IL NOSTRO DEBITO PUBBLICO IN QUESTO ISTANTE AMMONTA A:

domenica 24 maggio 2009

DOPO IL DANNO ANCHE LA BEFFA PER L'AQUILA




Da una lettura attenta del decreto legge sul terremoto, è emerso nei giorni scorsi che i soldi all'Abruzzo saranno in gran parte trovati grazie a nuove lotterie e a fumosi provvedimenti anti-evasione. Insomma sono tutt'altro che certi. Inoltre le risorse saranno spalmate su un periodo lunghissimo (fino al 2033)E così il tam tam ("Berlusconi ci inganna!") è iniziato sui blog e su Facebook, ma anche sui giornali. In una lettera al Messaggero, una cittadina terremotata de L'Aquila ha fatto i conti e ha concluso che "mai nella storia dei terremoti italiani avevamo assistito a un'ingiustizia tanto grande e a un tale cumulo di menzogne che ha ricoperto L'Aquila più di quanto non abbiano fatto le macerie".Il cash che Tremonti mette subito a disposizione si aggira sul miliardo di euro. Tolte le spese per l'emergenza, restano 700 milioni di euro, destinati alla costruzione delle casette temporanee. Circa 400 milioni saranno spesi per edificarle nel 2009 e 300 milioni nel 2010. Se ne deduce che la totalità delle case provvisorie sarebbero a disposizione entro l'anno prossimo - e non prima dell'inverno 2009. Queste casette temporanee sono definite dal decreto "a durevole utilizzazione". Insomma possono quindi durare decenni. E sono le uniche costruzioni ad avere pronta una linea di finanziamento. Piccole e sparse new town.E le new town vere, promesse da Berlusconi? A scorrere gli allegati al decreto sembra che sia molto difficile costruirle. Infatti a leggere il decreto pare che Berlusconi non possa concedere più di 150 mila euro per la ricostruzione dell'abitazione di ogni famiglia terremotata: 50 mila euro concessi cash dal governo, 50 mila in credito di imposta (anticipato dalla famiglia terremotata e ammortizzato in 22 anni), altri 50 mila con un mutuo a tasso agevolato a carico sempre della famiglia.Insomma, casette di legno per tutti (ma non subito: molte arriveranno dopo l'inverno...) e pochissimi soldi veri per costruirsi la casa nuova, quella definitiva.Da specificare tuttavia che i dettagli della legge non sono ancora stati definiti, e alcune cose potrebbero cambiare, si spera in meglio.Resta il fatto che i cittadini dell'Abruzzo ora si chiedono se dopo i sorrisi, le promesse e le pacche sulle spalle, il governo non li stia beffando.Che cosa ne pensi?

ROMA LADRONA? PUNTI DI VISTA





Nel 2001, non appena insediato al dicastero di Grazia e Giustizia, il ministro Roberto Castelli aveva annunciato la sua opera di riforma del sistema giudiziario nazionale. Con il rigore imposto dalla sua professione. «Sono un ingegnere», disse, «e nel mio Dna c’è un’attenzione particolare all’organizzazione». Per onorare l’impegno, non ritenendo forse all’altezza le professionalità dei funzionari del ministero, preferì che il suo capo di gabinetto Settembrino Nebbioso e il suo vice Alfonso Papa (ora deputato Pdl) stipulassero due contratti di consulenza, uno nel dicembre 2001 e l’altro nel marzo 2003, con la Global Brain Partners di Alberto Uva, società che Castelli aveva scelto in base alle competenze dei suoi componenti. 86 mila euro nel primo caso (liquidati nonostante nessuno abbia mai visto la relazione sul lavoro svolto) e 200 mila nel secondo caso (liquidato il 40 per cento sulla fiducia). Pagamenti che ora la Corte dei Conti chiede indietro dopo aver scoperto che la Global Brain era una scatola vuota creata a novembre del 2001, appena un mese prima dell’incarico, e che il suo fondatore, Uva, è un compagno di partito di Castelli. L’idea di progettare il sistema infatti nacque nel luglio 2001 durante una serata di gala a Missaglia, nella villa Sormani Marzorati di Uva. La stessa che Castelli usava per gli incontri con i suoi fedelissimi. Roma ladrona grazie alla Lega sprecona?

domenica 10 maggio 2009

FALSIFICATA LA MAGNITUDO DEL TERREMOTO IN ABRUZZO....

Terremoto L'Aquila falsata la magnitudo del sisma per evitare il risarcimento al 100%

venerdì 8 maggio 2009







San Marino e' uno stato sovrano tra la provincia di Rimini e quella di Pesaro - Urbino. Lingua ufficiale e' l'italiano, quella parlata e' il dialetto romagnolo. Non esiste dogana. La Banca d'Italia, da qualche mese, ha imposto ai nostri istituti di credito di trattare le banche sammarinesi come se fossero delle Isole Cayman. Il Moneyval, organismo del Consiglio d'Europa che si occupa di riciclaggio, ha decretato San Marino come stato a rischio. E l'Ocse l'ha infilato nella lista grigia dei paradisi fiscali. Qui il credo si chiama segreto bancario e societa' anonime. San Marino vuol dire 12 banche e 59 finanziarie. Tra il 1999 e il 2007 il prodotto interno lordo e' cresciuto in media del 5,66 per cento l'anno. Ci sono 6 mila imprese, in maggioranza di italiani trasferiti qui per godere dei vantaggi del sistema fiscale. Le banche sammarinesi nel 2001 raccoglievano 9 miliardi di euro l'anno, nel 2007 14 miliardi. Se dividiamo 14 miliardi per i 31 mila abitanti scopriamo che nel 2007 ogni sammarinese ha versato 450 mila euro in una sua banca. E se non e' andata cosi', come e' ovvio, vuol dire che molti italiani preferiscono portare qui i loro soldi. Perche'? Tra i suoi manieri tutto procede come nelle favole fino a quando, ai primi di gennaio del 2008, due pubblici ministeri della piccola Procura di Forli', Marco Forte e Fabio di Vizio, fanno arrestare Presidenti e amministratori di due banche: la ASSET di San Marino e la Banca di Credito e Risparmio di Romagna. Le accuse sono pesanti. Abusiva attivita' bancaria e riciclaggio. Poi, nel giugno successivo, vengono indagati per riciclaggio il Presidente e l'Amministratore delegato della Cassa di Risparmio di San Marino. Banca a cui partecipano le finanze statali e che e' titolare del piu' importante investimento sammarinese in Italia: il gruppo bancario Delta. San Marino ora si interroga su come ristabilire rapporti corretti con il sistema bancario italiano perche' in seguito alle inchieste in corso e alle nuove leggi europee antiriciclaggio, per iniziativa della Banca d'Italia, questi rapporti sono giunti al limite della rottura. E si chiede a quale modello di stato riferirsi per il futuro. Un paradiso fiscale sull'esempio del Lussemburgo? O della Svizzera?

domenica 3 maggio 2009









Segnatevi queste due frasi: “Non posso stare con un uomo che frequenta le minorenni… perché la ragazza minorenne la conosceva prima che compisse 18 anni: magari fosse sua figlia…”. “Ho cercato di aiutare mio marito, ho implorato coloro che gli stanno accanto di fare altrettanto, come si farebbe con una persona che non sta bene. E’ stato tutto inutile”. Le ha pronunciate la moglie, da ieri ex, del nostro presidente del Consiglio, e le hanno raccolte la Repubblica e La Stampa. Memorizzatele perché non le sentirete mai citare in nessun tg o programma delle tv di regime. Lasciamo perdere quelle della ditta, dove chi dovrebbe informare è stipendiato dal tizio che va con le minorenni e non sta bene. Vediamo il “servizio pubblico”: i tg dell’ora di pranzo, i primi in onda dopo lo scoop dei due quotidiani. Tg2 (sempre così prodigo di gossip,anche sull’ultima starlette): 5 secondi da studio, meno che per il divorzio di Mel Gibson. Tg1: 15 secondi da studio, affidati all’affranta Susanna Petruni, che occulta le frasi-bomba di Veronica e riesce persino a chiudere con una vecchia frase del premier (ieri insolitamente taciturno): “La signora si è fatta ingannare dai giornali della sinistra”. Tg3: breve servizio di 50 secondi, nemmeno un cenno alle minorenni e all’uomo malato, ordinaria amministrazione e chiusura con l’avvocato Ghedini (tornato sulla breccia dopo mesi di quarantena, causa lodo Alfano) che suona il silenzio su “un fatto privato”. Ma il fatto privato è il divorzio, così come le eventuali scappatelle dell’attempato Cavaliere di Hardcore, nonno settantatreenne di tre (prossimamente quattro) nipotini. Sono invece fatti pubblici, pubblicissimi, le dichiarazioni della persona che conosce meglio di tutti il nostro premier, e che lo definisce “uomo che frequenta le minorenni” e lo paragona a “una persona che non sta bene”. Febbre suina, par di capire. Ora, immaginiamo le stesse frasi in bocca alla signora Obama, o Zapatero, o Brown, e i commenti delle tv e dei giornali di tutto il mondo. Non nel gossip: nelle pagine politiche. Non per nulla l’Italia è di nuovo “semilibera” nella classifica di Freedom House. Quel che accadrà nelle prossime settimane è prevedibilissimo. I siti del Pdl e i fogli d’ordini del regime han già servito l’antipasto: “Il Giornale” con un attacco alzo zero alla “First Lady in sonno” che “danneggia il premier e il governo” diventando “nemica della maggioranza degl’italiani”; “Libero” (una testata, un ossimoro) con tre foto di Veronica giovane a seno nudo. Prossimamente su questi schermi, qualche vecchio filmino osè, magari allegato a uno degli house organ del Sultano. Insomma la massacreranno, com’è accaduto in questi 15 anni a chiunque si sia messo di traverso sulla strada del padrone d’Italia: dai pm di Mani Pulite alla Ariosto, da Montanelli a Biagi, da Santoro a Luttazzi, a tutti gli altri epurati. I servi e i killer stanno già oliando le mitragliatrici.
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