IL NOSTRO DEBITO PUBBLICO IN QUESTO ISTANTE AMMONTA A:

sabato 31 maggio 2008

ECCO COSA PROPONE IL NUOVO DECRETO SUI RIFIUTI


Ecco le prime sconcertanti verità sul decreto rifiuti del 24 Maggio 2008.
Una prima analisi degli articoli 8 e 9 del decreto rifiuti del 24 maggio, evidenzia la estrema gravità delle scelte in materia di smaltimento dei rifiuti pericolosi. Giocare con la vita di una intera popolazione per favorire innominabili interessi economici.26 maggio 2008 - Comitato Allarme Rifiuti Tossici Gli artt 8 e 9 sono quelli della verità, sono quelli dove va ricercata la motivazione di tutto. Sia i termovalorizzatori e sia le discariche devono nascere con lo scopo ben preciso di bruciare o interrare (in discariche su cui non viene effettuata alcuna VIA) anche rifiuti pericolosi o non meglio specificati.
Le stesse ceneri tossiche, prodotte dalla combustione dei futuri inceneritori, che andrebbero conferite in discariche speciali, si prevede vengano sversate nei 10 siti stabiliti dal decreto: tutti dicono che l'inceneritore non fa male, nessuno che le ceneri prodotte sono vere e proprie bombe ecologiche.
I comma 2 dell'art 8 e 9 sono di portata criminale e per questo sono scritti in un modo scarsamente comprensibile. L'urgenza di aprire nuove discariche appare così una scusa con cui poter aggirare normative nazionali ed europee in tema di smaltimento rifiuti.
Ancora una volta sorge il dubbio che la crisi campana sia stata studiata a tavolino per avviare, con la scusa dell'emergenza, discariche ed inceneritori, col pericolo di affossare eventuali procedimenti in corso (si veda la vicenda Lo Uttaro) e far sparire dietro 2 commi di un decreto un po' di disastri ambientali pregressi.
Il business dei rifiuti tossici è il business per eccellenza, più del petrolio e del tabacco. Questi rifiuti pericolosi vengono prodotti tutti i giorni in ogni parte del mondo e in quantità mostruose: del loro smaltimento è in atto una rudimentale semplificazione ai danni della salute dei cittadini campani.
Di seguito gli articoli incriminati:
Art. 8, comma 2: In deroga alle disposizioni di cui all'articolo 2 del decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36, ed agli articoli 191 e 208 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e' autorizzato nella regione Campania, per un triennio rispetto al termine di cui al citato articolo 2, l'esercizio degli impianti in cui i rifiuti, aventi codice CER 19.12.10, 19.12.12, 19.05.01, 19.05.03, 20.03.01, sono scaricati e stoccati al fine di essere preparati per il successivo trasporto in un impianto di recupero, trattamento o smaltimento.
Art. 8, comma 3: E' prorogato per un triennio rispetto al termine di cui all'articolo 2 del decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36, lo stoccaggio dei rifiuti aventi codice CER 19.12.10, 19.12.12, 19.05.01, 19.05.03, 20.03.01, in attesa di smaltimento, nonche' il deposito dei rifiuti stessi presso qualsiasi area di deposito temporaneo.
Art. 9, comma 2: Gli impianti di cui al comma 1 sono autorizzati allo smaltimento dei rifiuti contraddistinti dai seguenti codici CER: 19.12.12; 19.05.01; 19.05.03; 20.03.01; 19.01.12; 19.01.14; 19.02.06; presso i suddetti impianti e' inoltre autorizzato lo smaltimento dei rifiuti contraddistinti dai seguenti codici CER: 19.01.11*; 19.01.13*; 19.02.05*, nonche' 19.12.11* per il solo parametro «idrocarburi totali», provenienti dagli impianti di selezione e trattamento dei rifiuti urbani, alla stregua delle previsioni derogatorie di cui all'articolo 18.
Come si legge, gli impianti individuati dal decreto sono autorizzati allo smaltimento dei rifiuti contraddistinti dai seguenti codici CER:
19.12.12:: altri rifiuti (compresi materiali misti) prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti, diversi da quelli di cui alla voce 19.12.11 (che sarebbe altri rifiuti. compresi i materiali misti, prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti, contenenti sostanze pericolose) [cmq previste sotto]
19.05.01: parte di rifiuti urbani e simili non compostata
19.05.03: compost fuori specifica
20.03.01: rifiuti dei mercati
19.01.12: ceneri pesanti e scorie, diverse da quelle di cui alla voce 19.01.11 (ceneri pesanti e scorie, contenenti sostanze pericolose) [cmq previste sotto]
19.01.14: ceneri leggere, diverse da quelle di cui alla voce 19.01.13 (ceneri leggere, contenenti sostanze pericolose) [cmq previste sotto]
19.02.06: fanghi prodotti da trattamenti chimico-fisici, diversi da quelli di cui alla voce 19.02.05 (fanghi prodotti da trattamenti chimico-fisici contenenti sostanze pericolose) [cmq previste sotto]
ed ancora:
19.01.11*: ceneri pesanti e scorie, contenenti sostanze pericolose (tipicamente ceneri prodotte dagli inceneritori)19.01.13*: ceneri leggere, contenenti sostanze pericolose (tipicamente ceneri prodotte dagli inceneritori, sono considerate pericolose e vengono solitamente smaltite in discariche speciali)19.02.05*: fanghi prodotti da trattamenti chimico-fisici contenenti sostanze pericolose19.12.11*: altri rifiuti (compresi i materiali misti) prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti, contenenti sostanze pericolose
Note:Il testo del decreto rifiutihttp://www.allarmerifiutitossici.org/articles/art_608.htmlPeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746

venerdì 30 maggio 2008

SI FA PRESTO A DIRE: ABOLIAMO L' I.C.I.


