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venerdì 19 settembre 2008

IL LODO ALFANO - CHIARIMENTI -


Il c.d. lodo Alfano è stato approvato senza emendamenti dal Senato, sul testo già licenziato dalla Camera. In attesa di poter leggere il provvedimento definitivo, quando sarà pubblicato come Legge sulla Gazzetta ufficiale*, è disponibile il testo del DDL n. 903 votato al Senato e divenuto legge. Poichè si tratta di un unico articolo, è possibile trascriverlo integralmente:
1. Salvi i casi previsti dagli articoli 90 e 96 della Costituzione, i processi penali nei confronti dei soggetti che rivestono la qualita`di Presidente della Repubblica, di Presidente del Senato della Repubblica, di Presidente della Camera dei deputati e di Presidente del Consiglio dei ministri sono sospesi dalla data di assunzione e fino alla cessazione della carica o della funzione. La sospensione si applica anche ai processi penali per fatti antecedenti l’assunzione della carica o della funzione.
2. L’imputato o il suo difensore munito di procura speciale puo` rinunciare in ogni momento alla sospensione.
3. La sospensione non impedisce al giudice, ove ne ricorrano i presupposti, di provvedere, ai sensi degli articoli 392 e 467 del codice di procedura penale, per l’assunzione delle prove non rinviabili.
4. Si applicano le disposizioni dell’articolo 159 del codice penale (n.d.a. sospensione della prescrizione).
5. La sospensione opera per l’intera durata della carica o della funzione e non e` reiterabile, salvo il caso di nuova nomina nel corso della stessa legislatura ne´ si applica in caso di successiva investitura in altra delle cariche o delle funzioni.
6. Nel caso di sospensione, non si applica la disposizione dell’articolo 75, comma 3, del codice di procedura penale. Quando la parte civile trasferisce l’azione in sede civile, i termini per comparire, di cui all’articolo 163-bis del codice di procedura civile, sono ridotti alla meta`, e il giudice fissa l’ordine di trattazione delle cause dando precedenza al processo relativo all’azione trasferita.
7. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano anche ai processi penali in corso, in ogni fase, stato o grado, alla data di entrata in vigore della presente legge.
8. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazionenella Gazzetta Ufficiale.
Il 23 luglio il Presidente della Repubblica ha firmato la legge c.d. "lodo Alfano". Nel comunicato della Presidenza si ribadisce che la nuova legge non presenta profili di incostituzionalità, sulla base della sentenza n. 24 del gennaio 2004 della Corte costituzionale che ha dichiarato illegittimo l'art. 1 della legge n. 140/2003 (c.d. lodo Schifani) sulla sospensione dei processi alle alte cariche. La norma del lodo Schifani dichiarata incostituzionale era la seguente:"
1. Non possono essere sottoposti a processi penali, per qualsiasi reato anche riguardante fatti antecedenti l'assunzione della carica o della funzione, fino alla cessazione delle medesime: il Presidente della Repubblica, salvo quanto previsto dall'articolo 90 della Costituzione, il Presidente del Senato della Repubblica, il Presidente della Camera dei deputati, il Presidente del Consiglio dei ministri, salvo quanto previsto dall'articolo 96 della Costituzione, il Presidente della Corte costituzionale.
2. Dalla data di entrata in vigore della presente legge sono sospesi, nei confronti dei soggetti di cui al comma 1 e salvo quanto previsto dagli articoli 90 e 96 della Costituzione, i processi penali in corso in ogni fase, stato o grado, per qualsiasi reato anche riguardante fatti antecedenti l'assunzione della carica o della funzione, fino alla cessazione delle medesime.
3. Nelle ipotesi di cui ai commi precedenti si applicano le disposizioni dell'articolo 159 del codice penale."
Nel processo davanti alla Corte costituzionale si era costituito anche l'on. Silvio Berlusconi (imputato nel processo penale in cui era stata eccepita l'incostituzionalità del lodo), sostenendo che "la ratio della norma stessa è quella di salvaguardare le più alte cariche dello Stato, durante lo svolgimento del mandato, dagli inevitabili turbamenti conseguenti all'esercizio di ogni azione penale. Nel sistema costituzionale non è affatto necessario che tutto ciò che riguarda tali cariche sia regolato con legge costituzionale." Nella sua sentenza del 2004 la Corte ha ritenuto illegittimo "l'automatismo generalizzato della sospensione", che limita il diritto dell'imputato a difendersi nel processo e il diritto della parte civile. Ha censurato "la stasi del processo per un tempo indefinito, indeterminabile" e reiterabile, perchè in contrasto con la giurisprudenza della Corte, con il principio della durata ragionevole del processo (art. 111 Cost.) e perchè "all'effettività dell'esercizio della giurisdizione non sono indifferenti i tempi del processo". Ha ritenuto violato l'art. 3 Cost. perchè la norma accomunava alcune cariche di stato, pur diverse tra loro per investitura e funzioni, distinguendole "per la prima volta" dagli altri componenti degli uffici da esse presiedute "sotto il profilo della parità riguardo ai principi fondamentali della giurisdizione"
*Il c.d. lodo Alfano è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 173 del 25 luglio 2008 come Legge n. 124 del 23 luglio 2008. Il testo del provvedimento è lo stesso del DDL riportato sopra. La legge è in vigore dal 26 luglio 2008.Leggi i commenti del CSM prima dell'approvazione delle norme sulla sospensione e la "sicurezza".

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