IL NOSTRO DEBITO PUBBLICO IN QUESTO ISTANTE AMMONTA A:

venerdì 7 novembre 2008

PERCHE IL CENTRO DESTRA HA PAURA DI OBAMA




Come governerà lo vedremo nei prossimi mesi. Anche se per lui la situazione non potrebbe essere peggiore: recessione, disoccupazione, una crisi finanziaria senza uguali, il pantano irakeno e quello afgano, lasciano presagire che la partenza di Barack Obama sarà in salita. Già ora però la sua elezione a presidente degli Stati Uniti scompagina molti giochi in quelle che, a torto o ragione, vengono considerate le province dell'impero americano. La vittoria di Obama segna infatti l'inizio del declino per le campagne elettorali basate sulla paura. Dimostra che si può ottenere consenso dai cittadini proponendo un mondo diverso: fatto di minori diseguaglianze sociali, di maggior rispetto per l'ambiente, di partecipazione.
A oggi è questa la novità di Obama. Ed è una novità che preoccupa una parte consistente del nostro governo. Le frasi infelici di Silvio Berlusconi "sull'abbronzatura" del neo-presidente, che riecheggiano direttamente quelle usate dal leghista Roberto Calderoli per zittire la giornalista Rula Jebreal, e quelle sconcertanti del capogruppo della Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, sui brindisi di Al Qaeda per l'arrivo di Barack alla Casa Bianca, sono un segno di nervosismo. Dopo le manifestazioni per i tagli nella scuola, nella maggioranza cresce la sensazione di stare perdendo, a poco, a poco, la sintonia con il Paese. E adesso, messo alle spalle un ottobre d'inferno, novembre si apre con lui: un presidente afro-americano popolarissimo anche tra gli italiani che hanno votato centro-destra. Un presidente che, se manterrà anche solo in parte quanto ha promesso durante la sua indimenticabile campagna, finirà per fare mostrare la corda a tutta la politica nostrana. Pensate solo alla questione clima: il centro-destra, senza troppo scandalo da parte del centro-sinistra, non vuole rispettare gli accordi internazionali sull'inquinamento. Sostiene che costano troppo alle nostre imprese. Ma cosa accadrà ora con Obama che garantisce di ridurre le emissioni di CO2 dell'80 per cento entro il 2050 e assicura che durante il suo mandato si punterà tutto sull'energia rinnovabile? L'Italia rimarrà schierata con i paesi dell'ex patto di Varsavia che vogliono continuare ad avvelenare il pianeta, o nelle prossime settimane farà precipitosamente marcia indietro? E, in ogni caso, quale sarà a quel punto la credibilità di Berlusconi?Fare politica vuol dire immaginare il futuro. E Obama, per la sua età, la sua storia personale, il futuro lo rappresenta. Per questo l'attempato Cavaliere ricorda che «è giovane e bello» e si offre di dargli consigli. All'improvviso lui, come tutti gli altri leader che per ragioni anagrafiche o di carriera sono sulla scena da più di un quarto di secolo, sentono il peso degli anni. E hanno paura.

Nessun commento: