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giovedì 17 luglio 2008

MANI IN PASTA................


Giovedì 3 luglio è stato arrestato Angelo Mastrolia, 43 anni, colui che ha costruito in pochissimo tempo uno dei gruppi industriali più importanti nel settore alimentare. È accusato di corruzione per i contratti di fornitura ad alcuni enti pubblici ed ha ottenuto i domiciliari. L'espresso ha raccontato la carriera dell'imprenditore nello scorso numero con un'inchiesta di Vittorio Malagutti. Mastrolia possiede i marchi Corticella e Guacci. Poi ha comprato dalla Nestlè la pasta Pezzullo di Eboli. Dalla nuova Parmalat ha rilevato un pacchetto di aziende del latte - nomi celebri come Polenghi, Giglio Matese, Torre in Pietra - pagandole un solo euro: il gruppo infatti ha 300 dipendenti e 36 milioni di debiti. Infine nelle scorse settimane Mediobanca, consulente di Nestlè, lo ha indicato come il compratore ideale per la Buitoni.Cosa c'è di strano? Mastrolia da 15 anni fa lo slalom tra processi e accuse pesantissime. È stato latitante per un anno nel '94. È stato ritenuto dal Gico della Finanza la "mente imprenditoriale" di un potente gruppo camorrista e la procura antimafia di Salerno ha fatto sequestrare nel 2000 due aziende da lui aministrate. Nello stesso anno ha patteggiato una condanna a un anno e 7 mesi per bancarotta, false fatturazioni e usura. Nel 2007 una nuova condanna, sempre per bancarotta: 3 anni e 8 mesi. Perché invece Mediobanca indica come acquirente ideale di Buitoni, un marchio famoso nel mondo, una persona condannata per due bancarotte? Non è una questione privata. Quelle aziende sono pezzi della storia d'Italia. E rappresentano la vita di centinaia di operai e di un indotto molto ratificato. Le bancarotte invece creano costi sociali a carico di tutta la comunità. E aumentano la voragine dei conti pubblici.

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