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lunedì 22 febbraio 2010

ANGELO BALDUCCI ......QUESTO SCONOSCIUTO PRIMA DELL'AQUILA





Nel 2006 Antonio Di Pietro entra al Ministero delle Infrastrutture e trova Angelo Balducci, arrestato mercoledì nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti per il G8 alla Maddalena, presidente del Consiglio Superiore dei lavori pubblici (CSlp). Su sua proposta il Consiglio dei ministri n. 13 del 31 agosto 2006, come recita il comunicato ufficiale, lo sostituisce con l'ing. Marcello Mauro, nominando Balducci a capo del Dipartimento per le infrastrutture statali, l'edilizia e la regolazione dei lavori pubblici. Un demansionamento, ha puntualizzato ieri l'ufficio stampa dell'on. Di Pietro. Anche se Balducci, in realtà, avrebbe lasciato soltanto dopo qualche mese il nuovo incarico: "Quando Antonio Di Pietro nel 2006 arrivò al Ministero delle Infrastrutture trovò in carica, come presidente del Consiglio Superiore dei lavori pubblici, Angelo Balducci, che ebbe tale incarico dal governo di centrodestra. Di Pietro lo rimosse da quell'incarico e gli affidò una struttura dipartimentale, nomina che tutti sanno essere solo formale, in quanto non ha alcun potere operativo".Lasciato l'incarico per cui era stato proposto dal ministro entrante Di Pietro, successivamente Balducci ebbe su proposta dell'allora vicepresidente del Consiglio, Francesco Rutelli, l'incarico di sovraintendere ai festeggiamenti per l'anniversario dell'unità d'Italia e di commissario delegato per la ricostruzione del teatro Petruzzelli di Bari.
Poi vengono le nomine per i Mondiali di Nuoto di Roma e il G8 alla Maddalena. Con ordinanza 3489 pubblicata in G. U. il 27 gennaio 2006 Balducci viene nominato, con il placet dell'allora sindaco Walter Veltroni, commissario straordinario per la realizzazione delle opere e degli interventi funzionali allo svolgimento dei Mondiali di Nuoto "Roma 2009". Già in precedenza Balducci aveva lavorato per Roma. Nel 2000 fa parte infatti della "squadra", come la definisce Il Messaggero, nata nella capitale per il Giubileo, con il ruolo chiave di Provveditore alle Opere pubbliche del Lazio. In quella squadra il quotidiano inserisce anche "Bertolaso, Fiori, Figliola, Montino, Mosino, Pucci, Rutelli, Sepe e Zanda". Dando seguito all'ordinanza n. 3663 del 19 marzo 2008 dell'allora presidente del Consiglio dei ministri Romano Prodi, Balducci fu poi nominato anche soggetto attuatore delle opere per il G8 alla Maddalena. Da entrambi gli incarichi fu rimosso con l'ordinanza n. 3684 del 13 giugno 2008 del presidente del Consiglio Berlusconi, perché nel frattempo rinominato presidente del Consiglio Superiore dei lavori pubblici. Al suo posto, per i Mondiali di Nuoto, Claudio Rinaldi (tra gli indagati); per il G8 alla Maddalena fu nominato l'ing. Fabio De Santis (anch'egli tra gli arrestati di mercoledì scorso), il quale però fu a sua volta sostituito perché, spiega Bertolaso, "adottò tutta una serie di provvedimenti che non mi tranquilizzarono".
Oggi a il Fatto Quotidiano, Aurelio Misiti, presidente del Consiglio Superiore dei lavori pubblici dal 1995 al 2003 e oggi parlamentare indipendente eletto nelle liste dell'IdV, spiega che "non solo Di Pietro non ha nominato Angelo Balducci, ma lo ha rimosso per ben due volte. Nel '96 - ricostruisce - fu trasferito dalla V sezione del Consiglio al Provveditorato del Lazio. Nominato nuovamente dal governo Berlusconi nel 2004, quando Antonio Di Pietro nel 2006 arrivò al Ministero delle Infrastrutture, dove lo trovò in carica come presidente del Consiglio Superiore dei lavori pubblici, lo rimosse affidandogli una struttura dipartimentale, senza alcun potere operativo. Perché quello è un organo al di sopra delle parti, dove non si devono prendere incarichi di gestione. E lui confondeva i piani". Lo stesso Misiti, però, sempre oggi, a Il Messaggero spiega che riteneva Balducci "più adatto alla gestione, ecco perché quando arrivò Di Pietro suggerii al ministro di sostituirlo".
"Non operativo" o più adatto alla "gestione"? Di sicuro a proporre Balducci per la nomina di presidente del Consiglio Superiore dei lavori pubblici fu nel 2005 l'allora ministro delle Infrastrutture del governo di centrodestra, Pietro Lunardi. Quando nel 2006 Di Pietro arrivò al Ministero lo sostituì con l'ing. Mauro, ma fu un normale avvicendamento da 'spoil system', tanto che Balducci fu comunque nominato a capo di un dipartimento 'pesante' del Ministero, quello "per le infrastrutture statali, l'edilizia e la regolazione dei lavori pubblici". Dipartimento che si occupa, tra l'altro, della pianificazione generale delle infrastrutture e del monitoraggio dei progetti internazionali e comunitari; della gestione dei programmi d'iniziativa comunitaria; della regolazione dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture; della realizzazione di programmi speciali e dei grandi eventi; di edilizia residenziale e demaniale; di politiche abitative e programmi di riqualificazione urbana; di repressione dell'abusivismo e di norme tecniche di costruzione e sicurezza nell'esecuzione delle opere pubbliche. Il capo di questo dipartimento, tra l'altro, è membro della I sezione del Consiglio Superiore dei lavori pubblici.
Era un incarico comunque di "gestione" quello per cui Balducci fu proposto da Di Pietro, sia pure indubbiamente meno autorevole e prestigioso di quello dal quale proveniva. Il Consiglio Superiore dei lavori pubblici è il massimo organo tecnico consultivo dello Stato, cui è garantita indipendenza di giudizio e di valutazione, autonomia funzionale, organizzativa e tecnico-scientifica. Esercita le funzioni consultive a favore delle amministrazioni dello Stato nonché, ove richiesto, di ogni altra amministrazione pubblica competente alla realizzazione di opere pubbliche. In particolare, è tenuto a svolgere la sua attività consultiva sui progetti - preliminari, definitivi ed esecutivi - di lavori pubblici di competenza statale o comunque finanziati per almeno il 50 per cento dallo Stato, di importo superiore a 25 milioni di euro. Ha invece facoltà di offrire i suoi pareri sui programmi di lavori pubblici e sui progetti di opere pubbliche, o di interesse pubblico, su richiesta di altre amministrazioni pubbliche, centrali e locali. Si occupa inoltre dell'elaborazione e dell'aggiornamento di norme tecniche e di indirizzo (circolari, linee guida, capitolati tipo) in materia di sicurezza delle costruzioni e di opere speciali; offre inoltre i suoi pareri su proposte di legge relative agli appalti pubblici, al settore delle costruzioni, al territorio e all'ambiente, nonché su proposte di normative tecniche in materia di sicurezza delle costruzioni e di sicurezza stradale, e su questioni che attengono all'applicazione del Codice di Contratti pubblici, al Regolamento di attuazione, al Capitolato Generale di Appalto, eccetera.

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