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martedì 11 agosto 2009





"Che cosa preoccupa il Cavaliere, che cosa turba i suoi sogni, oltre alle vicende di donne, di escort, o è meglio chiamarle prostitute, che stanno movimentando la nostra primavera e la nostra estate? Probabilmente una delle ragioni della preoccupazione è il riaprirsi delle indagini sui mandanti occulti delle stragi e l’emergere di quella famosa lettera, anzi delle tre ormai famose lettere: famose per noi, che ne abbiamo parlato qui a Passaparola, famose per pochissimi di quelli che hanno visto i telegiornali, visto che non hanno mai sentito raccontare la verità neanche su molti dei grandi giornali, a parte qualcuno, quindi sicuramente c’è questo: le famose lettere di Provenzano al Cavaliere. Ma c’è anche un paio di novità che spuntano a Milano e che sono molto poco conosciute: che io sappia ne ha parlato soltanto Luigi Ferrarella una volta su Il Correre della Sera e ne hanno parlato Paolo Biondani e Vittorio Malagutti su L’Espresso. Una è l’indagine Mediatrade e l’altra è l’indagine sulla Arner Bank di Lugano. Ve le spiego, cercando di farmi capire rapidamente, perché queste sono indagini che non sono coperte dal Lodo Alfano, sapete che il Lodo Alfano copre soltanto i processi e quindi le indagini anche alle alte cariche si possono ancora fare, sei processi a Berlusconi sono bloccati: è bloccato il processo Mills per Berlusconi e è bloccato il processo sulla compravendita dei diritti Mediaset, dove il Cavaliere è imputato di falso in bilancio, frode fiscale e appropriazione indebita, invece le indagini si possono fare. Ebbene, stanno arrivando a conclusione, per la scadenza dei termini a indagare, le indagini su Mediatrade: che cosa è Mediatrade? E’ una società controllata dal gruppo Berlusconi che, dal 1999, ha il compito di acquistare i diritti per la trasmissione dei programmi televisivi e cinematografici sulle reti Fininvest, diritti che vengono comprati soprattutto negli Stati Uniti, presso le Major di Hollywood , prima questi diritti li comprava per conto del gruppo una società maltese, la Ims e adesso, dal 99 in poi, li compra Mediatrade. Conseguentemente l’indagine Mediatrade è un filone separato che nasce dall’inchiesta sulla compravendita dei diritti televisivi. Abbiamo già spiegato altre volte come avveniva, secondo l’accusa, questa compravendita: se a comprare i film dalle case di produzione americane e i telefilm, le fiction e tutto il resto è direttamente la società Fininvest prima e Mediaset poi, si stabilisce il prezzo e è finita lì. Invece, secondo l’accusa, Fininvest e poi Mediaset che cosa facevano? Facevano comprare i film da società off shore nei paradisi fiscali, che erano controllate, ma solo occultamente, dal gruppo e quindi non risultavano del gruppo e allora i film, a ogni passaggio di proprietà, aumentavano di valore: un aumento fittizio che andava a creare una gigantesca provvista di fondi neri, che poi si fermava sulle varie società che, a catena, si passavano questi film. La prima comprava a dieci, la seconda a quindici, la terza a venti, la quarta a trenta, la quinta a quaranta e alla fine, quando arrivava al destinatario finale, l’utilizzatore finale lo potremmo sempre chiamare, valeva molto di più di quello che valeva in realtà e tutto il resto si era fermato sotto forma di fondi neri, in barba al fisco, in barba alla trasparenza dei bilanci per andare a alimentare questo grande polmone di fondi neri, di cui Berlusconi è considerato l’utilizzatore finale davvero, perché è imputato per appropriazione indebita, ossia per aver derubato le casse delle sue società, che sono per giunta in parte quotate in borsa, oltre a non averci pagato le tasse e aver falsificato i bilanci, sempre nell’ipotesi d’accusa.

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