IL NOSTRO DEBITO PUBBLICO IN QUESTO ISTANTE AMMONTA A:

domenica 29 giugno 2008

IL VIZIETTO NON LO PERDONO MAI I NOSTRI POLITICI


Sono aumentati a 18 i deputati in carica condannati, sempre più vicini al fatidico “24″ del defunto governo Prodi. Un esercito “maggiorenne” di pochi di buono che legifera sulle nostre capocce, cui si è aggiunto Roberto Tortoli, ex sottosegretario all’ambiente ovviamente di Forza Italia. Ha preso 3 anni e 4 mesi di galera non indultabili per estorsione perché ha preteso tangenti per la realizzazione di un multisala ad Arezzo, città nella quale sono stati condannati altri 10 politici divisi tra Forza Italia e Alleanza Nazionale, tra cui il sindaco Luigi Lucherini col figlio Marco, entrambi a 2 anni per abuso d’ufficio. La magistratura ha scoperto un accordo segreto tra lo studio Nencioli e lo studio Lucherini, che si gestivano privatamente progetti pubblici approvati dal consiglio comunale. Un vero e proprio uso privato e in conflitto d’interessi della politica.Il consiglio comunale di una città capoluogo di provincia è stato decapitato, ora dovrebbe essere commissariato. O ci arriverà il carrozzone di “Veline” a santificare la città? Ovviamente nessun telegiornale ha dato notizia del deputato condannato. Tantomeno si prevedono dimissioni o imbarazzanti dichiarazioni di scuse da parte del conducator in parrucchino Silvio . Anzi - ora che ci penso - per il governo che rappresenta, il delinquente sono io che ne do notizia!

P.A. DA DOVE VIENE IL BUON ESEMPIO CARO BRUNETTA


Non è tutto da buttare nella pubblica amministrazione. Mentre le grandi società di consulenza aziendale attive nel privato, da McKinsey ad Ernst&Young ad Accenture, affilano le armi perché vedono aprirsi un nuovo potenziale mercato, pezzi dell'apparato si stanno dando da fare per scrollarsi di dosso le incrostazioni della burocrazia. Così, un certo numero di 'best practice', di buoni esempi, incomincia a emergere. L'Agenzia delle Entrate, per esempio, nel 2003 ha vinto il premio europeo per aver introdotto una valutazione di performance organizzativa oltre che operativa: questo consentiva una valutazione dei dirigenti e quindi permetteva di legare parte della retribuzione al merito. In pratica, per avere il premio bisognava raggiungere il livello di 'adeguato': sotto, niente soldi. E con il giudizio di 'eccellente' scatta un 20 per cento di premio in più. I dirigenti vengono invece valutati con un voto in centesimi dalla Regione Friuli. La retribuzione è legata ai risultati, e ha contribuito a ridurre le spese correnti della regione dai 70 miliardi del 2003 ai 60 del 2007. Anche la procura della Repubblica di Bolzano si è data una riorganizzazione assai efficace: le sue spese della giustizia sono passate da quasi due milioni di euro all'anno del 2003 a 600 mila euro nel 2007. E sulla stessa linea si è mosso anche il Comune di Bolzano per dare i suoi servizi al pubblico, sui quali chiede poi l'indice di customer satisfaction ai cittadini, con un voto da uno a dieci: la media attuale è otto. Altro caso di best practice è quello del Comune di Reggio Emilia, che negli ultimi tre anni ha ridisegnato completamente la sua organizzazione. La programmazione della spesa ora viene fatta prima che siano allocati i fondi dallo Stato, con un processo che quindi rendeva difficile spostare le risorse sulle priorità del Comune. Il tutto con un sistema di valutazione dei dirigenti che consente di differenziare le retribuzioni. Risultato: assenza diminuite dell'11 per cento; costo del personale ridotto del 24, e consulenze tagliate del 38 per cento. Quanto ai tempi di realizzazione delle opere pubbliche, Reggio Emilia dà lezione a tutti: rispetto ai quattro anni che è la media nazionale, ha dimostrato che si può scendere a due anni e mezzo.

sabato 21 giugno 2008

IO CHE ODIO L'AMERICA QUESTA VOLTA DEVO DARGLI ATTO DI SERIETA' E GIUSTIZIA


Questa foto ha fatto il giro del mondo. E' uno dei manager arrestati ieri dall'Fbi con l'accusa di frode e complotto nell'inchiesta sul crollo dei subprime americani. E' in manette ed è ben visibile. E' uno dei protagonisti dello scandalo che ha provocato un terremoto a Wall Street. Tra gli accusati c'è chi rischia fino a 40 anni di reclusione. Penso ai manager, alle scalate, ai crack nostrani. All'indulgenza verso i "nostri" potenti. Con la sospensione per un anno dei procedimenti voluta dal governo di Silvio Berlusconi si bloccano proprio i processi per bancarotta fraudolenta, frodi fiscali, usura, corruzione, corruzione in atti giudiziari, abuso d'ufficio, peculato, traffico di rifiuti, sequestro di persona, estorsione, rapina, furto in appartamento, furto con strappo, associazione per delinquere. E ancora: sfruttamento della prostituzione, stupreo e violenza sessuale, violenza privata, aborto clandestino. E questo doveva essere il governo dell'ordine e sicurezza? I garantisti nostrani ci dicono sempre che negli altri Paesi mai e poi mai gli arrestati subiscono la "gogna mediatica". Ecco, nell'amata America come si comportano media e autorità. Fotografi e telecamere per immortalare l'arresto di un colletto bianco.

QUANDO GLI APPALTI PUBBLICI...............SONO UNA MANNA


La pacchia sta per finire ma loro possono considerarsi soddisfatti lo stesso. Maurizio Greco, Vincenzo Nunziata e Angelo Clarizia, i primi due avvocati dello Stato, il terzo amministrativista di grido del foro romano, vedranno per sempre i loro nomi scolpiti nel libro dei record. La ragione? A loro è andata la parcella più ricca degli ultimi anni per un singolo arbitrato: 2 milioni 200 mila euro per dirimere una controversia tra il dipartimento della Protezione civile e la società Calabria Ambiente che nel 1999 aveva vinto l'appalto per la realizzazione e la gestione degli impianti di smaltimento rifiuti della provincia di Cosenza (opere mai realizzate).
Ecco tutti gli arbitrati e arbitri con le loro parcelle.........mettetevi seduti prima di leggerle

venerdì 20 giugno 2008

QUANDO IN ITALIA I RIFIUTI SONO UNA RISORSA


La Società Centro Riciclo Vedelago srl gestisce dal 1999 un impianto di stoccaggio e selezione meccanica di rifiuti ai fini del recupero di materiali.L'attività consiste nel ricevere le frazioni secche riciclabili dei rifiuti urbani e assimilati, selezionare i materiali in base alla composizione merceologica, compiere le operazioni necessarie per la riduzione volumetrica, gestire la fase di destinazione in uscita delle singole tipologie di materiali che, in relazione alla possibilità di riutilizzo, vengono consegnati a impianti di seconda lavorazione o a specifiche aziende che impiegano i materiali nei loro cicli produttivi.
Input: Conferiscono presso il Centro i Comuni, i Consorzi di Comuni e le Aziende produttive che attuano la raccolta differenziata. I conferimenti in ingresso al Centro vengono autorizzati solo in presenza di sicura possibilità di riutilizzo dei materiali selezionabili.
Output: Per la consegna dei materiali in uscita, invece, il Centro è piattaforma convenzionata dei seguenti Consorzi Nazionali di filiera: CO.RE.PLA. per la plastica, C.N.A. per l'acciaio e i ferrosi, C.I.AL. per l'alluminio, CO.RE.VE. per il vetro, COMIECO per la carta e RILEGNO per il legno. Per la consegna dei materiali selezionati di provenienza industriale il Centro ricerca nel mercato le destinazioni più idonee e remunerative.
Per saperne di piu visitate il link:

giovedì 19 giugno 2008

LETTERA APERTA AL MINISTRO BRUNETTA


Egregio Signor Ministro, leggo della sua campagna contro i “fannulloni” all’interno del Pubblico Impiego. Giusto, chi percepisce uno stipendio deve corrispondere al datore di lavoro, in questo caso lo Stato, una prestazione lavorativa adeguata, cosi come previsto dai contratti collettivi ed individuali. Però, mi permetta, il suo populismo è assolutamente chiaro e fa presa sui cittadini, ai quali piace, in generale, questo giustizialismo.Per un governante, soprattuto di destra, è nella cultura il colpire i ceti meno abbienti socialmente, direi anche con una certa vigliaccheria.Ma perchè, Sig. Ministro, non va a colpire il problema dei fannulloni alla radice? Chi sono questi fannulloni? Nella stragrande maggioranza sono coloro i quali hanno usufruito di raccomandazioni, particolarmente politiche, e sono praticamente intoccabili perché chiaramente protetti, tanto che alcuni “superiori” che si sono permessi di interveniri si stanno ancora leccando le ferite!Egregio Sig. Ministro, rivolga la sua attenzione primariamente verso i suoi colleghi, che impongono questi “fannulloni” nei tanti uffici statali e spesso anche a livello dirigenziale, procurando quei danni economici che lei vorrebbe eliminare colpendo, come al solito, non i “mandanti”, ma i più disgraziati, che si potrebbero educare dando norme a favore di coloro che possono intervenire in questo senso.Se lei avesse coraggio potrebbe rivolgere la sua attenzione verso chi procura danni economici ben più rilevanti rispetto a quelli dei “fannulloni”, come i dirigenti incapaci ed ancor più gli imprenditori che si accaparrano gli appalti statali con quella colpevole “furbizia” (ci sanno fare!) imprenditoriale, con cui rastrellano ingenti utili, che in questo strano Paese è considerata un pregio professionale.Se lei avesse il coraggio e la libertà di colpire i molti “eccellenti”, le casse dello Stato potrebbero sopportare anche questi colpevoli “fannulloni”, colpendo chi manda lo Stato in rovina e sono considerati di rispetto, criminalizzando coloro che, invece, questi danni li procura in minima parte e con poca buona volontà possono essere rieducati se toltri dalle “grinfie” della raccomandazione.

lunedì 16 giugno 2008

LIBERI DI INFORMARE



L'assemblea della Federazione europea dei giornalisti, riunita a Berlino, ha votato all'unanimità un documento di condanna della stretta sulle intercettazioni voluta dal governo italiano e le sanzioni penali previste contro i giornalisti: "L'assemblea annuale della Federazione europea dei giornalisti condanna il progetto di legge del governo italiano che, con la scusa della privacy, vuole stabile sanzioni penali - fino a tre anni di carcere - per i giornalisti che pubblichino informazioni o citino notizie di inchieste giudiziarie. È il caso soprattutto delle intercettazioni telefoniche disposte dalla magistratura. Questa è un'iniziativa che mette il bavaglio ai giornalisti e impedisce ai cittadini di essere informati su temi d'interesse pubblico compresi nelle inchieste giudiziaria. Questo modo di procedere è contrario ai principi universali dei diritti dei media e della loro funzione nelle democrazie moderne. I giornalisti, infatti, non devono nascondere le informazioni d'interesse generale, sia originate da fonti libere sia da fonti confidenziali, che essi hanno il dovere di proteggere. Il progetto di legge del governo italiano è contrario alle convenzioni internazionali e alla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo. L'assemblea annuale della Fej sostiene il sindacato dei colleghi italiani, la Fnsi, nel suo contrasto, nella sua opposizione contro il disegno di legge e fa appello al Parlamento italiano a non approvarlo o a modificarlo profondamente". Dunque, Silvio Berlusconi teme le conclusioni del processo Mills ma anche del procedimento aperto a Napoli, il cosiddetto Berlusconi - Saccà. Ora se dovesse passare il disegno di legge del ministro Angelino Alfano, voi cari lettori e telespettatori, non avreste potuto leggere e ascoltare le intercettazioni telefoniche tra il dirigente della Rai, Agostino Saccà, e l'attuale premier Silvio Berlusconi. In questo caso il gossip non c'entra. Leggete le trascrizioni (testo1 e testo2) e ascoltate le intercettazioni telefoniche.

venerdì 13 giugno 2008

ALLA FACCIA DEL RIGORE..................




Ecco la lista completa di tutte le consulenze e collaborazioni esterne per comparto:

