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giovedì 8 marzo 2012

MILANO DA BERE: TUTTI I GUAI DI FORMIGONI


Donato de Sena*
Le inchieste giudiziarie che hanno travolto il Consiglio regionale della Lombardia hanno del clamoroso. Non solo per la gravità delle accuse rivolte ai suoi componenti. Ma anche, e soprattutto, per il numero di esponenti coinvolti nelle indagini dei pm.
MAZZETTE BIPARTIZAN
- Il caso di Davide Boni, il presidente leghista dell’assemblea raggiunto da un avviso di garanzia per corruzione, accusato dai pm della Procura di Milano di aver intascato e girato al suo partito tangenti per oltre un milione di euro, è solo l’ultimo tassello di un puzzle ampio fatto di affari tra politica e imprenditoria, spesso illeciti. L’elenco degli eletti al Pirellone finiti in guai giudiziari si sta allargando a dismisura. Nei registi degli indagati delle procure lombarde sono finiti assessori e consiglieri, uomini del presidente e leader dell’opposizione, tesserati del centrodestra e del centrosinistra.
FILIPPO PENATI
- Nella lista è finito anche il candidato del centrosinistra alla guida della regione, Filippo Penati. Dallo scorso luglio lo sfidante del presidente Formigoni, ex presidente della provicnia di Milano e segretario politico di Pier Luigi Bersani, è indagato per concussione, corruzione e finanziamento illecito ai partiti dai pm della procura di Monza per presunte tangenti intascate sulla riqualificazione dell’ex Area Falck di Sesto San Giovanni.
NICOLI CRISTIANI
- Nicoli Cristiani, ex consigliere e vicepresidente del consiglio regionale, ed ex Assessore all’Ambiente e al Commercio, è stato arrestato lo scorso novembre con l’accusa di truffa, corruzione e riciclaggio illecito di rifiuti. Il corruttore sarebbe Pierluca Locatelli, imprenditore bergamasco del settore, che avrebbe versato 100mila euro per ottenere l’autorizzazione per una discarica di amianto. Cristiani, eletto tra le fila del Pdl, ha trascorso il Natale a San Vittore, per poi essere scarcerato il 24 febbraio. Era consigliere regionale dal 1995, anno della prima elezione di Formigoni al Pirellone.
MASSIMO PONZONI
– Massimo Ponzoni, Pdl, assessore all’ambiente nella precedente legislatura, nel 2010 è comparso nelle inchieste sulla ‘ndrangheta in Brianza. L’assemblea lombarda gli aveva rinnovato la fiducia nonostante fosse indagato per un pagamento di 220 mila euro ricevuto da un costruttore per influire su alcuni pubblici ufficiali di Desio e Seregno e agevolare, così, un’operazione urbanistica. Lo scorso gennaio è finito in manette per bancarotta concussione e finanziamento illecito ai partiti. L’ordine di arresto era stato inviato dalla procura di Monza che indagava sul fallimento della società Pellicano.
ANGELO GIANMARIO
- Nelle inchieste sulla criminalità organizzata calabrese radicatasi nel Nord è finito pure il consigliere regionale del Pdl Angelo Gianmario. Come ricorda oggi il Fatto Quotidiano, Giammario è citato ‘in un’intercettazione tra boss della mafia in Lombardia che si preoccupavano di trovare soldi consegnargli così da ricevere in cambio favori’.
ANGELO CIOCCA
- Gli inquirenti che cercano di far luce sulla presenza della criminalità organizzata in Lombardia e sui suoi legami con la politica hanno parlato anche di Angelo Ciocca, consigliere regionale leghista che – è emerso dalle inchieste che hanno condotto ai maxi blitz milanesi – avrebbe avuto contatti con il «boss» Pino Neri. Ciocca fu fotografato dalla Dia in un suo incontro con Neri con cui ‘avrebbe fatto degli affari immobiliari’.
PIERGIANNI PROSPERINI
– Nel 2009 l’assessore alla Sicurezza, al Turismo e allo Sport Piergianni Prosperini finì in carcere con l’accusa di essersi fatto restituire dalle emittenti televisive lombardo parte della campagna pubblicitaria da 7 milioni e 200 mila euro spesi dalla Regione per gli spot turistici. Nel luglio 2011 è finito ai domiciliari per aver intascato, ai tempi in cui era assessore, una mazzetta da 10mila euro per garantire a una società un appalto da 300mila euro per manifestazioni in Valtellina.
MONICA RIZZI
- Brutte storie, hanno sfiorato anche la consigliera leghista Monica Rizzi, assessore allo Sport, vicinissima a Renzo Bossi, è stata indagata con l’accusa di aver confezionato dossier illeciti contro altri lumbard per favorire l’ elezione al Pirellone del ‘Trota’.
DANIELE BELLOTTI
- Daniele Bellotti, assessore al Territorio e all’Urbanistica, è stato indagato in una maxi inchiesta contro gli ultras atalantini come presunto ispiratore di alcune manifestazioni di contestazione violenta nel corso del campionato 2009-2010, finito per l’ Atalanta con la retrocessione in serie B.
NICOLE MINETTI
– Per la ex soubrette, ed ex igienista dentale, diventata famosa per il suo coinvolgimento nel caso Ruby non c’è alcuna accusa di collusione con la mafia, di aver intascato tangenti o favorito imprese amiche. Su di lei grava l’accusa di favoreggiomento della prostituzione minorile per aver coinvolto l’allora minorenne marocchina Ruby nei festini di Berlusconi nella villa di Arcore.
GLI ALTRI
– Poi ci sono gli affaristi, amici e confidenti che si muovono a breve distanza da assessori, presidente e consiglieri. Alessandro Uggeri, ad esempio, fidanzato della Rizzi, che del Trota Bossi è stato perfino l’autista. E’ stato sfiorato da diverse indagini. C’è anche Giancarlo Abelli, super manager della sanità lombarda ed ex assessore di Formigoni, che negli anni ’90 finì sotto inchiesta per false fatturazioni e concorso in abuso d’ufficio. Luigi Zunino, immobiliarista oggi indagato con Boni per le tangenti, che fu codnannato nel processo sulla tentata scalata di Antonveneta.
* Fonte: giornalettismo.com
*Fonte: isegretidellacastablogspot.com

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