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sabato 6 marzo 2010

CE VALORI AL TELEFONO





Due giorni prima che i carabinieri del Ros bussassero alla porta dell'abitazione dell'ingegnere Angelo Balducci per arrestarlo con l'accusa di corruzione nell'ambito dell'inchiesta sui Grandi Appalti condotta dalla procura di Firenze, il telefono dell'allora presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici era bollente. Il patron dei lavori pubblici italiani aveva saputo che sarebbe finito in carcere da lì a breve. Una talpa alla Procura di Roma, che secondo gli investigatori è stata individiuata nell'ex procuratore aggiunto Achille Toro, aveva avvisato la "cricca" che aveva fatto affari con il sottosegretario Guido Bertolaso, che erano pronti gli arresti.
Ma 48 ore prima dell'irruzione del Ros, al telefono di Balducci si verifica il colpo di scena; chiama il grand commis degli affari italiani, l'economista-manager che tutti conosce e tutti conoscono: Giancarlo Elia Valori, cattolico e amico di Israele, democristiano e massone (dalla P2 di Licio Gelli venne espulso). E una quantità di amici ingombranti: dai dittatori Kim Il Sung, Peron e Ceausescu, a Gelli, da Shimon Peres ai vertici del Mossad, dai salotti della finanza francese ai prelati d'Oltretevere fino ai passacarte del potere romano, sia legislativo, esecutivo o giudiziario. Da anni sono noti i contatti con l'ex magistrato Toro. È la prima volta che Valori chiama Balducci da quando è sotto indagine. Dalla breve conversazione registrata dai carabinieri e adesso agli atti delle Procure di Firenze e Perugia si nota che i due si conoscono bene ed hanno confidenza. Valori fa capire al suo amico Balducci di sapere che lo stanno per arrestare e gli dice: "Stai tranquillo, ti proteggiamo". Il plurale utilizzato dal grand commis degli affari suona strano agli inquirenti che si pongono una domanda: chi è questo gruppo di persone che vuole proteggere Balducci?
da:espresso

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