IL NOSTRO DEBITO PUBBLICO IN QUESTO ISTANTE AMMONTA A:

giovedì 19 giugno 2008

LETTERA APERTA AL MINISTRO BRUNETTA


Egregio Signor Ministro, leggo della sua campagna contro i “fannulloni” all’interno del Pubblico Impiego. Giusto, chi percepisce uno stipendio deve corrispondere al datore di lavoro, in questo caso lo Stato, una prestazione lavorativa adeguata, cosi come previsto dai contratti collettivi ed individuali. Però, mi permetta, il suo populismo è assolutamente chiaro e fa presa sui cittadini, ai quali piace, in generale, questo giustizialismo.Per un governante, soprattuto di destra, è nella cultura il colpire i ceti meno abbienti socialmente, direi anche con una certa vigliaccheria.Ma perchè, Sig. Ministro, non va a colpire il problema dei fannulloni alla radice? Chi sono questi fannulloni? Nella stragrande maggioranza sono coloro i quali hanno usufruito di raccomandazioni, particolarmente politiche, e sono praticamente intoccabili perché chiaramente protetti, tanto che alcuni “superiori” che si sono permessi di interveniri si stanno ancora leccando le ferite!Egregio Sig. Ministro, rivolga la sua attenzione primariamente verso i suoi colleghi, che impongono questi “fannulloni” nei tanti uffici statali e spesso anche a livello dirigenziale, procurando quei danni economici che lei vorrebbe eliminare colpendo, come al solito, non i “mandanti”, ma i più disgraziati, che si potrebbero educare dando norme a favore di coloro che possono intervenire in questo senso.Se lei avesse coraggio potrebbe rivolgere la sua attenzione verso chi procura danni economici ben più rilevanti rispetto a quelli dei “fannulloni”, come i dirigenti incapaci ed ancor più gli imprenditori che si accaparrano gli appalti statali con quella colpevole “furbizia” (ci sanno fare!) imprenditoriale, con cui rastrellano ingenti utili, che in questo strano Paese è considerata un pregio professionale.Se lei avesse il coraggio e la libertà di colpire i molti “eccellenti”, le casse dello Stato potrebbero sopportare anche questi colpevoli “fannulloni”, colpendo chi manda lo Stato in rovina e sono considerati di rispetto, criminalizzando coloro che, invece, questi danni li procura in minima parte e con poca buona volontà possono essere rieducati se toltri dalle “grinfie” della raccomandazione.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Caro ministro non ci interessa sapere chi e quanto prende il tizio pubblico, a noi interessa che lei faccia il suo lavoro senza la pubblicità di novella 2000 o gossip vari - noi vogliamo qualcosa in più per vivere meglio e meno stress lavorativo dovuto al padrone che continuamente controlla anche quando facciamo la pipì-tenga presente che forse il lavoro pubblico (tranne eccezioni) è un lavoro umano, quello privato è da schiavi. Pertanto non ci rompente più con il pubblicizzare gli arci stipendi che ci fanno solo del male - lei sa quanti esuberi vengono dichiarati dalle aziende e quanto prendono i vari manager? Riduciamogli x legge qualcosa - io non mangio al ristorante da una vita - non mi lamento di solito perchè c'è chi sta peggio di me ma basta con questa sfacciata pubblicità offensiva...........