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lunedì 28 dicembre 2009

IL RE DELL'INCIUCIO.............IL BAFFETTO D'ALEMA










Uno di questi, protagonista dell’inciucio prossimo venturo, anzi in pieno corso con il Partito dell’Amore è Massimo D’Alema. Massimo D’Alema ormai non riesce più a nascondere neanche per trenta secondi quello che vuole fare, perché è arrivato a un tale livello di inciucismo che gli scappano gli inciuci anche senza volerlo e quindi l’altro giorno, quando una giornalista gli ha chiesto se siamo nuovamente in clima di inciucio, lui ha risposto “ beh, insomma, gli inciuci non sono mica sempre stati soltanto delle cose negative: per esempio, Togliatti ne fece di positivi, perché a volte gli inciuci servono”.
In realtà quello che serve ogni tanto è qualche compromesso, possibilmente non al ribasso, ma al rialzo, in nome di valori e infatti D’Alema si riferiva al compromesso fatto da Togliatti con il mondo cattolico al tempo del concordato, anzi della conferma del concordato di Mussolini, che fu inserito nella Costituzione italiana, d’accordo con i comunisti: una scelta che si può discutere, io per esempio sono contrario ai concordati e sono per il principio cavouriano, libera chiesa e libero Stato, senza che ci siano particolari accordi né privilegi tra il potere temporale della chiesa e lo Stato italiano, ma insomma questo non era certamente un inciucio che salvava gli interessi di bottega di qualcuno, l’accordo tra comunisti e cattolici a proposito dei rapporti tra Stato e chiesa. Quello di cui stiamo parlando oggi non c’entra niente con i principi, non c’entra niente con la religione, non c’entra niente con le idee: c’entra con la bottega, la solita o le solite, perché qualcuno un giorno o l’altro magari ci spiegherà che cosa ci guadagna la bottega del centrosinistra a darle tutte vinte a Berlusconi.D’Alema poi, dato che ormai è regolarmente il primo sospettato di ogni inciucio e ci mancherebbe altro, se ne è uscito, in un’intervista, in una chiacchierata con il vicedirettore de L’Unità, con questa frase: “ quali sarebbero in tutti questi anni gli accordi sottobanco che avremmo fatto con Berlusconi? Sarei curioso di sentire l’elenco”, evidentemente ha un principio di Alzheimer, speriamo di no! Non si ricorda più quello che ha fatto fino a poco prima e allora questa rubrica, questo Passaparola è felice di rinfrescare la memoria sbiadita e annebbiata di Massimo D’Alema. La carriera di Massimo D’Alema è iniziata nella notte dei tempi, come tutte le carriere di tutti i politici italiani, che sono lì poco poco da venti anni, quando non da trenta. Lui è nato nel 1949 a Roma, aveva un padre che era un grande personaggio, che ha fatto parte delle Commissioni Consiliari d’inchiesta sia sulla P2 e sia sul caso Sindona, esattamente l’opposto di come è venuto poi fuori il figlio: il padre era uno che combatteva contro i poteri occulti, con i rappresentanti dei quali poi il figlio si è spesso messo d’accordo e sta nuovamente per mettersi d’accordo. Maturità classica, giornalista, non si è laureato, anche se ha studiato un po’ a Pisa, ha detto lui di aver tirato delle molotov, ma c’è chi dubita perfino di quello: si pensa che se ne sia vantato, ma che poi non le abbia tirate davvero, come se quello fosse un vanto, tra l’altro; è deputato dal 1987, è stato vicesegretario del PDS subito dopo che Occhetto cambiò il nome e la natura del Partito Comunista dopo il crollo del muro di Berlino e poi fu segretario nel 94, dopo che il centrosinistra perse rovinosamente prima le elezioni politiche di marzo contro Berlusconi e poi ulteriormente le elezioni europee di giugno. Occhetto si dimise: caso piuttosto raro un politico che perde le elezioni e si dimette, infatti è stato subito raso al suolo Occhetto, proprio perché chi si dimette per aver perso le elezioni va fatto scomparire, di modo che non dia il cattivo esempio agli altri, che invece di elezioni ne hanno perse dieci o dodici, ma ci hanno fatto sopra una carriera. D’Alema diventa segretario nel 94 e poi nel 97 diventa Presidente della bicamerale, nel 98 Presidente del Consiglio fino al 2000 e poi, con il ritorno di Prodi al governo nel 2006, D’Alema diventa Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Esteri. Dunque è in Parlamento da.. legislatura 87, legislatura 92, legislatura 94, legislatura 96, legislatura 2001, legislatura 2006, legislatura 2008, sono sette legislature al Parlamento italiano, più una legislatura al Parlamento europeo, non male. “Quali sarebbero in tutti questi anni gli accordi sottobanco che avremmo fatto con Berlusconi? Sarei curioso di sentire l’elenco”. Rapidamente, la carriera di D’Alema è così composta: disastri su disastri dal punto di vista personale, non ne ha mai azzeccata una e, nello stesso tempo, vantaggi su vantaggi dal punto di vista di Berlusconi, per cui D’Alema è una specie di Re Mida che tutto quello che tocca diventa oro per Berlusconi, invece diventa letame per quanto riguarda il centrosinistra e anche il povero D’Alema, che ha collezionato più fiaschi di una cantina.

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