IL NOSTRO DEBITO PUBBLICO IN QUESTO ISTANTE AMMONTA A:

sabato 28 febbraio 2009

UN POPOLO DI POETI DI ARTISTI DI EROI DI SANTI DI PENSATORI DI SCIENZIATI DI NAVIGATORI DI TRASMIGRATORI....E CACCIATORI







Ragazzini con la doppietta. Spari nei parchi naturali. Restituzione delle armi ai bracconieri. E caccia libera per tutto l'anno nelle aziende faunistiche private. Sono solo alcune delle previsioni con le quali una nuova legge sulla caccia sta per abbattersi sulla fauna italiana. Ribaltando regole e divieti e liberalizzando gran parte dell'attività venatoria, in un testo unico affidato alle cure del senatore del Popolo delle libertà Franco Orsi, parlamentare ligure dalla brillante carriera regionale, all'insegna dello slogan: 'Per la caccia vota un cacciatore'.Tanto per cominciare, si abbassa l'età in cui è consentito imbracciare il fucile: a 16 anni si potrà prendere un patentino e andare a sparare per boschi e contrade. Il popolo dei 700 mila cacciatori italiani dunque si potrà infoltire di figli e nipoti, che la legge considera immaturi per votare e guidare un'auto, ma non per impallinare un cinghiale. Come si regolerà la responsabilità civile e penale in caso di incidenti causati dai minorenni in doppietta, non è specificato dal progetto di legge. Che invece detta minuziosamente le norme per l'allargamento della libertà di caccia, unificando diverse proposte accumulatesi negli anni, tutte provenienti dai banchi del centrodestra. Le intenzioni sono chiare, sin dall'articolo 1 che, dettando i principi generali, fa sparire la solenne affermazione dell'interesse della comunità nazionale alla protezione della fauna. Messa in chiaro la filosofia, si passa ai fatti. Nei parchi naturali si potrà sparare: sarà lecita la caccia in deroga "per piccole quantità" e quella per il "controllo faunistico", insomma quando ci sono animali in eccesso che danno fastidio. Conclusione: "Nei parchi si potranno cacciare peppole e fringuelli, con piani pluriennali", denuncia Legambiente.
Ma non è tutto: le regioni che hanno istituito parchi su più del 30 per cento del territorio saranno punite con sanzioni economiche. Nessuna sanzione, invece, per chi sta al di sotto del minimo di zone protette previsto dalla legge.Se la deregulation arriva nei parchi, figuriamoci fuori. Mentre finora la legge del cacciatore è stata incentrata sul suo ancoraggio al territorio, in futuro le doppiette potranno spostarsi da una regione all'altra per seguire gli uccelli migratori: basterà comunicarlo alle autorità e pagare qualcosa. I poveri migratori se la vedranno brutta anche per la riduzione delle aree protette sui valichi montani, dove adesso passano indisturbati mentre in futuro sarà consentita la presenza di cacciatori. Liberalizzazione totale anche per quanto riguarda l'uso di uccelli come esche o zimbelli: via il tetto massimo, via anche gli anellini per identificarli ed evitare abusi. "È una pratica arcaica oltre che crudele: per fortuna lo fanno in pochi, non si capisce perché la legge vuole questo ritorno al passato", dice Danilo Selvaggi della Lipu. A proposito di pratiche arcaiche: se un cacciatore vuole imbalsamare le sue prede, avrà carta bianca senza i vincoli e le regole che esistono per gli imbalsamatori ufficiali. Il controllo della fauna, già evocato per aprire alla caccia nei parchi, permetterà ai sindaci di dare mano libera ovunque ai cacciatori per abbattere animali che fanno danni o causano fastidio: cervi, lupi ma anche cani e gatti. Non mancano infine le novità affidate al privato: nelle aziende faunistico-venatorie si potrà cacciare tutto l'anno e anche senza licenza, sparando su animali appositamente liberati per il divertimento di tiratori da luna park. E per coloro che violeranno le (poche) regole che restano, mano di velluto: ai bracconieri presi sul fatto basterà pagare una multa per riavere le proprie armi. E riprendere la caccia.

