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mercoledì 22 ottobre 2008

FORSE BRUNETTA NON CONOSCE TUTTI I DIPENDENTI PUBBLICI


Chi è stato? Basterebbe rispondere a questa domanda per aiutare i cittadini milanesi e tutti gli italiani a capire come viene speso il denaro pubblico. Chi è stato nel 2005 a decidere di impegnare il Comune di Milano in un derivato, ossia in uno di quei prodotti finanziari che si sono trasformati in mostri divorando le casse di chi li aveva sottoscritti? Secondo le denunce del Pd, il derivato su un prestito obbligazionario di 1.685 milioni di euro ha già provocato 300 milioni di euro di perdite. Invece le banche (Deutsche, Depfa, Ubs, JpMorgan) si sarebbero assicurate - secondo la stessa fonte - tra i 73 e gli 85 milioni di commissioni occulte. Ieri, dopo una lunga assenza, anche il sindaco Letizia Moratti si è presentata in consiglio comunale per rispondere alle interrogazioni sullo scandalo derivati. Ha detto che "i derivati sono utilizzati da centinaia di istituzioni". Giusto. Ma sindaci come quello di Marsala, che hanno suicidato le loro finanze a colpi di derivati, si sono potuti difendere con la scarsa competenza finanziaria dei loro uffici. Milano non disponeva di tecnici in grado di valutare in modo più accorto la situazione? Letizia Moratti ha dato sfoggio di competenza, sostenendo che non era giusto parlare di minusvalenze poichè i derivati scadono nel 2035. E annunciato che nominerà un collegio di consulenti legali per studiare come reagire al mostro derivato. Meglio tardi che mai. Le minusvalenze lo scorso anno erano di 170 milioni, quest'anno di 300. E il prossimo? E non sarebbe il caso di licenziare i responsabili di questa scelta disastrosa: tanto le quattro banche beneficiate difficilmente gli negheranno la loro riconoscenza...

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