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domenica 4 gennaio 2009

IL CAPODANNO DEL CAPOGRUPPO


Sono giorni convulsi per l’on. Maurizio Gasparri, inopinatamente capogruppo del Pdl. Entusiasta all’idea che forse “rubano anche a sinistra” (a destra è scontato), eccitatissimo dalla prospettiva di poter fare la morale a Di Pietro, l’acuto statista ha annullato tutti gli impegni di fine anno e ha trascorso le sante feste esternando al ritmo di due dichiarazioni al minuto e polverizzando il record del ministro-kiwi Rotondi (nelle fisiologiche pause idrauliche lo rimpiazzava Capezzone, altro maratoneta degno di minzione). Cotanto accaldarsi va capito: Gasparri è quello che nel ’95 voleva Di Pietro leader del Polo al posto di Berlusconi e lo faceva sapere con gli stessi toni orgasmici con cui oggi lo dipinge come la versione deteriore di Provenzano: “Per noi di An - urlacchiava, pensando di fargli un complimento - Tonino è meglio del Duce!”. Ora, comprensibilmente, deve far dimenticare quegli sbracciamenti, e appare in ogni tg per lanciare improbabili “sfide” a Di Pietro e dire che “le dimissioni di suo figlio dimostrano che è colpevole”, ma “non bastano” perché “ci vuole ben altro”. La garrota, come minimo. Pare che, vedendolo così agitato all’inseguimento dell’ennesima telecamera, un passante gli abbia domandato: “Scusi Gasparri, ma se Di Pietro jr. deve dimettersi per una raccomandazione, che dovrebbe fare lei che guida un gruppo parlamentare con decine di pregiudicati, imputati e indagati, persino per mafia?”. A quel punto Gasparri è entrato in confusione, biascicando: “Di Pietro per noi è meglio del Duce!”. Gl’infermieri, che lo tallonano con discrezione, l’hanno subito trasportato a Palazzo Grazioli, dov’è stato a lungo sedato. Il decorso è regolare.

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