DA ESPRESSO.IT

mercoledì 25 febbraio 2009

ITALIA : PAESE A SOVRANITA' POPOLARE LIMITATA









L' 8-9 novembre 1987 si votò in Italia per cinque quesiti referendari: due sulla giustizia e tre sul nucleare. Qui si tratteranno solo i tre referendum relativi al nucleare.Ci sono alcuni motivi da tenere presente nel considerare l' istituto del referendum, che in occasione del cosiddetto "referendum sul nucleare" (o "referendum antinucleare") non è stato e non poteva essere "nucleare si, nucleare no". [1]
Il primo motivo è che le uniche risposte possibili alle domande di un referendum sono “si” e “no”; non è possibile dare alternative, cioè fare una scelta diversa. Per esempio, se il referendum mi chiedesse se sono d’accordo ad eliminare (mettiamo) la camera dei deputati, io non potrei rispondere che non voglio la totale eliminazione, ma, supponiamo, semplicemente la riduzione del numero di deputati da 630 a 600; dovrei giocoforza scegliere tra la conservazione dello situazione attuale o la sua abolizione.Il secondo motivo è che il referendum è puramente abrogativo (vedi articolo 75 della Costituzione della Repubblica Italiana): cioè, può essere utilizzato soltanto per abolire una legge esistente, e non per proporre una legge nuova. La proposta di una nuova legge di iniziativa popolare può essere presentata se sottoscritta da almeno cinquantamila elettori (art. 71 e 72 della Costituzione), ma dovrà poi comunque seguire l’iter di qualunque altra proposta di legge, cioè essere esaminata da una commissione e poi dalle due camere ed approvata articolo per articolo.Il terzo motivo è che il referendum permette non solo l’abrogazione totale, ma anche quella parziale di una legge; ciò significa che di una legge composta di cento articoli è possibile abolirne magari uno solo, il che può rendere un’intera legge praticamente inapplicabile a causa di un solo articolo annullato. [2]
Come detto, contemporaneamente si votò per tre referendum relativi al nucleare. Le tre domande che furono rivolte ai cittadini elettori italiani furono le seguenti (se ne riporta il senso, più che il contenuto esatto):
Volete che venga abrogata la norma che consente al Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) di decidere sulla localizzazione delle centrali nel caso in cui gli enti locali non decidono entro tempi stabiliti?(la norma a cui si riferisce la domanda è quella riguardante "la procedura per la localizzazione delle centrali elettronucleari, la determinazione delle aree suscettibili di insediamento", previste dal 13° comma dell'articolo unico legge 10/1/1983 n.8)
Volete che venga abrogato il compenso ai comuni che ospitano centrali nucleari o a carbone?(la norma a cui si riferisce la domanda è quella riguardante "l'erogazione di contributi a favore dei comuni e delle regioni sedi di centrali alimentate con combustibili diversi dagli idrocarburi", previsti dai commi 1,2,3,4,5,6,7,8,9,10,11,12 della citata legge)
Volete che venga abrogata la norma che consente all’ENEL (Ente Nazionale Energia Elettrica) di partecipare ad accordi internazionali per la costruzione e la gestione di centrali nucleari all'estero?(questa norma è contenuta in una legge molto più vecchia, e precisamente la N.856 del 1973, che modificava l’articolo 1 della legge istitutiva dell’ENEL).
[3]Dunque, all' atto pratico, con le tre domande si domandava di cancellare alcune disposizioni di legge concepite per rendere più facili e rapidi gli insediamenti energetici: la prima era stata creata per evitare che il sindaco di un piccolo paese di duemila abitanti dove era previsto l’insediamento di una centrale nucleare potesse opporsi ad oltranza, mentre la seconda era la cosiddetta “monetizzazione del rischio” per i comuni che ospitavano impianti di produzione di energia (non necessariamente nucleari, ma anche a carbone). [4]
Qui sotto sono riportati i risultati dei tre "referendum sul nucleare": in tutti e tre i casi vinse il SI all'abrogazione.
1- Referendum per l' abolizione della procedura per la localizzazione delle centrali elettronucleari

Elettori 45.869.897
Votanti 29.862.376 % Votanti 65,1
Astenuti 16.007.521 % sugli Elettori 34,9
Voti Validi RISPOSTA AFFERMATIVA 20.984.110 % 80,6
RISPOSTA NEGATIVA 5.059.819 % 19,4
Totale 26.043.929
Voti non Validi Totale 3.818.447 % sui Votanti 12,8
Schede Bianche 2.536.648 % sui Votanti 8,5

2 - Referendum per l' abolizione dei contributi a regioni e comuni sedi di impianti elettronucleari

Elettori 45.870.230
Votanti 29.871.570 % Votanti 65,1
Astenuti 15.998.660 % sugli Elettori 34,9
Voti Validi RISPOSTA AFFERMATIVA 20.618.624 % 79,7
RISPOSTA NEGATIVA 5.247.887 % 20,3
Totale 25.866.511
Voti non Validi Totale 4.005.059 % sui Votanti 13,4
Schede Bianche 2.654.572 % sui Votanti 8,9

3 - Referendum per l' abolizione della partecipazione dell' Enel alla realizzazione di impianti elettronucleari all'estero

Elettori 45.849.287
Votanti 29.855.604 % Votanti 65,1
Astenuti 15.993.683 % sugli Elettori 34,5
Voti Validi RISPOSTA AFFERMATIVA 18.795.852 % 71,9
RISPOSTA NEGATIVA 7.361.666 % 28,1
Totale 26.157.518
Voti non Validi Totale 3.698.086 % sui Votanti 12,4
Schede Bianche 2.388.117 % sui Votanti 8,0
(fonte: "Ministero dell' Interno" - Dipartimento per gli Affari interni e territoriali - Direzione Centrale dei Servizi Elettorali ) [5]--
Tuttavia i referendum, così come erano stati formulati, non permisero agli italiani di esprimersi anche su un altro quesito: se permettere di comprare o meno energia elettrica prodotta da centrali nucleari all' estero. Ecco perchè ancora oggi l' Italia può comprare energia nucleare dalla Francia.Il Governo, considerati i risultati del referendum, procedette alla sospensione dei lavori della centrale di Trino 2 (Vercelli), alla chiusura della centrale di Latina, alla verifica della sicurezza delle centrali di Caorso (Piacenza) e di Trino 1 (Vercelli) e della fattibilità di riconversione della centrale di Montalto di Castro (Viterbo).
Dunque con il referendum abrogativo del 1987 è stato "di fatto" sancito l'abbandono, da parte dell'Italia, del ricorso al nucleare come forma di approvvigionamento energetico. In attuazione di detto referendum, infatti, nel 1988 il Governo italiano, in sede di approvazione del nuovo «Piano energetico nazionale», ha deliberato la moratoria nell'utilizzo del nucleare da fissione quale fonte energetica, lanciando nel contempo un programma per l'arresto, a breve, dell'assemblaggio di combustibile nucleare.Con detta procedura, si è pertanto posto il problema dello smantellamento delle centrali nucleari esistenti e della messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi derivanti dal funzionamento delle stesse. A questo problema hanno dato concretamente seguito, tra la fine degli anni '80 e l'inizio degli anni '90, varie delibere del CIPE, che hanno disposto la chiusura definitiva degli impianti interessati. Tra dette delibere, si segnalano in particolare quelle relative alle centrali di Trino Vercellese e Caorso (luglio 1990), che avevano già provveduto, peraltro, alla preventiva fermata degli impianti nel marzo del 1987.E in linea generale negli anni subito successivi (tra il 1987 e il 1995), ci si è preoccupati soprattutto di procedere alla definitiva ed effettiva chiusura degli impianti in esercizio. [5]


fonti:http://www.giorgioprinzi.it/nucleare/cirn/forum/_interventi/0000000a.htm [1]http://www.giorgioprinzi.it/nucleare/cirn/forum/_interventi/00000009.htm [2]http://www.giorgioprinzi.it/nucleare/cirn/forum/_interventi/0000000b.htm http://www.aziendabari.it/readnews.php?id=2850&cliente=33 [3]http://www.giorgioprinzi.it/nucleare/cirn/forum/_interventi/0000000c.htm [4]http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/rifiuti_nucleare/indagine_camera.html [5

martedì 24 febbraio 2009






Accordo fatto tra Italia e Francia sull'energia nucleare. Il premier Silvio Berlusconi e il capo dell'Eliseo, Nicolas Sarkozy, hanno siglato l'intesa che prevede la cooperazione tra i due Paesi sulla produzione di energia con l'atomo e apre la strada alla costruzione in Italia di quattro centrali di terza generazione. Questo il tema principale del vertice italo-francese di oggi a Villa Madama, Roma. Una giornata di incontri tra i ministri dei due Paesi, dove molti sono stati i temi in discussione, dalla Tav alla crisi finanziaria. Premier: "Dobbiamo adeguarci". "E' una gioia aver firmato questi accordi sul nucleare", ha esordito il premier durante la conferenza stampa. Per Berlusconi il ritorno al nucleare è imprescindibile: "Dobbiamo adeguarci e svegliarci da questo sonno che stiamo facendo da decenni - ha detto - e affrontare la costruzione di centrali nucleari in Italia con al fianco gli amici francesi, che ci mettono a disposizione il loro know how e grazie al quale risparmieremo anni e soldi". Finora l'ostacolo, secondo il presidente del Consiglio, è stato "il fanatismo ideologico" degli ambientalisti. Sarkozy: "Partnership illimitata". Il capo dell'Eliseo ha parlato di un accordo "storico" e ha detto che, se l'Italia confermerà il suo ritorno al nucleare (manca ancora l'approvazione del ddl Scajola, ndr), la Francia è disponibile a una "partnership illimitata". "Siamo pronti a dare un aiuto forte per il ritorno di Roma al nucleare", ha aggiunto il presidente francese.



