimamente come aiuti di stato alla Nuova mineraria Silius s.p.a. dalla Regione Sardegna. La decisione della Commissione che imponeva all'Italia il recupero degli aiuti risale al febbraio 2007.Leggi il comunicato della Commissione
L'elenco è lunghissimo e credo che queste sentenze bastino a capire a quali rischi stiamo andando incontro per l'inneficienza dei nostri amministratori.

1 commento:

Kaiser76 ha detto...

Dovresti inserirle tutte poichè c'è molta omertà e silenzio su ciò e solo la rete può diffondere ciò che non è visibile alla luce del sole.!