IL NOSTRO DEBITO PUBBLICO IN QUESTO ISTANTE AMMONTA A:

venerdì 12 dicembre 2008

RISO AMARO..........PER LE FINANZE PUBBLICHE


È una specie di incubo: un pentolone di riso che continua a bollire da sessant'anni. E che adesso rischia di esplodere facendo danni ai conti dello Stato. Perché questo mostro della finanza pubblica rischia di costare all'erario più di cento milioni di euro. Non è uno scherzo. Ancora una volta la Corte dei Conti lancia l'allarme sui debiti dell'Ente italiano risi, l'istituto che si occupa di controllare la produzione del cereale e di gestirne l'ammasso. Una situazione assurda: l'Ente deve gestire il riso più indigesto della storia mondiale. Ha infatti nella pancia i debiti contratti dallo Stato per fare fronte alla carenza di generi alimentari nel 1948-49. All'epoca il governo fece comprare sacchi dall'Ente per aiutare i contadini alle prese con la carestia. Un'operazione legata anche alla necessità di sostenere il consenso elettorale nell'anno chiave della Repubblica. La furbata fu ripetuta nel 1954 e nel 1961. E da allora nessuno ha pagato il conto. Per le banche è un ottimo affare: dal 1970 gli è viene riconosciuto un premio del 4,4 per cento oltre al tasso corrente. Insomma, quel riso di annata è diventato oro. Sapete adesso quale è il debito? La Corte dei conti lo elenca con esattezza: 103.666.091 euro. Il piatto più costoso di tutti i tempi: cento milioni di euro. Che l'anno prossimo crescerà ancora. Dal 1960 ogni anno la magistratura contabile scrive al ministro dell'Agricoltura in carica e chiede al governo di intervenire, per evitare che il peso degli interessi faccia scoppiare il pentolone. Adesso lancia l'appello direttamente al parlamento, chiedendo di porre fine a "una vicenda che per le dimensioni finanziarie raggiunte, è presumibile dovrà richiedere uno specifico intervento normativo". O forse il ministro Luca Zaia, che ha lodato la sicurezza del riso italiano garantita proprio dall'Ente in questione e inaugurato in prima persona la trebbiatura, riuscirà con decisionismo leghista a trovare una soluzione per il problema?

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