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domenica 19 dicembre 2010

ALLA FACCIA DEI TAGLI





Mentre le misure volute dalla Gelmini hanno acceso le piazze, il ministero di Galan trova un milione e mezzo per una campagna scolastica sull'ambiente marino

Per una campagna di informazione rivolta agli studenti delle medie inferiori il nome è già un piccolo infortunio: "Marinando". Ma, andando oltre questo tentativo di fare gli spiritosi, al ministero delle Politiche agricole hanno scelto male i tempi per lanciare una "campagna di sensibilizzazione sull'importanza dell'ambiente marino, della pesca e dei prodotti ittici". Non ci sarebbe nulla di strano se la "campagna" non costasse un milione 540mila euro complessivi, al netto dell'Iva, in tre anni. In tempo di tagli alla spesa per la scuola e l'università, viene il dubbio che questo denaro pubblico sia davvero speso bene, per insegnare ai ragazzi dai 10 ai 14 anni l'importanza del mare e della pesca.
Giancarlo Galan, il ministro delle Politiche agricole arrivato in via XX Settembre dopo le ultime elezioni regionali dichiarando guerra alle sponsorizzazioni e spese esagerate (a suo dire) fatte dal predecessore Luca Zaia, il leghista che gli ha fatto le scarpe come governatore del Veneto, non sembra percorso da alcun dubbio sull'opportunità di spendere questi soldi. "Viviamo in un'epoca contrassegnata dalla necessità, anzi dall'urgenza, di costruire un rapporto consapevole e rispettoso nei confronti dell'ambiente. Ecco perché ritengo importante il lancio della XVI edizione di Marinando, campagna che ha il grande merito di avvicinare i giovani alla cultura e alle tradizioni del mare e della pesca", è la dichiarazione del "doge" pubblicata sul sito del ministero.
Sulla rete ci sono tracce di un simpatico dibattito fra giovani per rispondere alla domanda: quanto sono lunghe le coste italiane? La risposta, citando come fonte Wikipedia, è che tra continente e isole l'Italia ha 7.458 km di coste. Qualcuno risponde che "la Grecia, con 15mila km, ci straccia". Perbacco.
Per i giovani che non abbiano capito che l'Italia è in mezzo al mare e quanto sia importante preservare l'ambiente marino è in arrivo la campagna ri-lanciata da Galan. Il ministero è alla ricerca di una società specializzata in attività di comunicazione istituzionale per conto della pubblica amministrazione. Il vincitore potrà contare su un finanziamento di 1,54 milioni: 290mila euro quest'anno, 625mila euro nel 2011-2012, altrettanti nel 2012-2013. Alla faccia degli studenti e dei tagli all'istruzione voluti dai ministri Gelmini e Tremonti.

da: www.voglioscendere.it di Gianni Dragoni

mercoledì 8 dicembre 2010

COMUNIONE E LIBERAZIONE E LA CRISI DI SILVIO








Come si muoverà Comunione e Liberazione di fonte alla crisi di Silvio Berlusconi? Quali prospettive apre per la super lobby cattolica?
Il rapporto tra CL e Silvio è sempre stato forte, tanto che i suoi vertici hanno espresso più volte un aperto "endorsement" a Silvio in varie tornate elettorali. Berlusconi è stato infatti un aperto sostenitore del movimento per almeno trent'anni. Nella prestigiosa villa di Via Rovani si tenevano le prime riunioni de "Il Sabato", il settimanale di Cl, che venne sostenuto finanziariamente da Berlusconi.
Anche la Compagnia delle Opere, il braccio economico di CL, ha sempre espresso vicinanza al Pdl, nelle cui file militano lo stesso presidente della Regione Lombardia e il vicepresidente della Camera Maurizio Lupi.
Tuttavia il rapporto di Cl con Silvio è una sinusoide dall'andamento complesso, che si intreccia con i destini del potente gruppo di potere. In una certa fase, nel 2008, Berlusconi è parso affidare a Formigoni l'ambito ruolo di delfino e il ruolo di cordinatore del Pdl. Poi qualcosa si è rotto, Formigoni ha abbandonato la funzione, si è fatto da parte senza per questo tradire l'amico Silvio. Il movimento ha cercato di rimanere sotto traccia, di andare d'accordo con la Lega, nei confronti della quale esistono diffidenze ma anche sintonie mirate alla destrutturazione dello Stato in vista dell'affidamento ai privati (ovvero alla Compagnia delle Opere) di vasti pezzi della sanità, della scuola, delle infrastrutture.
Poi è arrivata la crisi interna al Pdl, il distacco di Fini, la nascita di Futuro e Libertà. Il nuovo movimento ha messo in evidenza la tensione esistente, nel polo di destra, tra laici e cattolici, tra modernisti e tradizionalisti. Italo Bocchino ha attaccato duramente Maurizio Lupi e il sistema spartitorio di CL in una diretta televisiva, Fini ha illustrato il disegno di un partito laico su temi come il fine vita ed altre tematiche sensibili.
Fli ha iniziato a svolgere il ruolo che i falangisti svolgevano nei confronti dei governi "opusiani" della Spagna franchista: un dissenso da destra, una critica severa dell'alleanza trono-altare che anche Berlusconi persegue tenacemente nei rapporti col Vaticano.
La spaccatura e l'annuncio di voler far cadere il governo hanno creato ulteriori preoccupazioni in Cl e Cdo, che amano il lobbying soft, riservato, la transazione continua sugli affari concreti, come l'Expo 2015 e i grandi business come l'energia e il nucleare. Ancora più tensione in Cl genera la nascita del cosiddetto terzo polo: l'idea che Casini e Rutelli si alleino con il super-laico Fini spaventa a morte la lobby ciellina, la getta nel panico. Questo perché il leader naturale sarebbe Fini, che ha ben poche simpatie per l'alleanza Cl-Lega e per l'espansione di Cdo in molte regioni, come il Veneto e il Lazio. Ma anche Casini desta preoccupazione perché non è perfettamente identificato in CL ma in questo momento è considerato nei sondaggi come l'interprete più fedele del voto cattolico. Rutelli, simpatizzante di Cl ma anche dell'Opus Dei (e comunque di tutte le realtà dove si muove il potere) è un partner mobile e poco affidabile.
Di qui la grande preoccupazione di Cl, che nei giorni scorsi ha invitato i cattolici a non schierarsi con FLI, invitando Casini a non allearsi con Fini. A dare una mano a CL è intervenuto il cardinale Bertone, che in un colloquio con Silvio ha precisato che lui, quanto al terzo polo, "non celebra matrimoni tra uomini", lasciando così capire che il vaticano non benedice la nuova alleanza e continua a vedere in Silvio l'interlocutore privilegiato per i suoi bisogni.
Nonostante questo, la paura in Cl è tanta, e si somma alle incertezze sul futuro politico del suo leader, Roberto Formigoni, che alla fine del terzo mandato come presidente della Regione Lombardia dovrà pur identificare una "mission" forte. Certo è che la crisi del Berlusconismo fa venire meno, per Cl, un alleato forte e ben identificabile, rimescolando le carte in direzioni ancora tutte da identificare.
da: voglioscendere.it