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lunedì 7 luglio 2008

QUANDO UNA PAROLA STRAVOLGE UNA INIZIATIVA


Nel 1992 il Comitato Interministeriali Prezzi con la delibera n. 6 (da cui CIP6) stabilì una maggiorazione del 6% sulle bollette Enel.
Tale maggiorazione doveva andare a finanziare la costruzione di impianti per la produzione di energie rinnovabili quali quelle solari ed eoliche.
Come in tutte le cose italiane l’intenzione era buona, ma durante il passaggio dalla bozza alla formulazione della norma “qualcuno” fece si che accanto all’ espressione “energie rinnovabili” venisse aggiunto “o assimilate”. Insomma una sorta di deroga che prevedeva tra l’altro, la realizzazione dei famigerati inceneritori (che solo in Italia vengono definiti termovalorizzatori), centrali termoelettriche, produzioni di gas e carbone derivanti da residui di raffineriaTra gli assimilati è prevista addirittura la produzione di energia da petrolio (…)
In tutti questi anni quel misero e quasi invisibile 6% , una spesa di circa 60 euro l’anno a famiglia, ha costituito un fondo di circa 40 miliardi che sono serviti in gran parte a finanziare le “assimilate” e solo per una parte residua (meno del 25%) a promuovere vere energie rinnovabili. Naturalmente tutto questo denaro pubblico è andato a finire nelle casse delle solite grandi aziende produttrici di energie.
Attraverso emendamenti alla finanziaria 2007 presentati da verdi e rifondazione comunista, sembrava che il governo stesse ponendo fine a questo scandalo.Con tali emendamenti infatti avrebbero dovuto essere escluse dal finanziamento pubblico le “assimilate“.Il testo però ancora una volta arrivava stravolto in parlamento poiché in esso si precisava che i fondi del CIP6 sarebbero stati concessi solo alle aziende effettivamente produttrici di energie rinnovabili, e che in tutti i casi l’esclusione non riguardava gli impianti già autorizzati all’entrata in vigore della finanziaria (01/01/2007). Il trucco era proprio qui , poiché l’accordo trovato era relativo a impianti già realizzati e non a quelli autorizzati, poiché questi ultimi erano di gran lunga superiori ai primi.Le autorizzazioni in realtà non sono altro che promesse di finanziamento a lungo termine e la gabella del 6% ricadrà anche sui nostri figli.
All’epoca si parlò di errore materiale nella stesura del testo, su pressione dei Verdi, il governo si impegnò allora a sanare il “disguido” con un provvedimento ad hoc. Il provvedimento era il disegno di legge 1347 presentato da Bersani e Pecoraro Scanio, che non è mai diventata legge dello stato ed è pensabile che non lo diventerà mai.

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