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giovedì 15 gennaio 2009

LA BUFALA DELLA SOCIAL-CARD


Parliamo dei costi di produzione della tessera, di circuito, di pagamento e di ricarica.
La produzione fisica della tessera costa circa 50 centesimi a pezzo (costo fornito dagli emittenti), quindi già 650 mila euro sono stati utilizzati.
Il circuito di pagamento chiede una percentuale all'esercente, che in media è circa del 2% del pagamento stesso.
Quindi, auspicando a una compartecipazione dell'esercente alla spesa, sono, a essere ottimisti, altri 6 milioni di euro di spesa statale.
Per quanto riguarda la ricarica, le commissioni normalmente applicate dalle Poste non sono certo esigue perché ammontano a 1 euro a ricarica.
Quindi per ogni carta sono 6 euro annui che lo Stato dovrebbe pagare: in ogni caso, applicando ad esempio un costo di 10 centesimi a ricarica, lo Stato comunque versa a Poste italiane circa 800 mila euro in un anno.
Tirando le somme, senza considerare i costi delle lettere inviate agli italiani (ancora una volte le Poste ringraziano), circa 7,5 milioni di euro si perdono lungo il tragitto che porta i 40 euro al mese nelle tasche delle famiglie. Anche un bambino avrebbe capito che sarebbe stato meglio un trasferimento diretto, tramite pensione o busta paga,ma i nostri politici sono dei dementi quindi..........

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