Il taglio della tassa sulla prima casa, lo sgravio fiscale sugli straordinari e un altro aiutino a Alitalia per tirare a campare. Vale tre miliardi di euro il decreto fiscale della nuova era Tremonti pubblicato oggi in Gazzetta Ufficiale e quindi in vigore. Soldi che tornano nella disponibilità delle famiglie ma che alle stesse famiglie vengono tolti in altri modi. La scure Tremonti infatti si è abbattuta su decine di fondi già stanziati, dal trasporto locale a quello per l'occupazione (165 milioni), dall'ammodernamento delle rete idrica nazionale a quello dedicato al recupero dei centri storici. Il ministro taglia, dove non serve, dove non c'è appeal, dove gli sembra uno spreco: fa scomparire il fondo anti violenza per le donne e quello per l'inclusione sociale degli immigrati, quello per l'abbattimento degli ecomostri e per il sostegno al trasporto ferroviario delle merci. E alla fine è difficile capire e trovare dove stia il vantaggio tra l'Ici recuperato e tutto il resto andato perduto. "Tremonti ha preso in mano la ramazza e ha spazzato via, alla cieca e in modo come minimo contraddittorio" denunciano al Loft. "Promette al sud il Ponte sullo Stretto che sarà pronto chissà quando e con quali soldi e intanto leva quegli interventi immediati su strade e ferrovie di cui Calabria e Sicilia hanno bisogno come dell'aria". L'opposizione alza la voce. Chiede conto dei tagli. E dopo lo scontro sul decreto salva Rete 4, i propositi di dialogo e larghe intese tra maggioranza e opposizioni saltano di nuovo.
I fondi contro la violenza contro le donne. Spazzati via venti milioni di euro
Sicilia e Calabria, tagli a strade e ferrovie. Il decreto fiscale si mangia mille e 432 milioni di euro.
La scure su trasporti locali e per le merci - Spariscono dal bilancio nazionale 721 milioni di euro destinati a rafforzare il trasporto locale, pubblico e su ferrovia, quel pacchetto di misure necessarie per limitare l'uso di mezzi privati, aiutare i pendolari, far diminuire i camion.
Tagli per 399 milioni in meno per l'ambiente. E' vero che i Verdi non sono più in Parlamento. Ma i tagli di Tremonti alla voce ambiente sono destinati a scatenare un putiferio.
Tecnologie, sport, immigrati, università e cultura: le altre Cenerentole. Forse in pochi piangeranno il taglio alle celebrazioni per la nascita di Giacomo Puccini (un milione e mezzo), al Fondo ordinario delle Università (48 milioni) e alla Formazione artistica e culturale (27). Sono però, questi, soldi che servono anche a tenere in vita le scuole di quartiere e per dare un'alternativa sociale e culturale a chi non se la può pagare di tasca propria. La scure Tremonti spazza via i milioni (95) per "la promozione dello sport di cittadinanza"

giovedì 29 maggio 2008

SICUREZZA A TUTTI I COSTI........QUANDO CI SI DEVE FERMARE?




L'immigrazione clandestina diventa reato: la linea dura annunciata dal Governo trova conferma nelle norme approvate dal Consiglio dei ministri a Napoli. Questo dopo i gravi episodi di intolleranza in tutto il Paese e le accuse di xenofobia giunte dalla Spagna. L’Italia è diventata un paese meno sicuro o sono timori infondati? Stiamo diventando intolleranti in nome della sicurezza? Fino a dove punto ci si deve spingere?

Dite la vostra

martedì 27 maggio 2008

AGGIORNAMENTO N. 5 DELLE CONDANNE DELL'UNIONE EUROPEA ALL'ITALIA


22 maggio 2008: l'emendamento salva Rete4 del Governo Barlusconi. Al Disegno di legge n. 6 della Camera, di conversione in legge del decreto-legge 8 aprile 2008, n. 59, recante disposizioni urgenti per l'attuazione di obblighi comunitari e l'esecuzione di sentenze della Corte di giustizia delle Comunità europee è stato aggiunto dal governo l'emendamento 8. 015 , che modifica il Testo unico della radiotelevisione: "Dopo l'articolo 8, aggiungere il seguente: "Art. 8-bis. - 1. L'articolo 15, comma 1, del decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, è sostituito dal seguente:
«1. Fatti salvi i criteri e le procedure specifici per la concessione dei diritti di uso delle radiofrequenze per la diffusione sonora e televisiva, previsti dal Codice delle comunicazioni elettroniche, di cui al decreto legislativo 1o agosto 2003, n. 259, in considerazione degli obiettivi di tutela del pluralismo e degli altri obiettivi di interesse generale, la disciplina per l'attività di operatore di rete su frequenze terrestri in tecnica digitale si conforma ai principi della direttiva 2002/77/CE della Commissione del 16 settembre 2002 e della direttiva 2002/20/CE del Parlamento europeo e delConsiglio del 7 marzo 2002 [1]. Tale attività è soggetta al regime dell'autorizzazione generale, ai sensi dell'articolo 25 del Codice delle comunicazioni elettroniche, di cui al decreto legislativo 1o agosto 2003, n. 259».
2. Le licenze individuali già rilasciate ai sensi della deliberazione dell'AGCOM n. 435/01/CONS, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono modificate, su iniziativa del Ministero dello sviluppo economico, allineandole alle disposizioni del presente articolo. È abrogato l'articolo 25, comma 12, della legge 3 maggio 2004, n. 112.
3. Fermo restando quanto stabilito dalla vigente normativa in materia di radiodiffusione televisiva, il trasferimento di frequenze tra due soggetti titolari di autorizzazione generale avviene nel rispetto dell'articolo 14 del Codice delle comunicazioni elettroniche, di cui al decreto legislativo 1o agosto 2003, n. 259, e successive modificazioni. La prosecuzione nell'esercizio degli impianti di trasmissione è consentita a tutti i soggetti che ne hanno titolo, anche ai sensi dell'articolo 23, comma 1, del decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, fino alla scadenza del termine previsto dalla legge per la conversione definitiva delle trasmissioni televisive in tecnica digitale, nel rispetto del programma per il passaggio definitivo alla trasmissione televisiva digitale di cui al comma 5 e dell'attuazione del Piano nazionale di assegnazione delle frequenze.
4. Nel corso della progressiva attuazione del piano di assegnazione delle frequenze televisive in tecnica digitale terrestre, nel rispetto del relativo programma di attuazione di cui all'articolo 42, comma 11, del decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, i diritti di uso delle frequenze per l'esercizio delle reti televisive digitali saranno assegnati, in base alle procedure definite dall'Autorità nella delibera n. 603/07/CONS e sue successive modificazioni e integrazioni, nel rispetto dei principi stabiliti dal diritto comunitario, basate su criteri obiettivi, proporzionati, trasparenti e non discriminatori.
5. Al fine di rispettare la previsione dell'articolo 2-bis, comma 5, del decreto-legge 23 gennaio 2001, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 marzo 2001, n. 66, e successive modificazioni, e di dare attuazione al piano di assegnazione delle frequenze, con decreto del Ministro dello sviluppo economico non avente natura regolamentare, d'intesa con l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, è definito, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, un programma per il passaggio definitivo alla trasmissione televisiva digitale terrestre con l'indicazione delle aree territoriali interessate e delle rispettive scadenze".
Il disegno di legge sarà oggetto di discussione nell'aula della Camera prima di essere votato per l'approvazione. La disciplina del settore radiotelevisivo in Italia è riepilogata in un post precedente. Leggi un riassunto della discussione alla Camera del 27 maggio 2008 proseguita nel pomeriggio.
27 maggio 2008 la Corte europea dei diritti dell'uomo condanna l'Italia a risarcire oltre un milione di euro. Nella causa n. 70573/01 la Corte europea dei diritti dell'uomo ha condannato l'Italia per le violazioni della Convenzione europea provocate da procedure amministrative e giudiziarie inique e lunghe. La vicenda è iniziata nel 1979 con l'esproprio di un terreno agricolo a Benevento ed è proseguita davanti ai giudici italiani fino al 2002 (Tribunale, Corte d'appello e Corte di cassazione). Con la sua sentenza la Corte europea ha condannato l'Italia a risarcire: un milione di euro a titolo di danno materiale, 12.000 euro ad ognuna delle quattro ricorrenti per danni morali e 10.000 euro complessivi per le spese.Leggi la sentenza in francese sul sito della Corte

venerdì 23 maggio 2008



LETTERA APERTA AI DEPUTATI DELL'ITALIA DEI VALORI

Gentile Onorevole
Come penso lei sappia il CNR ( consiglio nazionale delle ricerche) ha studiato, costruito e messo in esercizio un sistema di smaltimento dei rifiuti denominato THOR. (Total house waste recycling - riciclaggio completo dei rifiuti domestici)
Questo sistema italiano riesce a smaltire 8 tonnellate di rifiuti indifferenziati in un ora è carrellabile e quindi facilmente trasportabile e si autoalimenta.
In Sicilia e precisamente a Messina, ne è attivo uno che funziona perfettamente sia per lo smaltimento dei rifiuti che per la produzione di acqua potabile.
Sul sito del CNR all’indirizzo: http://www.cnr.it/cnr/news/CnrNews.html?IDn=1758
c’è la descrizione analitica e progettuale dei sistema.
Mi chiedo come mai questo sistema ideato da un organismo pubblico qual è il CNR non è stato utilizzato né per l’emergenza rifiuti in Campania né normalmente nei comuni italiani visto anche il prezzo non è eccessivamente oneroso in funzione del servizio svolto.
Ma quello che più mi delude e che a questo sistema non è mai stato dato alcun risalto da nessun organo di informazione ; deduco che questa mancata informazione è stata forse dettata da interessi economici legati all’emergenza rifiuti in Campania e più in generale al problema dello smaltimento dei rifiuti, ma questa rimane una mia personalissima opinione.
Come simpatizzante dell’IDV Le chiedo, come ho già fatto in un precedente commento , che venga attivata in sede parlamentare una interpellanza al ministro On. Prestigiacomo competente in materia di politiche ambientali , per chiedere le motivazioni sul mancato utilizzo del sistema THOR sia nell’emergenza campana e più in generale sulla mancata informazione alle strutture centrali e periferiche dello stato sull’ esistenza di questo impianto di smaltimento.
Nell’augurarle un buon lavoro resto in attesa di sollecita risposta alla presente.
Domenico D’Orazio

spedita a:
Francesco Barbato

Antonio Borghesi
Renato Cambursano
Gabriele Cimadoro
Carlo Costantini
Anita Di Giuseppe
Antonio Di Pietro
Massimo Donadi
Fabio Evangelisti
David Favia
Aniello Formisano
Giuseppe Giulietti
Ignazio Messina
Aurelio Misiti
Carlo Monai
Silvana Mura

Leoluca Orlando
Giovanni Paladini
Antonio Palagiano
Federico Palomba
Sergio Piffari
Giuseppe Pisicchio
Gaetano Porcino
Americo Porfidia
Antonio Razzi
Ivan Rota
Domenico Scilipoti
Jean-Leonard Touadi
Pierfelice Zazzera


Aggiornamento post del 24.05.2008

Riporto le risposte pervenute da parte dei deputati dell IDV:

On. Fabio Evangelisti:

Caro Domenico, intanto La ringrazio per l'attenzione che presta a me e all'Italia dei Valori. Per la questione specifica che Lei mi sottopone ho provveduto ad informarne il collega On. Aurelio Misiti che ha di certo molte più competenze di me per entrare nel merito della questione. Personalmente, come ho scritto anche all'amico Santoro di Siena che mi ha segnalato il sito http://www.cnr.it/cnr/news/CnrNews?IDn=1758 resto un tantino scettico quando, a fronte di problemi tanto complessi, si propongono soluzioni fin troppo semplici...

On. Aniello Formisano:

Gent.le Sig. D’Orazio,da quello che ho potuto appurare la notizia della nascita del Sistema Thor è molto recente (7 gennaio 2008), leggendo sul sito del CNR mi rendo conto dell’importanza del lavoro effettuato e quali vantaggi possano derivarne, soprattutto con la situazione Campania che presto sarà comune anche ad altre regioni italiane. Essendo il CNR, comunque, un organo di ricerca dello Stato penso che tra non molto, se le promesse si concretizzano in una reale fattibilità, saranno le stesse istituzioni a porlo in essere. Per conto mio La invito a prendere contatto con il nostro responsabile del Dipartimento Ambiente ed Energia Giuseppe Vatinno, (e-mail: gvatinno@libero.it) e Le assicuro che l’IDV seguirà attentamente l’evolversi del progetto.
On. Amedo Porfida:

Gent.mo dott. Domenico D'Orazio,ho letto con molta attenzione la Sua e-mail che tratta del sistema THOR per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani;è un'argomento interessante e di grande attualità nella mia Regione; anzi in qualità di sindaco di un Comune Casertano (Recale), sto vivendo direttamente il dramma dellaimpossibilità di chiudere il ciclo dei rifiuti solidi urbani per mancanza di impianti di smaltimento territoriali.Pertanto La ringrazio per l'ulteriore stimolo che ha voluto darmi nel trattare questo argomento che porterò all'attenzione, se non Le dispiace, anche del mio amico Antonio Malorni cel C.N.R. Campano, a cui chiederò un giudizio tecnico sul sistema THOR e se Lei lo gradirà anche un confronto tecnico.Per il momento Le invio cordiali saluti con l'impegno di risentirci al più presto.

mercoledì 21 maggio 2008


«Giudici, d'ora in poi dovete lavorare meno». Non si tratta di una battuta, né di una provocazione: lo disponde la circolare inviata a tutti i magistrati dal presidente del Tribunale di Venezia. Non c'è personale nelle cancellerie e quindi è inutile convocare udienze che nessun segretario verbalizzerà. Per questo il presidente Attilio Passanante ha chiesto ai magistrati di ridurre la durata delle udienze, diminuire il numero di fascicoli per ciascuna udienza e di scegliere la data per processi e decisioni «non a breve termine». In pratica, ha consigliato di fare tutto ciò che serve per rendere più lenti i processi. E questo vale sia per i giudici penali che per quelli civili. Così ci sarà ancora meno giustizia e sempre più in ritardo.Passanante motiva la sua clamorosa decisione con la crisi negli organici del personale: a Venezia manca un quarto dei cancellieri. Per esempio ci sono solo 18 assistenti giudiziari contro i 28 previsti. Ma anche di quelli formalmente in servizio, molti sono in part-time o restano a casa per gravidanze, infortuni e distacchi. In più, scrive il presidente del Tribunale, mancano «adeguati strumenti informatici»: non ci sono pc funzionanti. Anche il consorzio di stenotipisti che trascrive udienze e deposizioni attende da un anno di ricevere i pagamenti dal ministero: in molti processi adesso i verbali si redigono a penna. Una disfatta. Che avviene nel cuore del Nord Est. A ottobre L'espresso dedicò alle condizioni del tribunale di Venezia l'inchiesta di copertina, ma le cose sono ancora peggiorate. Chissà poi cosa accadrà quando bisognerà smaltire pure i processi per il nuovo reato di immigrazione clandestina.

Non ha ancora iniziato ad operare (nell’interesse dell’intera nazione come ha giurato davanti al Capo dello Stato), e già nel primo provvedimento che intende adottare sta inserendo una sanatoria che in primo luogo permetterà a lui stesso di sfuggire per l’ennesima volta ai processi che lo riguardano.
E’ una sanatoria che permette a chi è imputato per reati commessi prima del 31.12.2001 di chiedere la sospensione del dibattimento per due mesi per poter valutare se fruire del patteggiamento. Tra le persone a cui si renderebbe applicabile la norma –guarda un po’ – c’è anche lo stesso Berlusconi per il processo che lo vede accusato di corruzione in atti giudiziari nella vicenda dell’avvocato inglese David Mills. La vicenda si riferisce ad una lettera in mano ai magistrati che egli stesso aveva scritto al proprio commercialista, nella quale spiegava la provenienza di 600.000 dollari che l'accusa ritiene siano stati il compenso prezzo per dichiarazioni false in due processi milanesi a carico dello stesso Berlusconi. Nella lettera al commercialista , datata 2 febbraio 2004, l'avvocato scriveva: "Io mi sono tenuto in stretto contatto con le persone di B. e loro conoscevano la mia situazione. Erano consapevoli, in particolare, di come i miei soci si fossero intascati la maggior parte del dividendo; sapevano bene che il modo in cui io avevo reso la mia testimonianza (non ho mentito ma ho superato momenti difficili, per dirla in modo delicato) avesse tenuto Mr.B fuori da un mare di guai nei quali l'avrei gettato se solo avessi detto tutto quello che sapevo".

sabato 17 maggio 2008

AGGIORNAMENTO N.4 SULLE CONDANNE ALL'ITALIA DELLA COMMISSIONE EUROPEA


Il 15 maggio 2008 la Corte di giustizia delle comunità europee ha stabilito che "a seguito dell’adozione e dell’applicazione, da parte della Regione Liguria, di una normativa che autorizza deroghe al regime di protezione degli uccelli selvatici senza rispettare le condizioni stabilite all’art. 9 della direttiva del Consiglio 2 aprile 1979, 79/409/CEE, concernente la conservazione degli uccelli selvatici, la Repubblica italiana è venuta meno agli obblighi che le incombono in forza di quest’ultima. La Repubblica italiana è condannata alle spese, ivi comprese quelle relative al procedimento sommario."Leggi la sentenza C- 503/06 sul sito della Corte di giustizia

venerdì 16 maggio 2008

LA FOTO DELLA SETTIMANA....

E che dire di questo? La ditta Plastil snc, via Euclide 12 - Forlì - produce sacchetti di plastica per negozi e boutiques e nella sua pubblicità ci mette a parte di una miniera di saggezza: “Regalatevi tanta energia portando questo splendido oggetto all’inceneritore.” Per la salute, garantisce, magari, il professor Veronesi con il plauso entusiasta di Vespa, Augias, Mentana e di tanti altri maestri di pensiero. Grazie Plastil, anche da parte delle tante multiutility: ci mancavi! Chiunque voglia congratularsi con l'Azienda, può telefonare al numero 0543 700490.

BASTA CON I CONTRIBUTI EUROPEI A FONDO PERDUTO


Una pioggia di 12 milioni di euro in pochi giorni, quando già si annusava il vento delle elezioni politiche nazionali e regionali siciliane. Sotto forma di assegni personali. A tante donne di famiglie con basso reddito. Motivo? Per aiutare coloro che hanno bisogno, naturalmente. Con una pennellata teorica da nouveau économiste: quei soldi avrebbero innescato il circuito virtuoso dell'innalzamento dei consumi che danno ossigeno al mercato.I 12milioni sono dell'Unione europea. Tanti per questa elemosina da sottogoverno in vista delle elezioni. Ma una briciola in termini relativi, se si pensa che nel periodo 2000-2006, da Bruxelles alla Sicilia c'è stato un fiume finanziario di oltre 8 miliardi: fondi per l'agricoltura, per l'industria, per la pesca, quelli per il sociale, per il lavoro, per la formazione. Una politica generosa, quella dell'Ue, che distribuisce fondi a tutte le regioni dei paesi che fanno parte della grande nazione Europa per colmare le differenze nel reddito e nello sviluppo.
Se Sicilia e Calabria hanno il primato per le frodi comunitarie non può certo derivare da ragioni antropologiche, ma da mancanza di regole e da insufficienza di controlli. Beniamino Donnici, calabrese ed eletto con Italia dei Valori, ha partecipato alla missione della commissione controllo bilanci del Parlamento Ue. Leggi tutta la scheda

giovedì 15 maggio 2008

LA RESA DEI CONTI TRA NORD E SUD


È stata la parola magica che ha fatto vincere le elezioni alla Lega. E che ora però potrebbe creare forti tensioni all'interno del nuovo governo. Il federalismo fiscale è un'espressione che tutti hanno nelle orecchie, ma poi cosa significhi nella pratica nessuno ce l'ha ben chiaro. Tranne forse qualche estremista in camicia verde che, senza troppi giri di parole, vorrebbe solo tagliare tutti i fondi al Sud. Per diradare le nebbie su quest'argomento, a giugno scorso la Lombardia ha approvato una proposta di legge che è subito diventata il cavallo di battaglia del Carroccio. E che prevede di trattenere nei territori l'80 per cento dell'Iva, il 15 per cento dell'Irpef, più tutte le accise e le imposte su carburanti, tabacchi, giochi e lotterie. Una partita da una quindicina di miliardi da incassare direttamente, senza passare, come accade oggi, attraverso la ridistribuzione delle risorse fatta dallo Stato. Per capire subito chi ci guadagna e chi ci perde basta confrontare pochi dati: l'Iva della Lombardia vale quasi 24 miliardi e mezzo di euro, quella della Calabria 201 milioni. Stesso discorso per l'Irpef: 28 miliardi a fronte di due miliardi cento milioni. Ma la sorpresa arriva, grazie ai dati elaborati da Agicos e dalla Federazione italiana tabaccai, anche sul versante dei "vizi". Giocare al videopoker o fare la schedina del Superenalotto farebbe entrare nelle casse del governatore Formigoni un miliardo trecento milioni, mentre il suo collega Loiero dovrebbe accontentarsi di 172 milioni. Solo di accise sui tabacchi, poi, alla Lombardia andrebbero un miliardo ottocento milioni, alla Calabria 421 milioni. "Il progetto di legge lombarda" dice l'economista Tito Boeri, professore alla Bocconi di Milano e animatore di lavoce. info, "prevede anche un limite superiore, fissato nel 50 per cento della capacità fiscale, alla cosiddetta perequazione, cioè alla possibilità di trasferire le risorse dalle regioni più forti a quelle più deboli...".

mercoledì 14 maggio 2008

AGGIORNAMENTO CONDANNE COMMISSIONE EUROEPA ALL'ITALIA

8 maggio 2008: la Corte di giustizia conferma l'illegittimità degli aiuti di stato italiani alla s.p.a. Ferriere Nord.
E'stata respinta anche dalla Corte, oltre che dal Tribunale di primo grado, la richiesta di annullamento della decisione della Commissione che dichiarava illegittimi gli aiuti di stato italiani erogati nel 1998 alla società Ferriere Nord s.p.a. (per produrre reti metalliche elettrosaldate con tecnologie avanzate). L'Italia è intervenuta a sostegno dell'impresa ricorrente, ma la Corte ha comunque rigettato l'impugnazione (C-49/05 P). L'ammodernamento della Ferriere Nord era stato finanziato con un contributo pubblico regionale destinato agli interventi migliorativi della resa ambientale dei procedimenti industriali. Ma la Commissione lo aveva ritenuto nient'altro che un investimento "destinato a migliorare la competitività dell’impresa e a sostituire un vecchio impianto,... motivato essenzialmente da ragioni economiche, che sarebbe stato realizzato in ogni caso e non giustificava quindi la concessione di un aiuto a titolo di tutela dell’ambiente." In sostanza, le finalità ambientali dell'investimento non sono state dimostrate e gli organi comunitari hanno ritenuto illegittima l'erogazione all'azienda, da parte della Regione Friuli Venezia Giulia, di un aiuto di stato di oltre 850.000 €. Lo stato italiano dovrà ora eseguire la sentenza recuperando la somma.( PRATICAMENTE MAI)

martedì 13 maggio 2008

REGIONE CAMPANIA ...CONSULENZE AI FUNERALII

Il consulente ai funerali? Può sembrare assurdo, ma c'è anche questo incarico. E forse, alla luce della situazione politica in Campania descritta nell'inchiesta di copertina de L'espresso, tra le tante consulenze assegnate dal Consiglio regionale questa è la più azzeccata. L'elenco comprende ben 152 nomine con la spesa di un milione di euro. L'avvocato che darà consigli sulla deontologia delle pompe funebri riceverà 3.000 euro. Per il sostegno e la valorizzazione delle piccole librerie interverrà un ingegnere, pagato con 7.000 euro. Altri 5.000 invece voleranno via per dare consigli sulla vigilanza delle spiagge libere. Notevole anche l'istituzione di una consula delle confessioni religiose con consulenza da 4500 euro o i mille euro per un'analisi delle proposte normative sui biodisel. Sorprende poi che l'assessore all'Ambiente del Comune di Salerno si faccia versare 5 mila euro per pareri sulla legislazione ambientale: è un esponente dei Verdi, forse avrebbe potuto rinunciare al compenso. Solo tredici incarichi non prevedono soldi. Ed è difficile pensare che una struttura sterminata come la Regione Campania non disponga di tecnici e professionisti interni a cui affidare le stesse mansioni. Ma al Corriere del Mezzogiorno, il presidente del Consiglio regionale ha difeso le scelte: «Abbiamo tagliato le spese del 30 per cento«. Di chi si tratta? Di Sandra Lonardo Mastella, tornata al suo posto dopo la scarcerazione

FORZA CLEMENTINA........NON SARAI MAI SOLA


Il gip Clementina Forleo deve andare via da Milano per "incompatibilità ambientale". Lo ha stabilito ieri pomeriggio la prima commissione del consiglio superiore della magistratura chiedendo quindi il trasferimento d'ufficio. Sulla decisione, però, i togati si sono spaccati: solo tre hanno votato a favore (il togato di Unicost Fabio Roia e i laici di entrambi gli schieramenti, Gianfranco Anedda del centrodestra e Letizia Vacca del centrosinistra). Il presidente della commissione Antonio Patrono ha invece votato per la proposta di archiviare il caso, visto che la Forleo dovrebbe lasciare a breve il suo incarico di gip nel capoluogo lombardo per oltrepassato limite di 10 anni previsto per quelle funzioni; si sono invece astenuti i togati Livio Pepino di Magistratura democratica e Mario Fresa del Movimento per la giustizia. La procedura di trasferimento era stata aperta nei confronti della Forleo lo scorso dicembre. Il gip milanese era finito sotto accusa per avere creato allarme nella pubblica opinione denunciando presunte pressioni istituzionali, rimaste peraltro prive di riscontro, nella conduzione delle inchieste sulle scalate bancarie, e di avere interferito nell'attività dei pm milanesi impegnati nelle indagini. "Sono stupita e mi auguro che il plenum riveda questa decisione", ha commentato a caldo la Forleo. "Qualora dovesse essere confermata dal plenum e dagli organi amministrativi - ha aggiunto la Forleo - continuerò a fare il mio lavoro in qualunque tribunale d'Italia con dignità e a testa alta, a differenza di tanti altri". Il giudice, ha poi fatto sapere il procuratore aggiunto di Torino Maurizio Laudi che ha sostenuto la difesa del gip davanti al Csm, rimane comunque "convinta dell'insussistenza di ragioni che possano giustificare un suo trasferimento". Laudi ha anche sottolineato di essere soddisfatto perchè "dall'iniziale unanimità la commissione è giunta ad un voto differenziato; è stata pure esclusa l'incompatibilità funzionale e ciò significa che c'è la piena legittimazione della dottoressa Forleo a continuare a svolgere le sue attuali funzioni di giudice". La decisione finale sulla sorte del giudice spetta ora al plenum dell'organo di autogoverno della magistratura, che si dovrebbe riunire tra una ventina di giorni o al massimo tra un mese. Per ora i numeri sono sfavorevoli alla Forleo: se infatti in plenum si riproponessero gli stessi schieramenti che ci sono stati in Commissione, il trasferimento d'ufficio per incompatibilità ambientale sarebbe inevitabile. Anche in extremis il gip potrebbe però evitare il trasferimento d'ufficio per incompatibilità, se prima della pronuncia del plenum, chiedesse lei stessa di andare via da Milano.
E' sempre attiva la petizione a favore della Forleo a fianco trovate il link per la firma. NON ABBANDONIAMO CLEMENTINA!

lunedì 12 maggio 2008

WI-FI UN SEGNALE DI ALLARME


E' la nuova alta tecnologia per la connessione a Internet. Senza fili, senza modem, solo onde radio che si trasmettono attraverso una rete di piccole antenne. Le e-mail, i siti web, i film, si diffonderanno capillarmente per i cieli. L'esplosione dell'utilizzo dei mezzi wi-fi presto diventerà inevitabile, ma c'è un problema. Le radiazioni elettromagnetiche! Uno smog invisibile! La domanda è: sta danneggiando la nostra salute?

Sir William Stewart ha un curriculum che potrebbe essere ignorato solo da un politico arrogante. è stato a Capo dei Consulenti Scientifici di Margaret Tatcher, e poi chiamato dal governo di Tony Blair nel 2000 per esaminare l'impatto sulla salute dei telefoni cellulari e delle antenne. Dopo averne studiato gli effetti per un anno, non ha potuto escludere la possibilità che causino danni alla salute ed ha dichiarato:
Prima di tutto ci potrebbero essere dei disturbi delle funzioni cognitive. Poi ci sono indizi che le radiazioni potrebbero provocare tumori. Terzo, sono state riscontate mutazioni della struttura molecolare della cellul.
Report nella sua trasmissione di domenica ha evidenziato come le le onde emesse da un ripetitore di telefonia mibile e un router WI-FI queste ultime risultano essere 300 volte piu superiori a quelle emnesse dai ripetitori di telefonia mobile.
Interessante sono alcune risposte rilasciate da scienziatiche alle domenade di Paul Kenyon giornalista della BBC riporto integralmente:

PAUL KENYON ( giornalista BBC) : Lei permetterebbe ai suoi bambini di star seduti per ore davanti a un computer con tecnologia wi-fi quando vanno a scuola?
HENRY LAI -UNIVERSITA' DI WASHINGTON-SEATTLEE': una domanda dura, io credo di no. Io limiterei l'esposizione a questo tipo di radiazioni.
GERD OBERFELD-MINISTERO SANITA' PUBBLICA-SALISBURGO: Io raccomanderei ai genitori di dire alla scuole di rimuovere il wi-fi o altrimenti di cambiare scuola.
Sta di fatto che mentre da noi si sta scatenando la guerra per le licenze d'uso per il WI-FI le biblioteche pubbliche del comune di Parigi hanno sospeso il segnale wifi perch il personale e utenti dopo l'installazione hanno accusato dolori muscolari e insonnia e vertigini. In Canada il rettore dell'Università dell'Ontario ha cablato il campus con fibre ottiche e disattivato le centraline wi-fi. In tutte le scuole di Francoforte è stato vietato per un anno, hanno cominciato a cablarne, dopodich liberi di utilizzare un mezzo o l'altro. e il governo Merkel ha chiesto ai tedeschi di privilegiare l'accesso via cavo, e comunque di stare esposti il meno possibile finch non se ne saprà di più.

Qual è invece la posizione dell'Italia visto che anche noi si sta espandendo a vista d'occhio? Secondo l'istituto superiore di sanità dice "non c'è problema, ma bisogna continuare a monitorare la situazione". Secondo Il CNR bisogna adottare il "principio di cautela" se ne sa troppo poco, e poi aggiungono visto che sono stati spesi tanti soldi per cablare le città con fibra ottica, più sicura, meno inquinante e che garantisce lo stesso servizio, perch abbandonare questo sistema per adottare poi quello via etere? è vero che sono state stabilite delle soglie, ma la somma delle fonti a cui siamo esposti aumenta : telefonino, wifi, antenne dei ripetitori, eccetera. A piccole dosi nulla fa male, c'hanno sempre raccontato così, il problema, per tutto, è sempre la quantità.

Tutto il reportage su:


sabato 10 maggio 2008

AGGIORNAMENTO CONDANNE DELLA COMMISSIONE EUROPEA ALL'ITALIA


Il 6 maggio 2008 la Commissione europea ha inviato una richiesta formale all'Italia concernente l'affidamento di appalti di servizi di igiene urbana e di gestione di farmacie da parte del Comune di Rocca Priora. La richiesta formale è stata inviata sotto forma di "parere motivato", e costituisce la seconda fase della procedura di infrazione di cui all'articolo 226 del trattato CE. In mancanza di una risposta soddisfacente entro due mesi, la Commissione rinvierà la questione alla Corte europea di giustizia.Leggi il comunicato della CommissioneLo stesso giorno la La Commissione ha deciso di deferire l'Italia alla Corte di giustizia delle Comunità europee per non aver attuato integralmente la direttiva sui requisiti di pubblicità delle società quotate e non quotate. Leggi il comunicato della Commissione;

La Commissione è in procinto di inviare anche all'Italia una diffida scritta per il mancato rilascio delle autorizzazioni previste per gli impianti industriali dalla direttiva sulla prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento (direttiva IPPC). La direttiva intende prevenire e limitare le emissioni industriali in atmosfera, nelle acque e nel suolo. Gli Stati membri dovevano rilasciare le autorizzazioni nuove o rivedere ed eventualmente aggiornare quelle esistenti entro il 30 ottobre 2007 per gli impianti industriali in esercizio prima del 30 ottobre 1999.Leggi il comunicato della Commissione

Sempre il 6 maggio la Commissione ha reso noto anche un ulteriore provvedimento, con cui prosegue la sua azione a carico dell'Italia in due casi di violazione della legislazione UE sulla protezione della salute umana e dell'ambiente contro i rischi derivanti dai rifiuti: 1) la Commissione si accinge ad adire la Corte di giustizia delle Comunità europee contro l'Italia in merito all'emergenza rifiuti a Napoli e in Campania; 2) si appresta inoltre a inviare all'Italia un primo avvertimento scritto per la mancata esecuzione nel Lazio della sentenza con cui la Corte di giustizia ha sancito che l'Italia è venuta meno all'obbligo di adottare piani regionali di gestione dei rifiuti. Nel secondo caso, se l'Italia non si conformerà, la Commissione ha il potere di chiedere alla Corte l'imposizione di ammende.Leggi il comunicato della Commissione

GLI ITALIANI E IL FISCO

PER CHI VUOLE CURIOSARE
Le dichiarazioni dei redditi del 2005 di molte città si possono trovare su Emule (è un programma di file sharing che dovrete scaricare) in file di testo scrivendo nella barra di ricerca p-2005 .

giovedì 8 maggio 2008

FEDELTA ALLA REPUBBLICA ITALIANA

Umberto Bossi è Ministro della Repubblica. Ha giurato fedeltà alla Repubblica Italiana. Durante un comizio a Venezia ad una cittadina che sventolava il tricolore ha urlato: “Quella buttala nel cesso!”
Roberto Calderoli è Ministro della Repubblica. Ha giurato fedeltà alla Repubblica Italiana. Ha definito “una porcata” la vigente legge elettorale di cui è autore. Nel 2006 dovette dimettersi da Ministro dopo le tensioni internazionali (e gli 11 morti) causate da una sua presa in giro di Maometto.
Mara Carfagna è Ministro della Repubblica. E’ una “velina prestata alla politica”. I maligni si soffermano sul gossip e ricordano quando la ex miss Italia mancata (giunse sesta) fu oggetto delle galanterie del Cavaliere al punto da scatenare l'ira della signora Veronica Lario quando il marito, in diretta tv, rivelò che avrebbe sposato subito la sua pupilla ex soubrette se non fosse già impegnato.
A questi campioni aggiungiamo il Presidente del Consiglio Berlusconi. Ha giurato fedeltà alla Repubblica Italiana. E’ implicato in decine di inchieste giudiziarie alle quali cerca di sfuggire (purtroppo riuscendoci) da 15 anni a questa parte. E’ “pregiudicato e spergiuro”. E’ stato infatti accertato (non è mai stato assolto) che ha dichiarato il falso sotto giuramento ai giudici di Venezia che lo interrogavano sulla sua appartenenza alla P2. Ma che bella compagnia!
Conclusione. Quale credibilità può avere un governo del genere? Quale rispetto possiamo attenderci nel contesto politico internazionale?

L'ITALIA PAESE DEI PARADOSSI

Una monovolume sette posti, lunga più di cinque metri, che pesa due tonnellate e che ha un possente motore 2800? Adatta ai neopatentati. Una Smart di 2,7 metri, di 750 kg e spinta da un microscopico 3 cilindri di 1000 cc? Vietata. Sembra uno scherzo ma è quello che stabilisce la nuova legge sui neofiti del volante che dal prossimo primo luglio getterà definitivamente nel ridicolo la nostra legislazione in tema di mobilità. Il caso maxi monovolume-Smart, infatti, non è l'unico "bug" della normativa ma solo un piccolo esempio: c'è la nuova Fiat 500 vietata in qualsiasi versione e con qualsiasi motore, mentre il vecchio modello (privo di airbag, abs e cinture di sicurezza) è giudicato adatto. C'è la piccola Citroen C1 a benzina (con le sue gemelle Toyota Aygo e Peugeot 107) vietata. E ci sono tantissime altre piccole, dalla Matiz 1000 a tutte le Mini completamente off limits. In compenso l'elenco delle auto "possibili" comprende colossi di fuoristrada come la Nissan Patrol, la Land Rover Defender o la Mitsubishi Pajero 3200. Fino ad arrivare a macchine del valore di 40 mila euro.
Una follia, insomma, che deriva dalla puerile semplificazione di vietare per un anno tutte le auto con una potenza specifica (riferita alla tara) di 50 kW per tonnellata.

martedì 6 maggio 2008

NON ARRENDIAMOCI


PER TUTTI I CITTADINI DI ROMA ECCO IL LINK DEL COMUNE DI ROMA DOVE E' VISIBILE LO SCEMPIO CHE SI STA CONSUMANDO A DANNO DELLA NOSTRA CITTA:
LA CITTA' E' NOSTRA NON DEI PALAZZINARI COME CALTAGIRONE- VIANINI- SCARPELLINI MANDIAMO E MAIL DI PROTESTA AL SINDACO ALEMANNO LE CENTRALITA' NON ESISTONO ESISTONO SOLO MILIONI DI METRI CUBI DI CEMENTO A DISCAPITO DELLA NOSTRA SALUTE.