martedì 10 giugno 2008

L'IMPUNITA' DI MISTER TREMILA AUTO


C'è una storia di sprechi minori, se si considera l'importo economico, ma forse ancora più grave per il danno alla credibilità della giustizia. È quella di un cittadino romeno di soli ventuno anni a cui sono intestate 2.876 automobili. Ovviamente non le usa lui, ma molti rom - di cittadinanza italiana o straniera, ma comunque comunitaria - in tutta Europa. Lui non risulta avere fissa dimora: impossibile notificargli multe o provvedimenti legati al suo sterminato garage. La scorsa settimana durante un controllo di routine gli agenti della polizia ferroviaria lo hanno individuato su un treno a Novi Ligure: ha fornito un nome falso ed è stato portato al comando per controlli.
Le impronte digitali hanno permesso di capire che lui era Mister Tremila Auto. A quel punto è stato prelevato dai carabinieri e trasferito in un'altra caserma: i militari gli hanno notificato un pacchetto di multe per un importo di 25 mila euro. È solo una piccola parte delle contravvenzioni emesse contro di lui in tutte le regioni. Che non verrano mai pagate. Mister Tremila Auto, come prevede la legge, è stato rilasciato ed è tornato libero. Poco importa se una delle vetture a lui intestate è stata usata in una rapina, un'altra in un furto, decine sono state coinvolte in incidenti stradali. Il caso più grave a Pasqua: l'utilitaria di una famiglia viene travolta, lei muore sul colpo, il marito rimane gravemente ferito. L'autista romeno è ubriaco, guida senza patente e la vettura non ha assicurazione. Il proprietario? Mister Tremila Auto. Che è stato infine scovato e poi rilasciato. Senza pagare multe, senza risarcire danni. Ma con uno spreco in più, quello delle ore di lavoro di agenti e carabinieri che lo hanno identificato e gli hanno notificato inutilmente quel cumulo di multe.

domenica 8 giugno 2008

AGGIORNAMENTO N. 6 DELLE CONDANNE DELL'UNIONE EUROPEA ALL'ITALIA


E'annunciato per l'11 giugno 2008 l'avvio, da parte della Commissione europea, di una procedura di contestazione all'Italia del c.d. "prestito ponte" del Governo ad Alitalia. La Commissione vuole accertare se, come ritiene, il finanziamento di 300 milioni di euro costituisce un illegittimo aiuto di stato.Leggi, per ora, l'annuncio su Repubblica.it La Commissione ha già sanzionato in passato le politiche di ricapitalizzazione di Alitalia, ritenendo che costituissero aiuti di stato. In particolare, la sua decisione del 1997 era stata annullata per errore e difetto di motivazione dal Tribunale delle Comunità europee. La Commissione la aveva quindi adottata nuovamente nel 2001. Su questa seconda decisione pende un'impugnazione davanti al Tribunale Ue, che sarà decisa il 9 luglio 2008.

sabato 7 giugno 2008

IL PERCOLATO...............UNA FONTE DI GUADAGNO


Percolato. È l'ultimo vocabolo del dizionario dei rifiuti finito nel linguaggio comune dei campani. È la parte liquida che la monnezza rilascia con la decomposizione: la sorgente dell'odore di morte che imprigiona interi quartieri. È anche la frazione più inquinante e pericolosa, che infiltra nelle falde le sostanze tossiche. Ma quello del percolato è anche l'ultimo scandalo su cui si concentrano le attenzioni della Procura di Napoli. L'inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Aldo De Chiara, che ha portato all'arresto del braccio destro di Guido Bertolaso, Marta Di Gennaro, ha fatto luce sul destino di questo liquido micidiale. Agli atti dell'indagine ci sono le proteste di un sindaco "perché i camion percolano", ossia seminano una macchia nera sull'asfalto. La Di Gennaro, sempre lei, lo rassicurava mandando i carabinieri a controllare e a convincerlo che "percolavano poco". Ma a fare quei controlli erano i militari in forza alla Protezione civile. Gli altri, 'i nemici' di cui si parla nelle intercettazioni, erano i carabinieri del Nucleo tutela ambiente guidati dal generale Umberto Pinotti, di cui la Di Gennaro si spinge addirittura a chiedere la rimozione.Quei camion non perdevano liquido per errore, lo scaricavano deliberatamente. E molti sapevano. Così, il nuovo filone di indagine sui rifiuti condotta dai pm Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo, ancora top-secret, ma che porterà presto a sviluppi di rilievo, è proprio sul destino del percolato in Campania. Un veleno che andrebbe trattato in impianti specializzati e che invece sarebbe stato sistematicamente sparso nei corsi d'acqua, nelle fogne o addirittura lungo le strade e nei campi. Ogni giorno, nelle discariche autorizzate dal Commissariato c'è un via vai di mezzi che aspirano il liquido nerastro dalle vasche per portarlo ai centri di bonifica. Ma lungo il percorso almeno la metà del carico finisce per essere smaltito illegalmente. Così ci guadagna la ditta che trasporta, che paga meno, e quella che smaltisce, che incassa lo stesso. Resta il fiume tossico, che penetra nel terreno e nelle acque e che nessuno si è curato di disinquinare.