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mercoledì 21 maggio 2008


«Giudici, d'ora in poi dovete lavorare meno». Non si tratta di una battuta, né di una provocazione: lo disponde la circolare inviata a tutti i magistrati dal presidente del Tribunale di Venezia. Non c'è personale nelle cancellerie e quindi è inutile convocare udienze che nessun segretario verbalizzerà. Per questo il presidente Attilio Passanante ha chiesto ai magistrati di ridurre la durata delle udienze, diminuire il numero di fascicoli per ciascuna udienza e di scegliere la data per processi e decisioni «non a breve termine». In pratica, ha consigliato di fare tutto ciò che serve per rendere più lenti i processi. E questo vale sia per i giudici penali che per quelli civili. Così ci sarà ancora meno giustizia e sempre più in ritardo.Passanante motiva la sua clamorosa decisione con la crisi negli organici del personale: a Venezia manca un quarto dei cancellieri. Per esempio ci sono solo 18 assistenti giudiziari contro i 28 previsti. Ma anche di quelli formalmente in servizio, molti sono in part-time o restano a casa per gravidanze, infortuni e distacchi. In più, scrive il presidente del Tribunale, mancano «adeguati strumenti informatici»: non ci sono pc funzionanti. Anche il consorzio di stenotipisti che trascrive udienze e deposizioni attende da un anno di ricevere i pagamenti dal ministero: in molti processi adesso i verbali si redigono a penna. Una disfatta. Che avviene nel cuore del Nord Est. A ottobre L'espresso dedicò alle condizioni del tribunale di Venezia l'inchiesta di copertina, ma le cose sono ancora peggiorate. Chissà poi cosa accadrà quando bisognerà smaltire pure i processi per il nuovo reato di immigrazione clandestina.

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