IL NOSTRO DEBITO PUBBLICO IN QUESTO ISTANTE AMMONTA A:

venerdì 5 settembre 2008

AGGIORNAMENTO N. 11 DELLE CONDANNE DELLA COMUNITA' EUROPEA ALL'ITALIA


Con la sentenza C- 504/06 la Corte di giustizia europea ha stabilito che: "non avendo provveduto alla corretta trasposizione nell’ordinamento italiano dell’art. 3, n. 1, della direttiva del Consiglio 24 giugno 1992, 92/57/CEE, riguardante le prescrizioni minime di sicurezza e di salute da attuare nei cantieri temporanei o mobili (ottava direttiva particolare ai sensi dell’articolo 16, paragrafo 1, della direttiva 89/391/CEE), la Repubblica italiana è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti in forza della direttiva medesima". La Commissione aveva fatto ricorso alla Corte perchè la normativa italiana (precedente al 2008) che ha trasposto la direttiva prevede la nomina di un coordinatore per la sicurezza e la salute del cantiere in cui operano più imprese solo se il cantiere ha un'entità presunta di almeno 200 uomini/giorno, o se comporta rischi particolari, mentre la norma europea non faceva eccezioni. Tra le difese addotte dall'Italia è stato sostenuto che la nomina del coordinatore rappresenterebbe per le imprese un "aggravio degli adempimenti burocratici" e "spese supplementari". La Corte ha ritenuto, invece, che si tratti di un modo per tutelare la sicurezza e la salute nei cantieri.

Nessun commento: