IL NOSTRO DEBITO PUBBLICO IN QUESTO ISTANTE AMMONTA A:

sabato 31 gennaio 2009

QUANTO CI COSTANO GLI SBARCHI PROGRAMMATI






Muhammar Gheddafi vorrebbe che il Parlamento italiano accelerasse. Vorrebbe che il "Trattato di amicizia" firmato a Bengasi il 30 agosto con Silvio Berlusconi con cui l'Italia chiude il passato coloniale (tra l'altro impegnandosi a pagare 5 miliardi di dollari alla Libia), venisse solennemente ratificato al più presto dal Parlamento italiano. Il suo ambasciatore a Roma, Hafez Gaddur, grande mediatore dell'intesa, lo ha già chiesto a Franco Frattini, a Gianni Letta, a chiunque in questi mesi abbia aiutato l'intesa fra i due paesi: "Per cortesia, il leader si aspetta dall'Italia che il Trattato sia ratificato in maniera speciale, non annegato fra mille altre leggi e leggine". Repubblica è riuscita a ottenere una copia di lavoro del "Trattato di amicizia, partenariato e cooperazione". Al lungo "Preambolo" concordato da Gheddafi e Berlusconi avevano già iniziato a lavorare Romano Prodi e Massimo D'Alema durante il governo di centrosinistra. "Se le due parti saranno davvero in buona fede - dice un diplomatico del ministero degli Esteri - quel "Preambolo" descrive il quadro di un'alleanza davvero strategica fra due paesi che sono complementari per struttura politica, economica, industriale e sociale". Il testo parte dall'articolo 1 dedicato al "Rispetto della legalità internazionale" e si chiude con l'articolo 22 dedicato alla "Collaborazione parlamentare e fra enti locali". I contenuti in buona sostanza sono già stati anticipati sulla stampa in settembre, ma alcuni punti sono di interesse particolare. Altra "sorpresa": si è parlato per anni di ricompensa italiana alla Libia con la costruzione di un'autostrada costiera dal confine con la Tunisia a quello con l'Egitto. Il lungo articolo 8 che descrive i "Progetti infrastrutturali di base" non fa nessun accenno a quell'autostrada. "Un lavoro del genere costerebbe 8 miliardi di euro, e invece nel testo sono previsti 5 miliardi di dollari in 20 anni", dice una fonte di Palazzo Chigi. I lavori verranno esplicitamente assegnati a ditte italiane, e gli stessi fondi saranno gestiti dall'Italia: la Libia metterà a disposizione i terreni per le opere "senza oneri per la parte italiana e per le aziende esecutrici". http://www.esteri.it/MAE/IT/Stampa/Sala_Stampa/Rubriche/Parlamento/2008/20081002_FrattiniTrattatoLibia.htm

martedì 27 gennaio 2009

IL GRANDE FRATELLO DI SIGONELLA







Ignazio La Russa ce l’ha fatta. Lo aveva promesso nel giugno 2008: “faremo di Sigonella una delle più grandi base d’intelligence del mondo”. Adesso è certo: la stazione aeronavale in mano all’US Navy ospiterà il nuovo sistema AGS (Alliance Ground System) dell’Alleanza Atlantica per la sorveglianza della superficie terrestre e la raccolta e l’elaborazione d’informazioni strategiche.Il governo italiano ha sbaragliato un’agguerritissima concorrenza: a volere i sofisticati impianti di spionaggio c’erano Germania, Grecia, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia, Spagna e Turchia. Gli investimenti in infrastrutture per oltre un miliardo e 560 milioni di euro facevano gola a tutti. Gli Stati Uniti dovevano però ripagare in qualche modo l’incondizionata fedeltà dei governi d’Italia... alle scelte più scellerate di questi ultimi anni (guerre in Afghanistan e Iraq, nuova base militare di Aviano, comandi AFRICOM a Napoli e Vicenza, stazione radar satellitare MUOS a Niscemi, interventi in Libano, Darfur, Somalia e adesso Gaza). L'Italia dovrà comunque sborsare 150 milioni di euro entro la fine del 2010, anno in cui l’AGS diventerà pienamente operativo. Ma gli affari per i soliti noti del settore costruzioni militari è assicurato. L’Alliance Ground System si divide in tre componenti: una stazione fissa terrestre ove opera il Centro di commando e controllo; una stazione terrestre che può essere facilmente trasportata su velivoli o navi in caso d’emergenza e/o conflitto; le “Software Grounds Stations” costituite da sofisticati sistemi computerizzati che permettono di ricevere, decodificare e trasmettere le informazioni raccolte. Le stazioni terrestri sono state tutte progettate per supportare le operazioni di dispiegamento in tempi rapidissimi, in qualsiasi scacchiere internazionale, di forze terrestri, velivoli aerei, navi, sottomarini, unità missilistiche. L’AGS è dunque lo “strumento chiave per rendere più incisiva la Forza di Risposta della NATO (NRF)”, divenuta operativa nel giugno 2006. Il sistema consente inoltre di elaborare in tempo reale un quadro strategico e tattico prontamente disponibile ai Centri di comando e controllo sia della NATO che dei Paesi membri, in tempo di pace e di conflitto. “La capacità alleata di sorveglianza terrestre AGS, è un elemento fondamentale per dare alle forze schierate i mezzi per colpire i loro bersagli con grande precisione, proteggendole contemporaneamente dagli attacchi”, ha spiegato il relatore USA John Shimkus alla Sottocommissione per la cooperazione transatlantica dell’Assemblea Parlamentare della NATO. “L’Alliance Ground System segna un grosso progresso tecnologico per quanto riguarda la cooperazione alleata in materia di difesa. Grazie ad esso, i comandanti disporranno di un’immagine completa, in tempo reale, delle attività sul campo di battaglia man mano che esse si evolvono. Ciò consentirà un’individuazione molto efficace degli obiettivi ed aumenterà la precisione dei tiri in ambienti complessi”. L’elemento cardine del sistema sarà rappresentato da un modernissimo velivolo senza pilota equipaggiato con sistemi radar e sensori in grado di rilevare, seguire ed identificare con grande accuratezza e da grande distanza il movimento di qualsiasi veicolo sul terreno. Lo scorso anno, l’Alleanza Atlantica ha formalizzato la scelta per l’Euro Hawks UAV, una variante specifica dell’RQ-4B Global Hawk acquisito da US Air Force e US Navy, che offrirebbe “maggiori benefici in termini di supporto logistico, manutenzione ed addestramento”. Le caratteristiche tecniche del Global Hawk erano già invidiabili: con un peso di 13 tonnellate, questo aereo senza pilota può volare a circa 600 chilometri all’ora a quote di oltre 20.000 metri; ed è in grado di monitorare un’area di 103,600 chilometri quadrati grazie ad un potentissimo radar e all’utilizzo di telecamere a bande infrarosse. Le immagini registrate vengono poi trasmesse via satellite ai comandi terrestri. L’autonomia del Global Hawk è di 36 ore con un solo pieno di carburante. La sua rotta è fissata da mappe predeterminate, un po’ come accade con i missili da crociera Cruise, ma da terra gli operatori possono cambiare le missioni in qualsiasi momento. Il primo prototipo di Euro Hawk diventerà operativo entro il 2009: due colossi del complesso militare industriale, Northrop Grumman ed EADS lo stanno costruendo dopo aver sottoscritto un contratto di 410 milioni di euro. I velivoli senza pilota della NATO destinati a Sigonella dovrebbero essere 6, a cui si aggiungeranno i 4 RQ-4B che l’US Air Force dislocherà in Sicilia quando saranno completati i lavori di realizzazione degli hangar di manutenzione degli aerei. “L’AGS è uno dei più costosi programmi di acquisizione intrapresi dall’Alleanza”, dicono a Bruxelles. Per l’intero sistema di rilevazione è infatti prevista una spesa che sfiora i 4 miliardi di euro. A beneficiarsene sarà un consorzio costruito ad hoc da imprese statunitensi ed europee: oltre a Northrop ed EADS ci sono pure General Dynamics, Thales e l’italiana Galileo Avionica, società del gruppo Finmeccanica. Se era ormai nota da tempo la notizia dell’arrivo a Sigonella di squadriglie di velivoli spia senza pilota, ha destato sorpresa l’accenno del Capo di Stato Maggiore della Difesa, Vincenzo Camporini, all’“allestimento a Sigonella del sistema SIGINT” (acronimo di Signals Intelligence, nda). Ha dichiarato Camporini: “Abbiamo scelto questa base dopo un’attenta valutazione e per la sua centralità strategica nel Mediterraneo che le consentirà di concentrare in quella zona le forze d’intelligence italiane, della NATO e internazionali”. A Sigonella saranno dunque centralizzate le attività di raccolta d’informazioni ed analisi di comunicazioni, segnali e strumentazioni straniere, trasformando la Sicilia in un’immensa centrale di spionaggio mondiale. Un “Grande Fratello” USA e NATO, insomma, ma non solo. I sistemi di Signals Intelligence hanno infatti una funzione determinante per scatenare il “first strike”, convenzionale o nucleare che sia. Sono lo strumento chiave di ogni “guerra preventiva”. Una delle articolazioni SIGINT è la cosiddetta ELINT – Electronic Intelligence, che si occupa in particolare d’individuare la posizione di radar, navi, strutture di comando e controllo, sistemi antiaerei e missilistici, con lo scopo di pianificarne la distruzione in caso di conflitto. Per il funzionamento di aerei senza pilota, AGS e centrali di spionaggio, il ministro della difesa ha preannunciato l’arrivo in Sicilia di “800 uomini della NATO, con le rispettive famiglie”. I solerti sindaci dei comuni di Motta Sant’Anastasia (Catania) e Lentini (Siracusa) sono stati premiati. Ben quattro varianti ai piani regolatori approvate negli ultimi anni, consentiranno bibliche colate di cemento su terreni agricoli e aranceti: su di essi prolifereranno residence e villaggi per i militari nordamericani.

di Antonio Mazzeo: disarmiamoli



Ben fatto ministro Brunetta.

Ora che i genitori potrenno ricevere e mail e sms per sapere della carriera scolastica dei propri figli voglio che i miei dipendenti - deputati e senatori comunichino via internet le loro dichiarazioni dei redditi,si descrivvano dicendo prima di tutto quante condanne pendenti hanno e quanti soprusi hanno fatto per i giochi di potere,quanti vanno a cena con delinquesnti e chi sono i capi della malavita che per certo sono sono seduti LI in parlamento a decidere per noi!

Voglio le intercettazioni libere visto che IO non ho nulla da nascondere e se qualcuno devo parlare male di qualcuno lo faccio direttamente .........vai Brunetta non fermarti in fondo se hanno scelto la vita politica devono capire che hanno scleto di essere di pubblico dominio...solo una cosa Brunetta :

in Italia il 5 % della popolazione italiana non avrà mai la copertura Internet/ADSL e a loro come facciamo a far sapere le notizie sui figli?....piccione?

sabato 24 gennaio 2009

NON CAMBIANO MAI I NOSTRI POLITICI







Hanno fatto infuriare persino Brunetta. Proprio nel suo Veneto, proprio nella Regione amministrata dal suo centrodestra, hanno cercato di mettere i boiardi al riparo dalle leggi anti-fannulloni. Nel silenzio delle vacanze natalizie, una circolare ha esentato i top manager della Regione dalle nuove trattenute malattia. Da giugno infatti ai dipendenti pubblici che restano a letto nel periodo iniziale viene decurtato lo stipendio di ogni voce accessoria. Ma il Veneto ha aspettato fine anno prima di varare la norma, con il risultato di dovere chiedere un semestre di tagli arretrati a chi era già caduto vittima dei malanni. Poi dall'inizio del 2008 sono diventati operative le sottrazioni: per ogni giorno di malattia, un usciere del livello più basso perderà otto euro, un funzionario da dieci a 20, un dirigente da 64 fino a 77. Un salasso che dovrebbe dissuadere dalle assenze ingiustificate. Il problema è che i top manager, quei 70 amministratori che siedono nella stanza dei bottoni della Regione guidata da Giancarlo Galan, si sono auto-esentati: per loro non sono previste sanzioni nè deterrenti. Il loro contratto garantisce stipendi da 100 mila euro l'anno in su e non segue le regole della pubblica amministrazione. Una scelta che ha fatto infuriare i sindacati. E che ha spinto Renato Brunetta a scrivere a Galan: «La legge vale per tutti». Ora la Regione cercherà di trovare una soluzione. Sperando che i supermanager non si ammalino prima.
FIRMATE TUTTI LA PETIZIONE

mercoledì 21 gennaio 2009

UNA NUOVA SPERANZA PER TUTTI


Barack Obama il primo presidente afro-americano, ha giurato a Washington Come governerà lo vedremo nei prossimi mesi. Anche se per lui la situazione non potrebbe essere peggiore: recessione, disoccupazione, una crisi finanziaria senza uguali, il pantano irakeno e quello afgano, lasciano presagire che la partenza di Barack Obama sarà in salita. Già ora però la sua elezione a presidente degli Stati Uniti scompagina molti giochi in quelle che, a torto o ragione, vengono considerate le province dell'impero americano. La vittoria di Obama segna infatti l'inizio del declino per le campagne elettorali basate sulla paura. Dimostra che si può ottenere consenso dai cittadini proponendo un mondo diverso: fatto di minori diseguaglianze sociali, di maggior rispetto per l'ambiente, di partecipazione.A oggi è questa la novità di Obama. Ed è una novità che preoccupa una parte consistente del nostro governo. Le frasi infelici di Silvio Berlusconi "sull'abbronzatura" del neo-presidente, che riecheggiano direttamente quelle usate dal leghista Roberto Calderoli per zittire la giornalista Rula Jebreal, e quelle sconcertanti del capogruppo della Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, sui brindisi di Al Qaeda per l'arrivo di Barack alla Casa Bianca, sono un segno di nervosismo. leggi --> il discorso di Obama

sabato 17 gennaio 2009

QUELL' UOMO INSULSO DI EMILIO FEDE


Nuovo coup de maitre dell’inesauribile Emilio Fede. Nel corso del Tg4, andando coraggiosamente contro l’opinione pubblica e il suo stesso comitato di categoria -quello dei giornalisti- ha espresso dei giudizi sarcastici nei confronti di Roberto Saviano, autore del libro denuncia contro la Camorra Gomorra, per il quale quale vive sotto scorta da ormai due anni.
Lo scrittore si era scagliato, nel corso di un lungo soliloquio durante il Festival della letteratura di Mantova, contro alcuni giornali e gli avvocati dei boss ("I vostri assistiti fateli venire direttamente, o pensate che abbia paura? Ma per niente") e lamentando la sua condizione di scortato ("Non prendi più un treno, non entri più in una macchina che non sia blindata. Ho il sogno di una casa. Le vite delle persone a cui vuoi bene si svolgono senza di te").Fede, riportando la notizia della solidarietà espressa dal comitato dei giornalisti, esprime la propria perplessità sulla condizione da "recluso" di Saviano, che secondo lui avrebbe invece ben cavalcato l’onda e il successo dei suoi scoop giornalistici, visto che i diritti del libro prima e del film dopo gli avrebbero fruttato non pochi soldi. E sulla condizione da lui lamentata di scortato Emilio conclude ancor più sarcasticamente: "Potrei dargli lezioni io, visto che lo sono da molto più tempo. Ma non lo vado a raccontare".
Queste le parole di Fede: «C’è stata una solidarietà del comitato dei giornalisti, e va bene, lo condividiamo. Ma insomma mi pare che...no, nel senso non che ce l'abbia con Saviano ma lui si propone molto: c'è un film, un libro, che si vende, i diritti del libro e dei film che portano a casa tanti bei soldini. Che poi lui racconti che vive da scortato, ecco io potrei raccontarglielo meglio visto che vivo da scortato da più tempo ma non vado raccontando il perchè lo sono....»
Ecco il video:

giovedì 15 gennaio 2009

ALLA FACCIA DEL RIGORE.........


Notizia dal Tropico del Capricorno. Il ministro Angelino Alfano, ex segretario personale di Silvio Berlusconi, attualmente ministro di Grazia e Giustizia di Silvio Berlusconi, nonché padre dell’omonimo lodo che assegna l’immunità giudiziaria a Silvio Berlusconi, ha trascorso la sua settimana di relax al villaggio Valtur Le Flamboyant nella pregevole isola di Mauritius, Oceano Indiano, ospite della famiglia Patti, proprietaria di tutti i Valtur, siciliana proprio come la famiglia del ministro. Il volo di Stato che lo ha condotto laggiù è atterrato il 29 dicembre. Un bel sole attendeva il ministro, la sua consorte, i figlioletti, e i due uomini di scorta che per tutta la settimana hanno brillantemente presidiato la spiaggia, le cascatelle, la zona relax del bar, senza che nulla di male accadesse al ministro. Il quale di giorno veleggiava in catamarano. Visitava l’Isola dei Cervi. Sonnecchiava sotto l’ombrellone. Pensava. Senza dare confidenza neppure al suo collega di coalizione, Adolfo Urso, onorevole, ex sottosegretario, che quasi tutti i giorni provava a parlargli sul bagnasciuga, ma senza esito. Generoso di parole, invece, lo è stato nelle cene che trascorreva con i membri della famiglia Patti, alcuni dei quali, negli anni scorsi sono usciti totalmente prosciolti da una indagine per riciclaggio di denaro di Cosa Nostra e false fatturazioni. Il conto finale della settimana, 5 mila euro a testa per la junior suite sulla spiaggia, è stato certamente saldato dal ministro prima della partenza.

LA BUFALA DELLA SOCIAL-CARD


Parliamo dei costi di produzione della tessera, di circuito, di pagamento e di ricarica.
La produzione fisica della tessera costa circa 50 centesimi a pezzo (costo fornito dagli emittenti), quindi già 650 mila euro sono stati utilizzati.
Il circuito di pagamento chiede una percentuale all'esercente, che in media è circa del 2% del pagamento stesso.
Quindi, auspicando a una compartecipazione dell'esercente alla spesa, sono, a essere ottimisti, altri 6 milioni di euro di spesa statale.
Per quanto riguarda la ricarica, le commissioni normalmente applicate dalle Poste non sono certo esigue perché ammontano a 1 euro a ricarica.
Quindi per ogni carta sono 6 euro annui che lo Stato dovrebbe pagare: in ogni caso, applicando ad esempio un costo di 10 centesimi a ricarica, lo Stato comunque versa a Poste italiane circa 800 mila euro in un anno.
Tirando le somme, senza considerare i costi delle lettere inviate agli italiani (ancora una volte le Poste ringraziano), circa 7,5 milioni di euro si perdono lungo il tragitto che porta i 40 euro al mese nelle tasche delle famiglie. Anche un bambino avrebbe capito che sarebbe stato meglio un trasferimento diretto, tramite pensione o busta paga,ma i nostri politici sono dei dementi quindi..........

martedì 13 gennaio 2009

ENERGIA A BASSO COSTO ALTRO CHE NUCLEARE


Energia e acqua potabile a costi irrilevanti e senza soluzione di continuità , senza impatto ambientale in sinergia con zone povere del pianeta che diventerebbero ricchissime.
Il progetto DESERTECS con studi svolti dal Centro tedesco di Ricerca Aerospaziale (DLR) sulla base di dati satellitari telederivati hanno dimostrato che centrali a energia solare Termodinamica, disposte su meno del 0.3% dell’intera superficie dei deserti dell’area MENA (Middle East and North Africa), sarebbero in grado di generare elettricità e acquapotabile in quantità tale da coprire la domanda attuale dei paesi EU-MENA (Europa e Nord Africa)
Sfruttando i venti del Marocco e delle zone intorno al Mar Rosso, sarebbe possibile generare ulteriori forniture di energia.

L’energia solare ed eolica così prodotta potrebbe essere distribuita nei paesi dell’area M.E.N.A. e trasmessa in Europa attraverso linee di corrente continua ad alta tensione (High VoltageDirect Current, HVDC) con perdite limitate al 10-15%.
Il Club of Rome e TREC stanno entrambi sviluppando il progetto DESERTEC per combinare le potenzialità della tecnologia e dei deserti per raggiungere la sicurezza dell’approvvigiona-mento energetico e idrico, nonché per salvaguardare il clima.
Paesi come l’Algeria, l’Egitto, la Giordania, la Libia, il Marocco e la Tunisia hanno già dichiarato il loro interesse alla collaborazione in quest’ambito.
leggi il progetto su:

sabato 10 gennaio 2009

GLI ALTRI PAESI LE SMANTELLANO NOI..........


Il comitato di affari PDL e PD ha deciso che il nucleare si deve fare. Il futuro economico, energetico, industriale dellItalia legato al nucleare. I media si sono subito allineati, sanno che lopinione pubblica contraria. Nelle prossime settimane, nei prossimi mesi, attraverso dati, pubblicazioni scientifiche, testimonianze, video, interviste dimostrer il contrario. Non difficile.Nucleare? No grazie.Nel 1987 venti milioni di italiani hanno votato un referendum contro il nucleare. Scajola e la Marcegaglia contano pi della volont degli italiani? Chi li autorizza a prendere decisioni a nome del popolo italiano?Si vuole il nucleare? Si tenga un nuovo referendum. Se gli italiani voteranno a favore, allora si potr fare. Altrimenti no. Non si possono costruire centrali nucleari ignorando il risultato di un referendum popolare.Scajola vuol fare lo sconto sulla bolletta a chi acconsente per centrali nucleari vicino a casa. Dia lui l'esempio con una discarica di scorie nucleari nel suo giardino. La bolletta gliela pago io.
Obama nel suo programma per il rilancio dell'economia prevede anche la produzione di energia da fonti alternative. "Per incentivare la nascita dell'economia dell'energia pulita - ha detto Obama - raddoppieremo la produzione da fonti alternative in tre anni".
"Modernizzeremo più del 75% degli edifici pubblici - ha spiegato - e miglioreremo l'efficienza energetica di due milioni di case americane, consentendo ai consumatori e ai contribuenti di risparmiare".
E NOI il paese del sole che fa? installiamo il nucleare........siamo in mano a dei dementi........veramente dei deficenti

venerdì 9 gennaio 2009

ECCO ISRAELE


Israele ha rinchiuso centinaia di civili in una scuola come in una scatola, decine di bambini, e poi la schiacciata con tutto il peso delle sue bombe. E quale sono state le reazioni nel mondo? Quasi nulla. Tanto valeva nascere animali, piuttosto che palestinesi, saremmo stati più tutelati."
Le voci incontrollate che da giorni circolano lungo tutta la Striscia sono quelle secondo le quali l'esercito israeliano starebbe tirando addosso ai palestinesi una pioggia di armi non convenzionali, vietate dalla Convenzione di Ginevra.
Cluster bombs e bombe al fosforo bianco. Esattamente le stesse che l'esercito di Tsahal utilizzò nell'ultima guerra in Libano, e l'aviazione USA a Falluja, in violazione delle le norme internazionali.
Dinnanzi all'ospedale Al Auda ci sono stati stati testimoni che hanno filmato le prove dell'utilizzo di bombe al fosforo bianco,.
Il Trattato di Ginevra del 1980 prevede che il fosforo bianco non debba essere usato direttamente come arma di guerra nelle aree civili, ma solo come fumogeno o per l'illuminazione. Non c'è dubbio che utilizzare quest'arma sopra Gaza, una striscia di terra dove si concentra la più alta densità abitativa del mondo, è già un crimine a priori. Il dottor Abdel ha riferito che all'ospedale Al Shifa non hanno la competenza militare e medica, per comprendere se alcune ferite di cadaveri che hanno esaminato siano state prodotte effettivamente da proiettili al fosforo bianco. A detta sua però, in venti anni di mestiere, non ha mai visto casi di decessi come quelli portati all'ospedale nelle ultime ore. Ha spiegato di traumi al cranio, con fratture a vomere, mandibola, osso zigomatico, osso lacrimale, osso nasale e osso palatino che indicherebbero l'impatto di una forza immensa con il volto della vittima. Quello che ha detta sua è totalmente inspiegabile, è la totale assenza di globi oculari, che anche in presenza di traumi di tale entità dovrebbe rimanere al loro posto, almeno in tracce, all'interno del cranio. Invece stanno arrivando negli ospedali palestinesi cadaveri senza più occhi, come se qualcuno li avesse rimossi chirurgicamente prima di consegnarli al coroner. Israele ha fatto sapere che da oggi è generosamente concessa una tregua ai suoi bombardamenti di 3 ore quotidiane, dalle 13 alle 16. Queste dichiarazioni dei vertici militari israeliani vengono apprese dalla popolazione di Gaza, con la stessa attendibilità dei leaders di Hamas quando dichiarano di aver fatto strage di soldati nemici. Sia chiaro, il peggior nemico dei soldati di Tel Aviv sono gli stessi combattenti sotto la stella di Davide. Ieri una nave da guerra al largo del porto di Gaza, ha individuato un nutrito gruppo di guerriglieri della resistenza palestinese muoversi compatto intorno a Jabalia e ha cannoneggiato. Erano invece dei loro commilitoni, risultato: 3 soldati israeliani uccisi, una ventina i feriti. Alle tregue sventolate da Israele qui non ci crede ormai nessuno, e infatti alle 14 di oggi Rafah era sotto l'attacco degli elicotteri israeliani, e a Jabalia l'ennesima strage di bambini: tre sorelline di 2, 4, e 6 della famiglia Abed Rabbu. Una mezz'ora prima sempre a Jabilia ancora una volta le ambulanze della mezzaluna rossa sotto attacco. ECCO IL VIDEO DA VEDERE CON FEGATO

VIA AGLI HAKER-SBIRRI


Il Consiglio dei Ministri Europeo ha dato l'assenso e subito Inghilterra e Germania si sono mosse per adeguarsi con gioia al nuovo corso: nell'Unione Europea è ora possibilie l'hacking di Stato.
Le forze di polizia degli Stati membri non hanno più bisogno di un mandato e di essere in possesso di prove per perquisire da remoto i computer dei cittadini: ora hanno ufficialmente il permesso di avviare una "sorveglianza intrusiva della proprietà privata" in maniera del tutto autonoma e anonima.
I gruppi in difesa dei diritti umani, Liberty in testa, stanno insorgendo. Shami Chakrabarti, membro di Liberty, sostiene che "Non è diverso dall'irrompere a casa di qualcuno, analizzare i suoi documenti e sequestrare l'hard disk". Solo che in questo modo il sospettato (se ancora così lo si può definire) non ne ha nemmeno coscienza.
Ovviamente, intromettersi nel computer di qualcuno è un'attività che richiede la compromissione del sistema che opera su quel determinato Pc: assisteremo forse all'invio di mail che contengono virus da parte delle forza dell'ordine? E i produttori di antivirus e software per la sicurezza come si porranno in questa situazione?
Nonostante il Ministero dell'Interno inglese si sia subito attivato per sminuire la portata di questo provvedimento ma senza negare le conseguenze paventate, non solo la privacy dei cittadini viene messa a rischio (qualcuno potrebbe anche dire "Ma tanto io non ho nulla da nascondere") ma la sicurezza stessa dei loro computer.
Senza contare, poi, le sempre presenti possibilità di abuso di un potere esercitabile senza bisogno dell'autorizzazione di alcuno.

