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mercoledì 22 ottobre 2008

FORSE QUESTA FOTO DEL PRIMO DIPENDENTE PUBBLICO DI PALERMO BRUNETTA NON L'HA VISTA

Palermo è un'altra città che certamente non brilla per efficenza dei servizi comunali. Ma anche lì ogni occasione pare buona per buttare un po' di soldi. C'è un progetto da fare? Perché affidarsi ai tecnici del municipio se si possono ingaggiare dei consulenti esterni? Una soluzione accettabile solo nel caso di nomi di grido o problemi particolarissimi da affrontare. Il guaio è che quasi sempre gli incarichi finiscono invece a personaggi sconosciuti ai più e molto legati ai pochi che contano in comune. L'ultimo caso riguarda Palermo dove la Corte dei Conti ha condannato il sindaco Diego Cammarata (Pdl) a risarcire 200 mila euro. Secondo i giudici, i dieci incarichi assegnati nel 2004 per il recupero dell'area dei Mercati Generali e dell'ex Chimica Arenella erano assolutamente inutili. In sintesi, gli incarichi per un valore di 300 mila euro sarebbero stati assegnati senza rispettare criteri. Una pioggia di euro su figure che non avrebbero i requisiti minimi per occuparsi di questa materia: praticamente dei principianti. I giudici sostengono che sarebbe bastato dare un'occhiata ai curriculum per rendersene conto. Infatti le consulenze sarebbero andate anche a ingegneri e architetti praticamente inesperti: la cui «durata minima dell'esperienza professionale» è «insussistente». Alcuni, poi, non c'entravano nulla con l'opera inchiesta. Cammarata ha scaricato tutto su Federico Lazzaro, dirigente dell'urbanistica. Ma i magistrati contabili non gli hanno creduto: il sindaco dovrà risarcire 200 mila euro, Lazzaro altri 100 mila. Il tutto per la «leggerezza gestionale e la condotta gravemente colposa».

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