sabato 21 febbraio 2009

SEI EX CONSIGLIERE? IN REGALO 200.000 EURO







Che pacchia essere alto-atesini! Merito della buona amministrazione e forse anche della pioggia di quattrini statali. Ormai della dolce vita bolzanina se ne sono accorti persino gli abitanti delle Eolie: a Lipari, nella vulcanica Sicilia, hanno cominciato a raccogliere firme per chiedere l'annessione all'Alto Adige. E se vivere tra Trento e il Brennero ha i suoi vantaggi, molti di più ne collezionano i politici locali. I consiglieri della Provincia di Bolzano, che essendo autonoma ha enormi poteri, si beccano una buonuscita di ben 200 mila euro. Un dono d'addio anche per chi è stato eletto per una sola legislazione. Si tratta di 55 mila euro come liquidazione più altri 152 mila come restituzione dei contributi versati. Niente male. Per i contributi, si può scegliere anche la forma del vitalizio: trasformarli in una pensione che al compiere dei 65 anni dà diritto a 750 euro mensili. Quanto deve lavorare un operaio per ottenere lo stesso trattamento? E non è che i consiglieri in carica vengano pagati poco. Ogni mese in carica frutta 10.650 euro lordi di indennità più una diaria netta di altri 3.423 netti. In busta paga ne trovano circa 6.500 netti, più la quota accantonata per i contributi d'oro. «Sarebbe meglio che non ci fosse alcuna liquidazione e neanche il vitalizio. Sarebbe molto più chiaro, ma non vogliono perché si vedrebbe che i consiglieri prendono molto più di 6.500 euro netti al mese», ha dichiarato al quotidiano "Alto Adige" Mauro Bondi, ex consigliere ds.

giovedì 19 febbraio 2009

PERCHE IL PD E MEGLIO CHE SPARISCA? LEGGETE QUI







Approvato emendamento Pd, i rimborsi saranno elargiti a tutte le forze politiche che superano il 2%
L'assemblea del Senato ha approvato, nell'ambito della legge sull'«election day» (che accorpa le elezioni amministrative a quelle europee, che si devono svolgere entro il 7 giugno), l'emendamento presentato dai senatori del Pd Vincenzo Vita e Paolo Nerozzi che prevede l'abbassamento al 2% della soglia dei voti validi per ottenere contributi a titolo di rimborso delle spese per la campagna elettorale. Il provvedimento è passato in prima lettura con 252 voti a favore e due astensioni. L'intera riforma della legge elettorale per le europee ha invece ottenuto 230 voti a favore, 15 contro e 11 astensioni.
CONTRIBUTI SALVI - Grazie a questa modifica, anche i partiti che non raggiungeranno il quorum del 4%, necessario per ottenere seggi nell’Europarlamento, potranno accedere ai fondi pubblici. La decisione è arrivata sull'onda delle polemiche per l'introduzione del quorum del 4% per la ripartizione dei seggi italiani per l'Assemblea di Strasburgo e Bruxelles e delle accuse mosse ai partiti principali, il Pdl e il Pd, accusati di voler letteralmente «far fuori» le voci fuori dal loro coro. Fino ad oggi, infatti, la nomina degli eurodeputati (che avviene secondo regole che ogni Paese stabilisce da sè) era stabilita sulla base di un sistema proporzionale puro, che consentiva a molte più forze politiche di avere propri rappresentanti nel parlamento comunitario. Lo sbarramento del 4% , invece, terrà fuori i cosiddetti «cespugli», i movimenti politici più piccoli che, a meno di clamorosi exploit, non potranno neppure sperare nell'elezione di un solo proprio rappresentante, a meno di accordarsi tra loro unendo forze...
corriere.it


mercoledì 18 febbraio 2009

DAVID MILLS CONDANNATO A 6 ANNI E 4 MESI






Se la prima notizia di tutti i mass media italiani tra ieri ed oggi è quella delle dimissioni di Veltroni, la seconda riguarda gli stupri ad opera di romeni, la terza è San Remo che ne ingloba dentro un'altra quindicina (Benigni, il compenso a Bonolis, l'acustica pessima dell'Ariston eccetera), dopo troviamo i nuovi soldati da mandare in Afghanistan, uno scimpanzé che attacca una donna, un coccodrillo in Australia che si è pappato un bebè, ecco che allora quel trafiletto su di un certo oscuro avvocato inglese che è stato condannato per essersi fatto corrompere da non si sa chi e per che cosa va giù per lo stomaco che è una meraviglia. Come un frullato mattutino non lascia residui pesanti e non provoca nessun problema di digestione. Senza dimenticare poi che che nessun tg, dico nessuno, ha pensato di inviare neanche uno stagista a riprendere non dico il processo, ma almeno la sentenza finale di questo processino che sentenzia che il capo di governo di un paese dell'Unione Europea è colpevole di corruzione. Bazzeccole, mica si parla di Cogne o di Perugia! E così se un evento non appare nei media significa che semplicemente non esiste.




BERLUSCONI E I VOLI DELLA MORTE









Erano belle giornate... Questa mattina il Clarin ha pubblicato un articolo nel quale viene detto che durante la campagna elettorale a Cagliari, il premier Silvio Berlusconi ha «scherzato» sulla vicenda dei desaparecidos in Argentina e sulla fine delle persone sequestrate dai militari. In una corrispondenza da Roma che cita un servizio dei giorni scorsi del quotidiano l'Unità: «Erano belle giornate, li facevano scendere dall'aereo...», avrebbe detto, il premier. Il riferimento è ai voli della morte, tramite i quali i militari nell'ultima dittatura (1976-83) gettavano nelle acque del Rio de la Plata i sequestrati ancora vivi e addormentati. Berlusconi macabro. L'articolo del Clarin ha un richiamo in prima pagina dal titolo "Berlusconi, macabro con i desaparecidos", e precisa che «non è chiara la ragione» per la quale Berlusconi avrebbe parlato così dei desaparecidos. L'articolo è stato ripreso dall'agenzia Telam ed ha subito avuto ampia eco nelle tv e gli on-line a Buenos Aires, dove la presidente delle Nonne di Plaza de Mayo, Estela de Carlotto, ha per esempio detto di «sentirsi offesa» dopo aver letto quanto riferito dal quotidiano. «Nei confronti degli argentini - ha ricordato - c'è sempre stata grande solidarietà, sia dai precedenti governi italiani sia da parte della giustizia».




domenica 15 febbraio 2009

LETTERA AL SEGRETARIO GENERALE DELL'O.N.U.







To: Mr. Ban Ki-moon
United Nations Secretariat
United Nations Hdqs, United Nations Plaza
New York, N.K. 10017
Telex 232422 -420544,
fax 9634 879- 3714360
Dear Secretary General,
my name is Domenico D’Orazio, I reside in Rome and I am an italian citizen.
I’d like to report the worrysome political status in Italy, where the Prime Minister Silvio Berlusconi is systematically infringing the main democratic principles regarding freedom of press, information and expression on political and economic matters in my country.
He has been and is still trying to control the free information, not only by controlling the public tv (beside being the owner of the main three private tv networks in Italy) but also by increasing the governmental control on the internet , lately through a bill recently passed by the Senate and known as “amendment D’Alia, bill n. 733 art 50bis” , which under the agreeable pretext of increasing public safety by chasing inducement and terrorism, is actually aiming to control the free web information of blogs and social networks.
It means that if a blog exposes a case of political misbehaviour, it can now be shut and removed from the web as socially inducing.
The concentrated abnormal control of tv’s and newspapers in Italy, either owned and politically controlled by Mr. Berlusconi , is unique in the western countries and all the more exposes how the afomentioned bill violates the right of free expression of italian citizens within a wider plan of further and stricter restrictions, in spite art. 15 of the italian Constitution specifically forbids restraints to communications and the Prime Minister has sworn loyalty to it at his appointment.
I hereby ask you any effort to block the impending risk of the subject restriction bill because it jeopardizes the citizens’ right of knowing , controlling and if necessary complaining against public administration’s malpractices without any censorship and in full freedom, hard earned in years by the italian people .
Yours sincerely
Mitt. Domenico D’Orazio
e mail: valerio_123_123@yahoo.it

Signor Segretario Generale,
Mi chiamo Domenico D’Orazio, risiedo a Roma e sono un cittadino Italiano .
Intendo denunciare la preoccupante condizione politica in Italia dove il Primo ministro Silvio Berlusconi sta sistematicamente violando i principi democratici in materia di liberta di stampa, informazione ed espressione degli aspetti politici ed economici riguardanti il mio paese.
Egli ha cercato e sta tuttora cercando di condizionare la libertà di comunicazione, non soltanto con il controllo della televisione pubblica (oltre ad essere proprietario delle tre principali reti televisive private in Italia) ma anche aumentando il controllo governativo sulla rete internet, ultimamente con un provvedimento, recentemente approvato al Senato e noto come l’emendamento D’Alia “ disegno di legge 733” art. 50 bis che , con la pur condivisibile motivazione di aumentare la sicurezza pubblica perseguendo l’incitazione a delinquere ed il terrorismo, punta in realtà a controllare su internet la libera informazione dei blogs e dei social networks..
Ciò significa che se adesso un blog denuncia una situazione di malcostume politico, può essere oscurato e rimosso in quanto promuoverebbe disordine sociale.
Il controllo abnorme e concentrato di televisioni e giornali in Italia, sia di proprietà sia controllati politicamente da Berlusconi, è un caso unico nelle nazioni occidentali, e tanto più indica come il suddetto provvedimento violi il diritto di libera espressione dei cittadini italiani, facendo parte di un disegno di ulteriori e più ampie restrizioni, nonostante l’articolo 15 della Costituzione proibisca specificamente la censura alle comunicazioni ed il Primo Ministro vi giuri lealtà alla sua nomina.
Le chiedo pertanto di promuovere ogni possibile azione per impedire l’incombente rischio del suddetto provvedimento restrittivo che mette in pericolo il diritto dei cittadini alla informazione, al controllo e quando necessario alla denuncia di episodi di malgoverno senza alcuna censura e nella piena libertà, conquistata a caro prezzo dagli italiani negli anni.

Con osservanza
Mitt. Domenico D’Orazio
e mail: valerio_123_123@yahoo.it

venerdì 13 febbraio 2009

ECCO I VERI ASSASSINI:





DAL 1 GENNAIO 20008 AL 31 DICEMBRE 2008 I MORTI SUL LAVORO SONO STATI 639. Ecco gli unici assassini, non il padre di Eluana Englaro, cioè quelli che hanno votato a favore del decreto mille proroghe 2009 che con l’articolo 32 del decreto-legge in argomento slittano al 19 maggio 2009:
- l’obbligo di comunicare all’INAIL i dati relativi agli infortuni sul lavoro che comportino un’assenza dal lavoro di almeno un giorno ed ai fini assicurativi quelli che comportino un’assenza dal lavoro superiore a tre giorni (art. 18, comma 1, lettera r) del d.lgs. n. 81/2008);
- il divieto delle visite mediche preassuntive (art. 41, comma 3, lettera a) del d.lgs. n. 81/2008).
Ad ogni buon conto il testo dell’articolo 32 del decreto-legge in argomento è il seguente:“Art. 32 - Modifiche al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. Le disposizioni di cui agli articoli 18, comma 1, lettera r), e 41, comma 3, lettera a), del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni, si applicano a decorrere dal 16 maggio 2009.2. Il termine di cui all'articolo 306, comma 2, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni, con riferimento alle disposizioni di cui all'articolo 28, commi 1 e 2, del medesimo decreto legislativo, concernenti la valutazione dello stress lavoro-correlato e la data certa, è prorogato al 16 maggio 2009.”




mercoledì 11 febbraio 2009

CIAO ELUANA






Ha preso tutti in contropiede e se n’è andata con un sussulto di dignità, quasi volesse scappare prima che gli avvoltoi del senato, comandati a bacchetta dal loro padrone, decidessero di condannarla all’ergastolo in uno stato di vita che vita non è, perché non umana. Se n’è andata, lontana da suo padre e da sua madre, quasi volesse risparmiargli l’ultima goccia di fiele che essi sorseggian
Ha preso tutti in contropiede e se n’è andata con un sussulto di dignità, quasi volesse scappare prima che gli avvoltoi del senato, comandati a bacchetta dal loro padrone, decidessero di condannarla all’ergastolo in uno stato di vita che vita non è, perché non umana. Se n’è andata, lontana da suo padre e da sua madre, quasi volesse risparmiargli l’ultima goccia di fiele che essi sorseggiano da diciassette anni. Se n’è andata, approvando le scelte della sua famiglia, l’unica che in questa tragedia fu ed è scevra di interessi e la sola che può vantare gratuità e amore senza ricompensa. Se n’è andata quasi a smentire un pusillanime che non ha esitato a sfregiare la vita e la morte, il Diritto e lo Stato per trarre vantaggi e benefici per sé e la sua bulimia di potere. Se n’è andata per non essere complice del sigillo diabolico tra pagani e devoti, scribi e farisei, che aggiungono pesi sulle spalle degli altri, senza mai muovere un dito per aiutare a portarli.
Se n’è andata, approvando le scelte della sua famiglia, l’unica che in questa tragedia fu ed è scevra di interessi e la sola che può vantare gratuità e amore senza ricompensa. Se n’è andata quasi a smentire un pusillanime che non ha esitato a sfregiare la vita e la morte, il Diritto e lo Stato per trarre vantaggi e benefici per sé e la sua bulimia di potere. Se n’è andata per non essere complice del sigillo diabolico tra pagani e devoti, scribi e farisei, che aggiungono pesi sulle spalle degli altri, senza mai muovere un dito per aiutare a portarli.

lunedì 9 febbraio 2009

INDRO MONTANELLI E BERLUSCONI





Questo è un articolo che ho trovato casualmente sull'internet, è un estratto di un intervista che sarebbe stata pubblicata nel numero successivo di Micromega in cui Curzio Maltese intervistò Indro Montanelli su Berlusconi:
Anticipiamo ampi stralci del dialogo tra Indro Montanelli e Curzio Maltese, pubblicato dal prossimo numero di Micromega.
MALTESE: Caro direttore, che effetto ti fa leggere ora su tutti i giornali liberali d'Europa le stesse cose che sostieni da anni su Berlusconi? MONTANELLI: «Non è certo una sorpresa. Se uno fa il giornalista, da destra o da sinistra, da sopra o da sotto, sul nostro Berlusconi arriva a quelle conseguenze. La differenza è che i colleghi stranieri parlano anche nel nome di un mondo, di una borghesia illuminata, di un capitalismo democratico che guarda al berlusconismo con giustificata diffidenza. Mentre noi in Italia siamo quattro gatti e parliamo fra noi». L'avvocato Agnelli, che dovrebbe essere il simbolo di quel capitalismo democratico, ha finito per prendere le parti di Berlusconi, in nome di uno strano patriottismo. Dice che non siamo una repubblica delle banane..... «.....La sortita di Agnelli mi ha sorpreso. Lui dovrebbe sapere, per la storia di famiglia, che cosa significa mettere il paese nelle mani di un capoccia». Sei stato accusato di aver scritto per risentimento personale nei confronti di Berlusconi, dopo la vicenda del «Giornale». «Ma io non ho nessun risentimento, alla mia età poi. M'incazzo soltanto quando Berlusconi mente sui nostri rapporti. Lui vorrebbe nientemeno far credere alla gente che mentre io dirigevo il "Giornale" cospiravo per dirigerne un altro. Pensa che invenzioni pur di non ammettere la banale verità. Mi ha fatto fuori perché non ero il tipo da dirigere un giornale di partito, tanto più ch'ero fortemente contrario alla sua discesa in campo e glielo avevo detto a chiare lettere»..... Con «La Voce», omaggio a Prezzolini, sei andato alla ricerca di una borghesia moderata, di una destra liberale, ma non l'hai trovata. «Calcolavo di portarmi dietro i tre quarti dei lettori del «Giornale». Ma quei tre quarti erano molto più a destra di me. Sono stato un simbolo dell'anticomunismo, mi chiamavano il fascista. Ma il mio anticomunismo era liberale. Il loro era ed è fascismo mascherato». Parliamo di questo anticomunismo in morte del comunismo..... «.....Riflette l'immensa vigliaccheria e l'opportunismo della borghesia italiana. Quando il pericolo comunista c'era ed era forte, fino agli anni Settanta, la nostra borghesia cercava il compromesso. Poi, a muri crollati, si sono scoperti ferocemente anticomunisti. E ci credono pure. Ricevo decine di lettere di persone anche colte, medici, ingegneri, che sono convinti di aver vissuto in questi anni in un regime di «rossi». Quando se c'è stato nella storia un antiregime, questo è stato proprio il governo dell'Ulivo..... Hanno fatto poco, perché avevano una maggioranza ristretta e litigiosa. Ma quel poco era di qualità. Non hanno rubato, non hanno alzato la voce, hanno provato a riformare questo paese allergico alle riforme..... Come si fa a capovolgere una verità così solare? La verità è che questo anticomunismo è una scusa per agitare il manganello». Si torna all'impossibilità di essere normali della destra italiana. Vittorio Foa sostiene che il fascismo non ha distrutto la sinistra, che ha resistito al Ventennio, ma ha spazzato per sempre la possibilità di una destra democratica, europea. Tu sembri ancora più pessimista. «Sì, gli italiani non sanno andare a destra senza manganello. Non amano la destra seria e non l'hanno mai amata, prima e dopo il fascismo. Pensa alla grande destra risorgimentale, ai Sella, agli Spaventa..... E pensa alla parabola di De Gasperi. No, la destra liberale in Italia è stata sempre impopolare, una minoranza odiata e derisa. Gli andava bene Mussolini e gli va bene Berlusconi. Che cos'hanno Berlusconi e i suoi alleati in comune con la destra liberale, legalitaria? Nulla..... La destra è incompatibile con il «parabolismo», la ciarlataneria e Berlusconi è un parabolano, un grande ciarlatano..... La capacità di menzogna di Berlusconi è quasi commovente. Perché il primo a credere alle sue menzogne è lui...». Sei convinto che prima o poi gli italiani se ne accorgeranno? «Sì, ma devono andare a sbattere. Ci libereremo di Berlusconi come del vaiolo, con il vaccino. E l'unico vaccino è che provi a governare..... Parliamoci chiaro, la maggioranza degli italiani quest'uomo lo vuole e non da oggi, dal giorno della discesa in campo. Se non è andato al potere è stato soltanto perché la Lega è andata per conto suo. Certo, negli ultimi tempi ha detto cose terribili..... Berlusconi andrà al potere e gli italiani capiranno finalmente..... Se vince di poco, dura pochissimo. Altrimenti chissà. Gli italiani ci mettono un po' a capire. Ma è vero che per fare un regime bisogna avere le capacità, cooptare una classe dirigente. Mussolini l'ha fatto, dopo gli anni dello squadrismo. Berlusconi non so se lo farà. Vedi, c'è una differenza. Mussolini in fondo odiava i fascisti, li usava ma li disprezzava e ne diffidava. A fare il governo ha chiamato il liberali, i nazionalisti e qualche ex compagno. Berlusconi invece ama i berluscones, perché lo adorano..... Gli unici uomini di qualità che ha avuto intorno sono Confalonieri e Gianni Letta. Gli altri sono soltanto servi e killer». Questa assenza di progetto e di programma, puntando tutte le carte su un uomo solo e sui primi mitici «cento giorni», non è assurdo per una grande potenza che dovrebbe pensare al futuro? «Ma gli italiani al futuro non credono e nemmeno al resto..... Vogliono il «ghepensimi» per non pensarci loro, ma è un'illusione. Una scelta che condanna l'Italia a un grande discredito internazionale... All'estero si preparano a trattare l'eventuale governo berlusconiano come un'anatra zoppa..... Berlusconi non ha altre scelte, non le ha mai avute, o vince o perde tutto. Fa il suo mestiere. Ma agli italiani costerà seguirlo nell'avventura».

L'IPOCRISIA PER UN PUGNO DI VOTI CATTOLICI





L'ipocrisia di Berlusconi è veramente allucinante per assicurarsi la benevolenza del papa e per accaparrarsi i voti dei falsi cattolici è stato capace di affermare che : «Da padre io non staccherei spina»..
Però, da padre, ha lasciato che sua moglie abortisse un figlio che non sarebbe nato sano. Spero che le sue parole siano frutto del pentimento per quella scelta, pur legale e legittima, fatta (o subita) negli anni 80.

venerdì 6 febbraio 2009

CRISI? NON PER LA CASTA






E'stata pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 19 dicembre 2008 n. 296 il Decreto del Presidente del Senato del 16 dicembre, con cui sono stati attribuiti ai partiti i rimborsi elettorali per le elezioni (del Senato) del 9 e 10 aprile 2006.Leggi il provvedimento sulla Gazzetta ufficiale, con in allegato le tabelle di attribuzione e le quote 2006, 2007, 2008, 2009 e 2010 già erogate o da erogare. Nelle tabelle viene riportata anche la distribuzione regionale ed alle circoscrizioni "estero".Leggi il quadro riepilogativo dei partiti e dei movimenti che ricevono i rimborsi e gli importi.

domenica 1 febbraio 2009

CHE VUOL DIRE ESSERE FIGLI DELLA CASTA






Qualcuno nasce con la camicia, qualcuno con le ali ai piedi. Federico Matteoli, figlio dell’Altero ministro alle Infrastrutture, può vantare di avere sia le ali, sia la camicia: almeno quella con i gradi di pilota della Cai di Roberto Colaninno & Company, che il giovane aviatore è riuscito a strappare di dosso a colleghi più titolati per anzianità aziendale, età, esperienza e figli a carico. Come ha fatto? Matteoli junior era già stato graziato una volta: nella defunta compagnia di bandiera era entrato solo nel 2002, unico e ultimo assunto a tempo indeterminato, con le assunzioni chiuse da mesi. Il papà allora era ministro all’Ambiente. E il suo partito, An, nella vecchia Alitalia contava su Silvano Manera, poi nominato direttore generale dell’Ente per l’aviazione civile (Enac), e Luigi Martini, ex parlamentare, oggi consulente personale di Rocco Sabelli, l’ad della nuova compagnia. Questa volta però il Federico volante sembrava destinato alla cassa integrazione, anche perché l’aereo che guida, l’Md80, finirà in pensione. Invece ecco il colpo di scena: i manager di Colaninno-Sabelli-Martini hanno inventato una graduatoria di anzianità a parte a Milano, la città dove Matteoli junior era stato assunto. E così il figlio del ministro ha potuto scavalcare centinaia di colleghi davanti a lui. Un buon inizio per un’operazione che già ci costa 3 miliardi e 300 milioni: 55 euro di debiti per ciascun italiano, compresi i bambini.