giovedì 8 gennaio 2009

ECCO UN UOMO RESPONSABILE


Il presidente eletto ha annunciato il pacchetto per il rilancio dell'economiache prevede un taglio delle tasse di mille dollari per il 95% delle famiglie americane, in programma raddoppio della produzione di energia alternativae la creazione di circa tre milioni di posti di lavoro ecco i punti salienti:
Riduzione delle imposte: mille dollari per il 95% delle famiglie, specificando che il taglio delle tasse servirà a incitare gli americani a "tornare a spendere";
Occupazione: Il piano di rilancio dell'economia predisposto dal team del neopresidente, che prevede il raddoppio della produzione di energia rinnovabile entro tre anni allo scopo di creare 3 milioni di posti di lavoro entro il suo primo biennio alla Casa Bianca;
Fonti alternative e infrastrutture: Il pacchetto per il rilancio dell'economia riguarda anche la produzione da fonti alternative. "Per incentivare la nascita dell'economia dell'energia pulita - ha detto Obama - raddoppieremo la produzione da fonti alternative in tre anni". Ribadito l'impegno a favore della scuola e del miglioramento delle infrastrutture: "Lavoreremo per modernizzare gli edifici federali, costruiremo strade, ponti e scuole, fornendo le dotazioni tecnologiche necessarie nel ventunesimo secolo. Investiremo nelle nuove tecnologie e nelle energie rinnovabili", ha detto il presidente eletto. "Dobbiamo fare scelte difficili" per porre "le fondamenta di un nuovo sistema economico", ha detto Obama. "Modernizzeremo più del 75% degli edifici pubblici - ha spiegato - e miglioreremo l'efficienza energetica di due milioni di case americane, consentendo ai consumatori e ai contribuenti di risparmiare".
E il nostro caro PRESIDENTE DEL CONSIGLIO IRRESPONSABILE A CHE PENSA ?

domenica 4 gennaio 2009

IL CAPODANNO DEL CAPOGRUPPO


Sono giorni convulsi per l’on. Maurizio Gasparri, inopinatamente capogruppo del Pdl. Entusiasta all’idea che forse “rubano anche a sinistra” (a destra è scontato), eccitatissimo dalla prospettiva di poter fare la morale a Di Pietro, l’acuto statista ha annullato tutti gli impegni di fine anno e ha trascorso le sante feste esternando al ritmo di due dichiarazioni al minuto e polverizzando il record del ministro-kiwi Rotondi (nelle fisiologiche pause idrauliche lo rimpiazzava Capezzone, altro maratoneta degno di minzione). Cotanto accaldarsi va capito: Gasparri è quello che nel ’95 voleva Di Pietro leader del Polo al posto di Berlusconi e lo faceva sapere con gli stessi toni orgasmici con cui oggi lo dipinge come la versione deteriore di Provenzano: “Per noi di An - urlacchiava, pensando di fargli un complimento - Tonino è meglio del Duce!”. Ora, comprensibilmente, deve far dimenticare quegli sbracciamenti, e appare in ogni tg per lanciare improbabili “sfide” a Di Pietro e dire che “le dimissioni di suo figlio dimostrano che è colpevole”, ma “non bastano” perché “ci vuole ben altro”. La garrota, come minimo. Pare che, vedendolo così agitato all’inseguimento dell’ennesima telecamera, un passante gli abbia domandato: “Scusi Gasparri, ma se Di Pietro jr. deve dimettersi per una raccomandazione, che dovrebbe fare lei che guida un gruppo parlamentare con decine di pregiudicati, imputati e indagati, persino per mafia?”. A quel punto Gasparri è entrato in confusione, biascicando: “Di Pietro per noi è meglio del Duce!”. Gl’infermieri, che lo tallonano con discrezione, l’hanno subito trasportato a Palazzo Grazioli, dov’è stato a lungo sedato. Il decorso è regolare.