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domenica 22 aprile 2012

25MILA CONSIGLIERI DI AMMINISTRAZIONE COSTO : 2,5MLD DI EURO ALL'ANNO


Nel nostro Paese ci sono 7 mila tra società statali o miste, partecipate, municipalizzate, enti, consorzi, autorità di vario genere, con un esercito di 24 mila consiglieri di amministrazione, tutti di nomina politica, spesso provenienti da attività che nulla hanno a che fare con il nuovo incarico: l'esempio più noto in questi giorni è quello di Francesco Belsito, il tesoriere della Lega, un ex autista divenuto persino membro del consiglio d'amministrazione di Finmeccanica, il grande gruppo statale delle armi e dei cantieri che al proprio interno controlla 18 società con altrettanti consigli di amministrazione.
SCARONI: 4,3 MILIONI DI EURO L'ANNO. Gente che si spaccia per manager ma a cui, in realtà, si addice di più l'appellativo di 'boiardi di Stato' come erano noti ai tempi della Prima Repubblica. Persone strapagate anche in tempi di gravissima crisi. Piefrancesco Guarguaglini è stato allontanato dalla presidenza di Finmeccanica con una buonuscita di 5,5 milioni di euro, versati sul suo conto dai fondi di un gruppo statale, controllato dal Tesoro.
Paolo Scaroni, amministratore delegato di Eni, percepisce 4,3 milioni di euro l'anno, mentre i vertici di Enel - che aumenta di continuo le tariffe - Fulvio Conti e Umberto Quadrino, superano i 2 milioni e mezzo l'anno di retribuzione.
In totale, i membri dei consigli d'amministrazione di società pubbliche sono 24 mila: in gran parte si tratta di una pletora di figure che potrebbero essere serenamente sostituite da un amministratore unico con uno stipendio normale, per quanto adeguato alle eventuali responsabilità della carica.
MANAGER STRAPAGATI. Invece, secondo una fonte Uil sui dati del governo, questi 24 mila sono costati nel 2010 ben 2,5 miliardi di euro solo per far funzionari i consigli di amministrazione delle 7 mila società pubbliche.
C'è poi il capitolo degli assistenti, segretari, portavoce e factotum di presidenti di Regioni e Province, sindaci, assessori: persone scelte sulla fiducia, spesso parenti, cognati o amici, comunque di nomina politica e senza controllo, che ogni anno costano ai contribuenti ben 1 miliardo e mezzo di euro.

*Fonte: lettera 43

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