IL NOSTRO DEBITO PUBBLICO IN QUESTO ISTANTE AMMONTA A:

martedì 30 settembre 2008


La vicenda dell’Alitalia ha oscurato la perdita di posti in Telecom e soprattutto la proposta della riforma della contrattazione collettiva che mandera’ al macero i contratti ed i diritti di noi lavoratori. La cosa piu’ assurda e’ che CGIL-CISL-UIL gia’ protagonisti dell’abolizione della scala mobile, ora con la spinta della Confindustria vogliono mettere al centro la piena liberta’ di azione delle imprese e non la vera emergenza del nostro paese, l’emergenza salariale, cosi’ da produrre ulteriore crisi sociale, economica e produttiva, mentre si tace sul fatto che nel frattempo le imprese ed i padroni hanno incassato un innalzamento dei profitti, investiti in altre attivita’ e speculazione finanziarie, vedi Alitalia.Con il consenso della Triplice, la Confidustria vuole che la contrattazione collettiva serva a tutelare l’impresa e la produzione e non certo i lavoratori, basta andare a leggere cio’ che vogliono propinarci, sempre con il finto dissenso della CGIL ed il gia’ certo beneplacito di CISL ed UIL. Vogliono toglierci il rinnovo biennale della parte economica, con perdita certa di salario; invece della truffa dell’inflazione programmata, ecco la doppia truffa di un “indice previsionale depurato”; si vuole stabile, su base triennale, un recupero dell’inflazione ancora inferiore a quella di oggi e senza dover considerare l’inflazione “importata” cioe’ ad esempio quella dovuta al caro petrolio ed energia (compresi i conseguenti aumenti sui generi di consumo che questa comporta ). La base di calcolo degli aumenti e degli adeguamenti non sara’ il normale salario-stipendio ma una retribuzione media da contrattare: quindi un indice ed una base di calcolo che andra’ ad allontanare ancora di piu’ dalla realta’ gli “aumenti” concordati a livello nazionale. Per non parlare dell’accorpamento dei contratti, ridotti a poche decine, con conseguente riduzione del potere di condizionamento da parte dei lavoratori e delle categorie. Blocco degli scioperi e delle iniziative di lotta per sette mesi, dicasi sette mesi, in occasione dei rinnovi contrattuali, e rafforzamento del “collaborazionismo”, tant’e’ che il ministro Sacconi la chiama addirittura “complicità” tra imprese e sindacati tramite il Comitato Paritetico confindustria -CGIL-CISL-UIL e tramite una ulteriore stretta delle regole di rappresentanza sindacale che, superando gli accorsdi del 12-09-93, mira a far fuopri il conflitto ed i sindacati indipendenti e di base.
Come e’ possibile illudere i lavoratori con le finte diomostarzioni in piazza come quella del 27 scorso portando in gita turistica i pensionati che sono l’unica vera fonte della CGIL, in particolare della sopravvivenza sindacale, perche’ c’e’ un distacco reale dal sindacato da parte dei lavoratori ma non avendo un mezzo di comunicazione non al servizio del padrone, si propinano notizie addomesticate. Il crollo delle piu’ garndi compagnie di assicurazione fan capire che e’ il Capitalismo che e’ fallito e non certo il Comunismo .

Nessun commento: