IL NOSTRO DEBITO PUBBLICO IN QUESTO ISTANTE AMMONTA A:

sabato 6 marzo 2010

AFFARI A GONFIE VELE






Il centro a L'Aquila è ancora sotto le macerie. Più di 40 mila persone sono senza casa. E Guido Bertolaso cosa fa? Organizza una regata all'isola della Maddalena, in Sardegna. Su mandato del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. E la supervisione del suo supersottosegretario, Gianni Letta. È sempre il solito giochetto: la procedura d'emergenza, messa in dubbio in questi giorni anche dalla Corte dei conti. "Disposizioni urgenti per lo svolgimento della Louis Vuitton World Series", dicono gli ultimi decreti del capo del governo. Come se uno tra gli sport più costosi al mondo venisse prima dei 300 morti, della ricostruzione, delle frane, dell'Italia che va in frantumi.
E Bertolaso chi ha mandato alla Maddalena a gestire il nuovo evento straordinario? Un funzionario con provata esperienza di rigore nelle spese? Un capostruttura selezionato con concorso pubblico? No. Ha mandato suo cognato, il solito Francesco Piermarini, 52 anni, ingegnere e imprenditore prestato a Palazzo Chigi, fratello della moglie, l'architetto Gloria Piermarini in Bertolaso, 59 anni. La catena di san Guido: il controllo sui nostri soldi diventa una questione di famiglia. La famiglia Bertolaso. La generosità del sottosegretario più amato dagli italiani non si smentisce nemmeno nel contratto di concessione per il megacomplesso dell'Arsenale: 254 milioni dello Stato e della Regione Sardegna bruciati nella trasformazione dell'ex officina militare della Maddalena. Si sapeva che se l'era aggiudicato l'unica società ammessa alla gara, la Mita Resort, una srl di cui è capo del consiglio di amministrazione Emma Marcegaglia, 45 anni, presidente di Confindustria. Ma non si conosceva la cifra. Ora si sa: 60 mila euro l'anno per 40 anni. È il prezzo rivelato il 25 febbraio scorso ai deputati che lo ascoltano alla Camera dal sottosegretario all'Istruzione, Giuseppe Pizza. Ed è quanto incasserà la Regione sarda, proprietaria della struttura: 155 mila metri quadri con dentro un hotel nuovo e arredato, centri conferenze, spazi da riempire, 600 posti barca che possono rendere decine di milioni l'anno, in uno dei luoghi più incantevoli al mondo, tutto questo al fantastico canone d'affitto mensile di 3 centesimi al metro quadro.
Bertolaso è davvero l'uomo delle catastrofi. Una catastrofe per i bilanci dello Stato: il sottosegretario, il volto immagine del governo Berlusconi, il capo della Protezione civile che nell'ultimo G8 trasferito all'Aquila in nome del dolore e del risparmio, è riuscito a farci spendere 26 mila euro in penne e 10 mila euro in posacenere. Lasciando senza risposta una curiosità. Negli incontri pubblici, nei luoghi di lavoro, negli ambienti chiusi è vietato fumare. A chi servivano i posacenere? Da lunedì primo marzo, in un armadio della Procura di Perugia, è custodita la storia di come la squadra di Guido Bertolaso ha conquistato potere e controllo sugli appalti. Grazie all'appoggio trasversale di centrosinistra e centrodestra. Carriere sprint costruite con l'approvazione di Francesco Rutelli e Gianni Letta. Cresciute indenni dal 2001 a oggi sotto i governi di Berlusconi, Romano Prodi e ancora Berlusconi. Una storia tutta italiana raccolta nel dicembre 2007 in una relazione consegnata a numerosi funzionari di governo. E rimasta tra l'altro, secondo alcuni testimoni, dal giugno 2009 fino a una ventina di giorni fa negli uffici del capo dipartimento del ministro all'Innovazione, Renato Brunetta.
È lo stesso documento che accompagna la "busta profetica": la lettera aperta da "L'espresso" davanti a una telecamera che, con quasi due anni di anticipo sul G8-2009, prevede chi vincerà il contratto per l'organizzazione dell'evento e quali funzionari pubblici controlleranno gli appalti.
IL VIDEO L'apertura della busta profetica
da: espresso.it

Nessun commento: