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sabato 26 febbraio 2011

IL TESORO DELLE OLGETTINE








Clicca sui nomi delle ragazze e leggi l'elenco completo degli oggetti sequestrati il 14 gennaio 2010


Iris Berardi
Imma e Eleonora De Vivo
Ioana Visan
Aris Espinosa
Barbara Faggioli
Barbara Guerra
Maria Esther Garcia Polanco
Elisa Toti

Mentre la crisi infuria, la disoccupazione aumenta, debiti e tasse continuano a salire e milioni di italiani fanno sempre più fatica ad arrivare a fine mese, un gruppo di super fortunate sguazza tra gioielli, buste di banconote da 500 euro, feste presidenziali, auto e case in regalo. Sono le ragazze di via Olgettina 65, il residence milanese delle "Papi girls": otto prorompenti fanciulle, per lo più stelline televisive, che secondo l'accusa erano le più fidate tra le tante bellezze pagate dal presidente del consiglio per partecipare a orgiastiche feste notturne nell'ormai famosa sala del "bunga-bunga" di Arcore.

Non sono indagate, ma sono state intercettate e perquisite perché rappresentano, per così dire, i "corpi del reato": prove viventi delle accuse di induzione e favoreggiamento della prostituzione, anche della minorenne Karima detta Ruby, contestate a Lele Mora, Emilio Fede e Nicole Minetti.

Nelle loro telefonate, le ragazze di via Olgettina hanno regalato alla storia dell'Italia berlusconiana frasi memorabili, come «io non lavoro ma guadagno tanto», «Papi è la nostra fonte di lucro», «il Presidente è il nostro futuro, la nostra garanzia»; proteste incresciose sui soldi versati da Silvio alle altre sexy-reginette di Arcore, come «stasera quella faccia di m... mi ha dato solo duemila euro»; e perfino compromettenti confronti economici con la minorenne marocchina diventata loro rivale: «Due a noi e a Ruby 60! Ma ti rendi conto? Ora diamo tutto a lei...».

Il 14 gennaio 2010, mentre Silvio Berlusconi si vedeva notificare il suo primo atto d'accusa per i reati di concussione ai danni della questura e utilizzo di prostituzione minorile, la polizia ha perquisito le abitazioni delle otto ragazze mantenute dal premier in via Olgettina. Gli agenti cercavano i riscontri alle intercettazioni: gioielli, soldi (in particolare banconote da 500 euro), conferme scritte o fotografiche dei rapporti con Berlusconi.

Ecco i risultati delle perquisizioni, con un'avvertenza: i «tesori» qui elencati sono costituiti soltanto dai beni che erano in possesso delle ragazze nel giorno (e nel luogo) del controllo, per cui rappresentano solo una piccola parte del monte-premi totale intascato dalle "Papi girls".

da:http://espresso.repubblica.it/dettaglio/il-tesoro-delle-olgettine/2144363

sabato 12 febbraio 2011

GAGLIONE: PARLAMENTARE DELLA REPUBBLICA FANTASMA






Raggiungerlo al telefono è una vera impresa: «Mi scusi sono impegnato, mi richiami tra un'ora, tra due, fra tre». Alla fine risponde il suo assistente. Non quello parlamentare, che all'ufficio della Camera in pochi hanno visto, ma quello della clinica: «Il dottore è molto impegnato, non può proprio rispondere». Antonio Gaglione, deputato brindisino, eletto nel Pd, transitato nel Gruppo Misto e poi passato con Noi Sud non si può nemmeno definire un voltagabbana, visto che lui non vota né contro né a favore del governo. Semplicemente, a Roma non ci va. Fa visite cardiologiche private a Latiano, in provincia di Brindisi, oppure va in clinica, alla Villa Bianca di Bari, a operare.
Fatto sta che ha appena raggiunto il record assoluto di fancazzismo politico nella storia della Repubblica: oltre il 92 per cento di assenze. Alla modica cifra di 15 mila euro mensili. Oltre al suo stipendio, ci sarebbe da contare quello del portaborse, che non ha assolutamente nulla da fare: altri 4.000 euro al mese, ovviamente a carico della collettività. Ma poco importa, lui si considera «un ottimo politico».In campagna elettorale Gaglione andava dicendo: «Voglio un partito aperto, che guardi all'esterno, un partito estroverso. Fatto di persone che al mattino pensino a quali sono i problemi del nostro paese e dedichino il tempo che hanno a loro disposizione, ci sono tante cose da fare. Lancio questo appello a tutte le persone di buona volontà». Lui di buona volontà non ne ha avuta moltissima, evidentemente: nessun intervento nelle discussioni in aula o in commissione, nessuna missione, nessuna proposta di legge come primo firmatario (cioè scritta da lui).
Era assente perfino al voto per l'autorizzazione a procedere contro Silvio Berlusconi, per la sfiducia al governo, per la legge di stabilità, per la manovra finanziaria, per lo scudo fiscale. L'ultima volta che si è fatto vedere per un voto chiave era l'estate del 2008: forse si trovava a Roma in vacanza. O più probabilmente per un convegno: a quelli non manca mai, basta cliccare il suo nome su Google per scoprirlo.
A proposito, lo scorso 14 dicembre, quando ogni voto era determinante per la fiducia, improvvisamente Gaglione si materializzò a Montecitorio. Tutti a chiedersi se avrebbe votato sì o no al governo, ma inutilmente: al momento della chiama lui era già fuori. Aveva fatto solo una capatina per salutare e prendere la posta, visto che era già a Roma. Per altri motivi ovviamente: l'avevano appena eletto consigliere nazionale nell'autorevole Società Italiana di Cardiologia.
Tra le sue ultime dichiarazioni, resta memorabile questa, rilasciata quando aveva già raggiunto il primo posto tra gli assenteisti: «Stare in Parlamento è una perdita di tempo e una violenza contro la persona». E poi: «E' così frustrante fare queste maratone alla Camera». E ancora: «Sono stato poco presente perché l'apporto del singolo parlamentare è diventato marginale».
Poco altro, perché per l'onorevole è una perdita di tempo anche rispondere alle domande dei cronisti: «Che tanto poi i giornali si occupano più di donne che di politica vera. Gli italiani vogliono i fatti». Magari vorrebbero anche vedere lavorare i loro rappresentanti, ma il dottore è molto impegnato.