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giovedì 5 marzo 2009

LA RICREAZIONE DEI LAVORATORI







A Montecitorio suona la campanella della ricreazione. Dal nove marzo, in concomitanza con l'entrata in vigore del nuovo sistema di votazione con il riconoscimento delle impronte digitali, i deputati avranno diritto a una lunga pausa-caffé: un'ora al giorno, che diventeranno due il mercoledì. La motivazione della decisione, presa da Gianfranco Fini e comunicata alla conferenza dei capigruppo, a quanto si è saputo, è che con il nuovo sistema delle impronte, ideato per impedire il dilagare del malcostume dei "pianisti" che votano un per l'altro, i deputati dovranno passare molto più tempo in aula. E' parso perciò giusto concedere un "break" di sessanta minuti per fare qualche telefonata, ricevere una persona, o semplicemente andare al bagno. La decisione si somma all'altra novità approvata dai capigruppo all'inizio di gennaio: una settimana di vacanza al mese, senza impegni né in aula né in commissione , per consentire ai parlamentari di tornare a casa (in linguaggio politichese "mantenere i contatti con il territorio"). Grazie alla riorganizzazione dei lavori parlamentari, ecco come funzioneranno le giornate in aula dei nostri deputati: il lunedì solo discussioni senza voto; il martedì in aula tutto il pomeriggio ,con pausa dalle 17 alle 18; il mercoledì, la giornata più intensa, tutto il giorno sui banchi, con pausa mattutina dalle 11 alle 12 e pomeridiana dalle 18 alle 19; il giovedì, votazioni che vanno avanti per tutta la mattina e interruzione dalle 11.30 alle 12.30. Venerdì si tira il fiato: di nuovo, solo discussioni generali senza voto. Le commissioni si riuniscono perlopiù nei tre giorni centrali della settimana, negli spazi lasciati liberi dall'aula. Ricreazioni e settimane di riposo non hanno però indotto tutti i parlamentari a sottoporsi alla procedura delle scansione elettronica delle impronte digitali: il metodo anti-pianisti , basato sul fatto che il tasto per votare si aziona solo se riconosce l'impronta del deputato, è stato introdotto alla Camera su base volontaria. Fino a oggi, solo 430 deputati hanno aderito; altri 200 non si sono ancora decisi. In capigruppo, l'Udc ha protestato, chiedendo che Gianfranco Fini faccia capire ai parlamentari che non saranno ammesse "resistenze organizzate". Fini, però, si è detto sicuro che entro il 9 marzo, data di partenza del nuovo sistema, la quasi totalità dei deputati avrà fatto il proprio dovere.

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