LO SCEMPIO DI ROMA



Lo scorso febbraio, il consiglio comunale di Roma ha approvato il nuovo piano regolatore. Le previsioni parlano di nuovi edifici con zone di terziario le cosiddette: centralità metropolitane.
La banda Rutelli/Veltroni con la complicità del bamboccio Roberto Morassut ex consigliere comunale all’urbanistica del Comune di Roma oggi deputato nelle file del PD hanno regalato a Roma,una città che da sola ha più importante patrimonio culturale dell'umanità, 70 milioni di metri cubi di cemento su un territorio di 11-15 mila ettari.
L'ex assessore all'urbanistica Morassut ora deputato dice " il pubblico non ce la fa a vigilare perché siamo dentro ad una giungla dove si combatte a colpi di macete". Roma ha 2 milioni e mezzo di abitanti, e sono almeno 400 tra fra tecnici ingegneri e personale amministrativo che lavorano agli assessorati all'urbanistica di provincia, comune e regione. E LUI CHE DICE? " il pubblico non ce la fa a vigilare perché siamo dentro ad una giungla dove si combatte a colpi di macete"
Ma la cosa più vergognosa e chela banda bassotti ha messo in atto un vero scempio di Roma con lo strumento dell'accordo di programma.
Con questo sistema, cioè l'uso dell'accordo di programma, tra comune e costruttori, si può conservare, variare, aumentare, cambiare destinazione ad alcune previsioni del vecchio piano regolatore e quindi in buona sostanza le regole saltano. Quindi i costruttori aumentano la cubatura delle abitazioni in cambio di soldi che il comune dovrebbe utilizzare per incrementare i trasporti
In poche parole io Comune ti aumento la cubatura edificabile in barba al piano regolatore e tu costruttore mi dai in cambio i soldi che io forse spendero' per le infrastrutture
Ecco che allora per la zona Bufalotta applicando l’accordo di programma il Comune scambia i trasporti con le case e i costruttori non fanno più i servizi di qualità come erano previsti nelle centralità metropolitane . I costruttori versano in cambio dell'aumento della cubatura edificabile, 80 milioni di euro, con i quali il Comune prolungherà la metropolitana B1 fino a Bufalotta. Peccato che, per il prolungamento, non ci sia ancora il progetto e che per i 4 nuovi chilometri di metrò occorreranno 600 milioni di euro. Pero intanto i costruttori hanno aumentato la cubatura e la metro non arriverà mai.
Una cosa sola è certa: tra 5 anni continuando questo sviluppo incontrastato delle abitazioni Roma sarà paralizzata, che Mortassut è stato eletto deputato Veltroni è capo del PD e deputato e Rutelli trombato da sindaco siede in parlamento, e noi poveri cittadini dovremmo ancora patire le pene dell’inferno per mezzi pubblici che non funzionano, la qualità dell’aria ormai irrespirabile,prezzi delle abitazioni proibitive e chi più ne ha più ne metta.
Per chi vuole vedere la trascrizione della puntata di Report sulle centralità metropolitane clicchi il link:
http://www.report.rai.it/R2_HPprogramma/0,,243,00.html
p.s. leggete bene quello che dice Morassut

domenica 4 maggio 2008

PUBBLICAZIONE DEI REDDITI

FORSE NON TUTTI SANNO CHE.....
Il decreto del Presidente della Repubblica del 29 settembre 1973 n.600 stabilisce l'obbligo di formazione, per ciascun Comune, degli elenchi nominativi dei contribuenti. Un obbligo che riguarda anche i contribuenti Iva. http://www.filodiritto.com/diritto/pubblico/tributario/leggetributario4.htm
Il garante sulla privacy e il codacons farebbero bene ad interessarsi di problemi più seri.
Per me che non ho problemi e niente da nascondere la pubblicazione del mio reddito su internet non mi crea nessun danno .....il problema nasce per chi evade, ruba e non dichiara tutto al fisco e magari va a prendere i figli a scuola con il SUV.


ALLA CORTE DEI PRIVILEGI


La carica di giudice costituzionale è molto ambita. Non a caso per scegliere quelli di nomina parlamentare i partiti si azzuffano per anni. A causa certo della delicatezza del ruolo, visto che la Consulta è chiamata a pronunciarsi sulla costituzionalità delle leggi, a decidere sui conflitti di attribuzione tra i poteri dello Stato, ad ammettere o respingere le richieste di referendum. Ma anche per la grande appetibilità dell'incarico, per il quale scendono in pista parlamentari di grido, docenti di chiara fama, illustri giuristi e principi del foro. Tutti desiderosi di scalare il colle del Quirinale dove ha sede la Consulta e di conquistare lo scranno. Che non significa solo indossare la toga suprema tra le alte magistrature della Repubblica, ma anche aggiudicarsi appannaggi e benefits principeschi. A cominciare dallo stipendio. Quanto guadagnano i designati? 416 mila euro lordi nel caso del semplice giudice, addirittura 500 mila il presidente. Una cifra che fa impallidire il compenso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, inchiodato a 218 mila euro e umilia quello del presidente del Consiglio uscente Romano Prodi che, sommando indennità parlamentare (146 mila euro), stipendio da premier (altri 55 mila) e indennità di funzione (poco più di 11 mila) è riuscito a malapena a superare i 210 mila euro l'anno. Ma alla Corte costituzionale gli alti livelli retributivi non portano benefici solo per i nove anni previsti dal mandato. Scaricano effetti miracolosi anche sulla liquidazione e il trattamento pensionistico dei magistrati. Anche nei casi di cessazione anticipata dall'incarico.
E per finire dobbiamo sapere che La Corte costituzionale costa ogni anno circa 50 milioni di euro. A parte la modesta entrata legata alla vendita di sue pubblicazioni (7 mila 800 euro), tra le voci attive di bilancio ci sono solo le ritenute del trattamento di quiescenza sulle retribuzioni del personale (900 mila euro) e quelle dei giudici (450 mila). Per il resto si regge completamente sul contributo dello Stato che per il 2007 è stato di circa 46 milioni di euro (47 milioni nel 2008).

giovedì 1 maggio 2008


L'altro giorno l'Agenzia delle Entrate ha reso pubbliche le dichiarazioni dei redditi del 2005 dei contribuenti italiani. Così prevede una legge fin qui mai applicata. Oggi il Garante per la Privacy ha sospeso l'accesso al sito. L'articolo 53 della nostra Costituzione afferma che: "Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva". Dunque dichiarare i propri redditi è un obbligo imposto dalla Costituzione. Se è così ogni contribuente deve avere il diritto di conoscere quanto viene dichiarato dagli altri. Solo così vi può essere un giusto controllo sociale. Di fronte a questo diritto all'informazione non può essere opposto alcun principio di privacy. La legge non può tutelare la "privacy" di potenziali evasori. E chi fa il suo dovere non può avere nulla da nascondere e quindi non può essere in alcun modo danneggiato dalla pubblicazione di quanto ha dichiarato al fisco. Ognuno di noi ha il diritto di sapere se il suo vicino di casa, che magari ha un tenore di vita visibilmente più elevato, assolve al suo obbligo di contribuire pagando più tasse. Senza trasparenza non ci può essere democrazia!.